“Mundo pequenino”, tutto il calore lusitano dei Deolinda

Torniamo a parlare di uno dei gruppi musicali migliori della scena attuale, i portoghesi Deolinda, che mescolano fado e pop in maniera assolutamente coinvolgente. Ne parlammo in occasione del boom del loro album d’esordio “Cancao ao lado”, trainato dal singolo “Fado Toninho”. Successo poi bissato dal secondo lavoro “Dois selos e um carimbo”. Adesso esce “Mundo pequenino” e le atmosfere sono anche in questo caso straordinarie”

L’affascinante voce di Ana Bacalhau conferisce una bella atmostera alle parole ed alle musiche di Pedro Silva Martins e il primo singolo “Seja agora” è la vetrina di un lavoro interessantissimo. Tante belle cose, come per esempio “Musiquinha“, dove le chitarre e le percussioni avvolgono la melodia. “Algo novo“, che apre l’album, accompagna l’ascoltatore nel mondo del gruppo portoghese.

Gente torta” ha ritmi molto latini, mentre “Semaforo da Joao XXI” si estende lungo melodie più soft. “Medo de mim” è altrettanto particolare, un altra traccia estremamente folk. A completare l’ascolto: “Concordancia“, “Pois Foi”, il duetto con l’artista di fado e ompositore  Antoio Zabrujo “Nao ouviste nada” , “Hà de passar“, anche questa estremamente crossover fra il folk ed il pop, “Doidos“, dal sapore quasi bandistico, che riporta indietro alle canzoni popolari del secolo scorso e “Balanco“. Un lavoro di altissimo spessore

Con I Deolinda il Portogallo annaffia il fado nel pop e nel folk

Allegria trascinante, suoni titpici della cultura lusitani mscolati a pop e folk. I Deolinda sono piombati come un ciclone a sconvolgere la noiosetta routine della musica portoghese. E il loro album “Cancao ao lado” sta rapidamente scalando le classifiche.

Merito della grandissima voce di Ana Bacalhau e del loro modo assolutamente innovativo di concepire il fado e la tradizione. “Fado Toninho“, che trovate in alto, rompe ogni scherma e si fa apprezzare per la sua originalità. Ma l’album è pieno di cose belle. “Fon Fon Fon“, per esempio, che  a tratti sembra persino un sirtaki.

Oppure “Movimento perpetuo associativo” e “Fado Castigo”, una delle rarissime canzoni lunghe in un album caratterizzato dalla brevità dei brani, tutti molto intensi e divertenti. Notevole anche l’utilizzo degli strumenti ad arco. “Clandestino” ne è un esempio. Un prodotto di gran classe, senza ormbra di dubbio.