Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Aven Romale” dei Gipsy.cz

L’ultimo brano dei 42 in gara all’Eurofestival per ordine di uscita è quello della Repubblica Ceca. C’era moltissima curiosità attorno ai Gipsy. cz, gruppo hip hop che solitamente si esibisce in lingua rom ed il cui leader Radoslav Barga è esattamente quello che definiremmo un “ex ragazzo di strada”.

Dalla musica si strada al successo nei concerti di settore in tutta Europa, il passo è stato breve ed ora arrivano sul palco europeo, con il duro compito di riscattare le prime due pessime partecipazioni ceche alla rassegna. Per farlo si sono affidate ad un brano in inglese – senz’altro più comprensibile visto l’hip hop – nel loro stile. Piacera? Vedremo.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “La voix” di Malena Ernmann (Svezia)

La Svezia è per tradizione l’ultimo paese a designare cantante e canzone per l’Eurofestival 2009 (anche se manca ancora quest’anno il brano dei cechi Gipsy.Cz). Ha vinto Malena Ernmann, con il brano “La voix“, trionfando al Melodifestivalen davanti al grande favorito Mans Zelmerlow, preferito dalle giurie.

Dopo Alenka Gotar che nel 2007 cantò per la Slovenia, un’altra voce lirica approda nel tempio del pop. La 38enne Ernmann è infatti una soprano piuttosto nota nell’ambiente teatrale. Il brano è un buon pop, senz’altro d’effetto, griffato però dall’autore della canzone del 2008, che è andata malissimo.

SORTEGGIO SEMIFINALI – E’stato effettuato il sorteggio dell’ordine di esibizione delle due semifinali e delle cinque finaliste di diritto. Molto importante esibirisi per ultimo perchè all’Eurofestival si vota SOLO alla fine di TUTTE le esibizioni.

Per ogni semifinale, tre paesi a sorteggio (li indichiamo con *) hanno potuto scegliersi la posizione d’uscita e così una delle finaliste. Ricordiamo che vanno in finale le prime nove di ogni semifinale più una decima ripescata dalla giuria. Nella finale il televoto vale il 50% e l’altro 50% sarà quello delle singole giurie nei paesi (tutti e 42).

SEMIFINALE 1

Montenegro, Repubblica Ceca, Belgio, Bielorussia,Svezia, Armenia, Andorra, Svizzera,Turchia, Israele, Bulgaria*, Islanda, Macedonia, Romania, Finlandia,Portogallo*,Malta*, Bosnia.

Va malissimo al Belgio, che già ha una brutta canzone e al Montenegro, che invece ne ha una molto interessante. Fortunata la Romania, che ha una brutta canzone. Malta e Portogallo hanno brutte canzoni ma si sono scelte gli ultimi posti. Occhio alla Bosnia, gran canzone e si esibirà per ultima.

SEMIFINALE 2

Croazia, Irlanda, Lettonia, Serbia, Polonia, Norvegia, Cipro, Slovacchia, Danimarca, Slovenia, Ungheria, Azerbaigian, Grecia,Lituania, Moldavia, Albania, Ucraina*, Estonia*, Paesi Bassi*

Peccato per l’Irlanda. L’operazione rilancio rischia di fallire perchè canterà per seconda. La Moldavia che ha la più brutta canzone in gara è nei bassifondi ma non darà fastidio. Ucraina, Estonia e Paesi Bassi  hanno scelto di esibirsi in fondo. Gli ultimi due paesi hanno brani molto interessanti e dunque si candidano alla finale.

 FINALE (paesi già finalisti)

3- Francia, 10 Russia, 17 Germania, 23 Gran Bretagna, 25 Spagna*

Inglesi non male. Il brano è d’atmosfera ma cantando alla fine potrebbe anche rastrellare voti, peccato per Patricia Kaas: canterà per terza, richia di passare inosservata. Giudizio sospeso sui tedeschi, bisognerà vedere chi avrà dietro. Soraya ha scelto di cantare per ultima. Ci sbaglieremo, ma visto l’ottimo appeal della canzone, ha il podio in tasca.

Eurofestival 2009,le canzoni in anteprima: “Copycat” di Patrick Ouchène

Tanto casino per niente. L’attesa canzone del Belgio s’è rivelata una bella fregatura. “Copycat” è il brano, in lingua inglese interpretato dal 45enne Patrick Ouchène, esponente della scena rock belga con una particolarità: è il sosia di Elvis Presley. E infatti, come prevedibile, la canzone è un bella copia dei brani anni’60 del rocker di Memphis. Stesse movenze, stessi suoni, stesso modo di cantare.

Ormai è chiaro: ai belgi dell’Eurofestival non frega niente. Negli ultimi anni hanno collezionato una serie di fiaschi dovuti ad assurde scelte. L’ultimo risultato positivo fu nel 2003 con gli Urban Trad che cantarono “Sanomi”, un brano in una lingua immaginaria. Ma poi è andata malissimo. Nel 2008 ritentarono l’esperimento nonsense con “O julissi” delle Ishtar.

Nel 2007, sempre la tv francofona (la stessa di quest’anno) arrivarono i belgo-indiani Krazy Mess Groover con un brano anni’70. Due anni prima la stessa tv portò il lagnosissimo Nuno Resende con “Le grand soir”. Nè andò meglio alla tv vallona che prima delle Ishtar portò Xandee e Kate Ryan, l’unica che avrebbe meritato l’accesso in finale (e infatti lo sfiorò). Ma quanti voti può prendere un tizio simile?

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Be my Valentine” di Svetlana Loboda (Ucraina) e “Let’ T Mou” di Miculcik e Pociskova (Slovacchia). Le Georgia si ritira

UFFICIALE, LA GEORGIA SI RITIRA DALL’EUROFESTIVAL. La decisione è stata presa dalla tv georgiana che ha detto no alla richiesta dell’Eurovisione di cambiare le parole della loro canzone “We don’t wanna put in” o di proporne una diversa, perchè il brano viola il regolamento parlando di politica.

I georgiani hanno preferito uscire di scena non senza accusare il governo russo di aver fatto pressione per la loro esclusione (il titolo del brano si leggerebbe “Noi non vogliamo Putin”). Brutta storia, quando la politica si mescola alla musica. Per fortuna la macchina va avanti lo stesso.

 

Dopo il secondo posto dell’anno scorso, torna alla carica l’Ucraina. Un pò di energia per la bella Svetlana Loboda (ma perchè l‘Ucraina manda sempre belle figliole?) che porterà sul palco dell‘Eurofestival la canzone “Be my Valentine”, con cui ha vinto le selezioni del suo paese.  Sempre nelle zone alte della classifica negli ultimi anni, difficile che possa ripetere la performance quest’anno.

Il brano è di buon livello, con sonorità diverse rispetto al tunz tunz dell’anno scorso che valse il podio e quasi la vittoria e anche dal casino della drag queen di due anni fa. E’più canzone, sicuramente e forse per questo potrebbe piacere meno in generale al pubblico. Però avrà la sua fetta di voti amici come le altre nazioni ex Urss. Le giurie potrebbero invece anche premiarla se arriva in finale.

Ma che bella sorpresa la Slovacchia. Da quelle parti si fa buona musica, ma lo sanno in pochi. Le selezioni slovacche ed  il brano che dopo 11 anni riporta in gara la nazionale (loro si, a volte ritornano, l’Italia invece…) è davvero interessante. Kamil Mikulčík e Nela Pocisková canteranno “Leť Tmou”.

Alcuni paesi e la Slovacchia è fra questi hanno il pregio, di preferire il canto nella propria lingua, ma in alcuni casi questo penalizza. Soprattutto se hai pochi alleati linguistici. Però da parte nostra preferiamo sempre la babele linguistica alla standardizzazione anglofona. Se hai una bella canzone, si valorizza lo stesso:  Marija Serifovic, che vinse col brano in serbo due anni fa da questo punto di vista è un esempio chiaro.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Cipela” di Marko Kon e Milan Nikolic (Serbia) e “Randajad” degli Urban Simphony (Estonia). Squalificata la Georgia

Scelta etnica per la Serbia che porterà all‘Eurofestival una canzone che a tratti fa il verso a quella croata dell’anno scorso. Tango, fisarmoniche, suoni molto balcanici misti a ritmi più contemporanei. A cantarla saranno Marko Kon e  Milan Nikolic. Il motvo si intitola “Cipela” e se non altro ci metterà allegria.

Attenzione invece alla proposta dell‘Estonia. Hanno già vinto una volta, con Tanel Padar e potrebbe piazzarsi di nuovo bene. “Randajad“, degli Urban Simphony, che ha vinto la selezione locale è assai gradevole.

Unisce il suono del violino agli strumenti elettrici ed è molto delicato e di classe. Che è l’altra caratteristica che piace agli Eurofans, in alternativa ai pezzi dance. Poi soprattutto è un motivo originale rispetto alla media delle canzoni che si sentono.

GEORGIA SQUALIFICATA – Contrariamente a quanto si pensava, la canzone georgiana “We dont’ wanna put in” (che trovate sopra) è stata squalificata. Il gruppo Stephane & 3G che ha regolamente vinto le selezioni non potrà eseguirla a Mosca.

Non solo il titolo rimanda a Putin, ma anche alcune parti del testo e questo viola l’articolo del regolamentto che dice che nessuna parte del testo possa fare riferimento a fatti, persone o eventi politici.

Che succederà ora? L’Eurovisione ha concesso alla Georgia un tempo bonus per mandare un’altra canzone (eventualmente anche cantata dagli stessi artisti) che risponda ai regolamenti, ma il paese, che inizialmente si era ritirato per protesta dopo la guerra in Ossezia e infine si era convinto a tornare, potrebbe ora nuovamente ritirarsi. Ma a questo punto pagherebbe una carissima penale, perchè il tempo è scaduto.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Mamo” di Anastasya Prihodko (Russia)

La Russia, che sarà padrona di casa al prossimo Eurofestival, ha scelto per rappresentarla, una piccola stellina del pop locale. Si tratta della giovane Anastasya Prihodko, una dei tanti figli dei talent show: lei arriva da “Star Academy 7”.

Canterà il brano “Mamo”, scelto con l’ovazione del pubblico, dopo che la giuria aveva selezionato i tre finalisti. In Russia però accadono cose strane. L’anno scorso Dima Bilan fu “letteralmente” spinto a Belgrado dalla tv russa tanto che qualcuno aveva insinuato dubbi sulla regolarità del televoto.

Quest’anno la Prihodko non era inizialmente fra i 15 brani scelti dalla giuria di Channel 1 per giocarsi un posto all’Eurofestival. Poi è stata aggiunta e alla fine il pubblico ha votato lei. Per lei che ha già un buon pubblico in patria, probabile bagno di folla.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “There must be another way” di Noa e Mira Awad (Israele) e “Always” di AySel e Arash (Azerbaigian)

Attenzione ad Israele, che con i tempi che corrono potrebbe anche clamorosamente provare a vincere l’Eurofestival undici anni dopo Dana International. La ballata “There must be another way”, cantata dalla grandissima Noa e dalla arabo-israeliana non è niente male.

Non solo. C’è l’appeal di una artista immensa come Noa che accetta di mettersi in gioco e di farlo con una cantante di origine araba, in una canzone che parla di pace e del rapporto delicato che c’è fra israeliani e palestinesi. E’facile immaginare che le reazioni da una parte e dall’altra saranno complicate. Ma questo brano può andare lontano.

Attenzione anche al duetto multietinico dell’Azerbaigian. Alla seconda partecipazione, l’anno scorso al debutto fecero un ottimo ottavo posto con un brano inascoltabile, quest’anno invece puntano forte.

Sapevamo già i cantanti: lei si chiama Aysel Teymursadze ed è una giovane azera che ha studiato canto e pianoforte negli Stati Uniti, dunque ha una formazione occidentale. Lui è Arash, iraniano ormai da tempo trapiantato in Svezia, autore di uno dei tormentoni estivi del nord ed est europa, vale a dire “Suddenly” (ne avevamo parlato). Il brano, scritto dallo stesso Arash è “Always”. Molto bello NOTA A MARGINE: all’Eurofestival avremo un’israeliana, una palestinese ed un iraniano in gara. Notevolissimo

Eurofestival, le canzoni in anteprima: “Ljepa tena” di Igor Cuckrov (Croazia), “Probka” di Intars Buzulis (Lettonia) e “Bistra voda” dei Regina (Bosnia)

Anche la Croazia nel segno dei talenti emergenti. Sul palco dell’Eurofestival, il prossimo maggio a Mosca salirà infatti Igor Cukrov, che ha vinto la Dora, il festival di selezione croato dopo aver partecipato all’edizione locale di “Operazione trionfo“.

La canzone “Ljepa tena” si inserisce nel solco della tradizione croata ed è cantata nella lingua locale. Possibilità di vittoria praticamente nulle ma va dato atto ai croati di non avere mai ceduto alla tentazione di portare un brano più vicino ai gusti europei. Fedeli alla linea, tanto i loro voti li prendono sempre.

La Lettonia ha scelto invece Intars Buzulis che ha vinto l’edizione 2008 della Eirodziesma, il concorso di selezione. Il brano originale si chiama “Sastregum” ed è il seguito di quello presentato l’anno scorso nella stessa manifestazione, ma a Mosca sarà cantato in russo (sopra proprio questa versione) col titolo di “Probka“. Il brano non sembra in grado di poter competere per un posto al sole, ma non si sa mai.

Grande qualità invece per la proposta della Bosnia Erzegovina. Già si sapeva il gruppo interprete, i Regina, band dall’esperienza decennale e anche il titolo del brano era noto, “Bistra voda”. La tv pubblica bosniaca come al solito ha diffuso il brano in anteprima.

Si tratta di una ballata con assonanze etniche, nella lingua locale. Un brano di buona atmosfera, interpretato con stile, come si addice ad un gruppo già esperto. La Bosnia in questi ultimi hanni ha sempre fatto benissimo, non solo grazie ai voti “amici” e la sensazione è che anche stavolta possa strappare parecchi applausi.

 

Eurofestival, le canzoni in anteprima: “La noche es para mi” di Soraya (Spagna) e “Todas as ruas de amor” dei Flor de Lis (Portogallo)

Gran galà da Barcellona per la scelta dell’artista e della canzone che rappresenteranno la Spagna all’Eurofestival. Ieri sera sono andate in scena ultima semifinale e finale contemporaneamente (durata complessiva dello show: 3 ore ma con 20 canzoni in concorso e 4 ospiti, grande tirmo, in Spagna).

Alla fine si è imposta Soraya Arnelas col brano “La noche es para mi”, un brano in puro stile eurodance, genere che tanto piace al pubblico dell’Eurofestival. Senz’altro un successo meritato per una artista in grande ascesa.

Del resto la Spagna non vince dal 1969 e dunque ha dato il suo voto ad una delle migliori emergenti del suo panorama musicale: 26 anni, anni fa vinse la versione spagnola di “Operazione Trionfo”: è proprio il momento dei reduci dai talent show. Per Soraya decisivo il pubblico, che l’ha premiata nell’arrivo a pari punti con l’altra rivale Melody y Los Vivancos

 

 Scelta anche per il Portogallo: il gruppo dei Flor de Lis ha vinto il “Festival da cancao”, che tradizionalmente incorona i rappresentanti lusitani per l’Eurofestival. Per loro il brano sarà “Todos as ruas de amor” e il difficile compito di ripetere l’ottima prova di Vania Fernandes l’anno scorso, molto apprezzata dalla critica e dal pubblico.

Non nascondiamo che ci piacerebbe vedere il Festival dalle parti dell’Atlantico, ma come al solito è molto difficile per questi paesi imporsi se non hanno canzoni particolarmente belle. Il Portogallo intanto, ha sperimentato il voto equamente diviso fra giuria e televoto che sarà applicato nella finale dell’Eurofestival.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Nesto sto ke ostane” dei Next Time (Macedonia). La Georgia a rischio squalifica

Dopo aver deciso all’ultimo minuto la partecipazione per via dei problemi economici della tv di stato, la Macedonia ha scelto di andare all’Eurofestival il prossimo maggio a Mosca, in Russia, con un pezzo lontano dai sapori etnici che di solito caratterizzano i cantanti di quelle parti. E’giù un passo avanti e già per questo meritano un plauso.

I Next Time sono una rock band di buon appeal in Macedonia e questa “Nesto sto ke ostane“, tradotto in inglese con “Sometimes that will remains” è un rock abbastanza energetico. E’cantato in macedone e questo in un contesto generale può essere uno svantaggio. Però va considerato che i macedoni non sono in grado attualmente di ospitare la manifestazione e dunque non puntano a vincere.

GEORGIA A RISCHIO SQUALIFICA – Sembrava risolta nel modo migliore la vicenda della partecipazione della Georgia all’Eurofestival che quest’anno, come è noto, si svolgerà a Mosca, in Russia. Prima il rifiuto a seguito dei tragici fatti della guerra civile nell’Ossezia del Sud, poi la vittoria al concorso per ragazzi grazie ai voti russi e la decisione di tornare in gara.

Adesso la Georgia rischia la squalifica. Motivo? Il titolo della canzone. “We don’t wanna put in“, degli Stephane &3G è stato letto dagli organizzatori russi come un gioco di parole sotto il quale si nasconderebbe “Noi non vogliamo Putin“, on un chiaro riferimento all’ex presidente russo, ora primo ministro, principale artefice della questione osseta.

“La canzone goergiana è immorale e offensiva nei confronti del nostro Paese. Cose come queste lanciano un’ombra su tutta la competizione. Il nostro festival è un evento di pace. Al contrario, qualcuno vuole utilizzare delle canzoni per sobillare ulteriormente gli animi”, hanno detto gli organizzatori russi. Sta adesso all’Eurovisione decidere, anche alla luce del fatto che i georgiani non vogliono modificare la canzone. Sembra però difficile una loro squalifica.

Anche alla luce del precedente del 2007: i Teapacks, rappresentanti di Israele erano stati praticamente esclusi perchè nella loro “Push the button” si faceva riferimento (stavolta chiaro) all’arsenale nucleare dell’Iran (il regolamento prevede che non si parli di politica nei testi). Tuttavia restarono in gara a furor di popolo dopo una campagna stampa imponente a loro favore. Stavolta, con un riferimento solo sfiorato e solo nel titolo, sembra difficile che possano essere presi provvedimenti.

L’ultimo caso di squalifica è quello, ancora in corso, comminato nel 2005 al Libano (paese non europeo ma aderente al consorzio continentale delle tv pubbliche): il paese nel 2005 è stato estromesso da quella edizione e per le quattro successive (dunque esattamente sino al 2009) perchè si rifiutò di mandare in onda il brano di Israele, stato che come noto, non riconosce.