Le nostre radio scoprono Elena Gheorghe: “Midnight sun” nell’airplay italiano!

Si potrebbe dire “Meglio tardi che mai”. La radio italiana comincia a scoprire nuovi sound. Ok, sarà l’effetto Alexandra Stan-Mr Saxobeat”, a sua volta trascinato dai precedenti successi della connazionale Inna (o forse saranno meglio i cd promozionali…), ma certo fa un certo effetto sentir passare nelle nostre radio un pezzo della sconosciuta (alle suddette radio italiane) Elena Gheorghe, che nel 2009 rappresentò il suo paese, la Romania, all’Eurovision Song Contest  con “The Balkan Girls“.

Proprio ieri Radio Deejay, uno dei principali network italiani, con un ascolto quotidiano medio di 5 milioni, ma anche uno dei più “omologati” quanto a playlist, ha passato nientemeno che “Midnight sun”, nuovo singolo della giovane rumena, nonchè title track dell’album. Un pezzo dance, ma nemmeno il migliore dell’album, se considerate che in Romania, dove lei va sempre in testa alle classifiche (per esempio con il precedente singolo estratto dall’album, “Disco Romancing“), il pezzo è soltanto quinto.

Naturalmente nessunissimo accenno alla sua precedente partecipazione all’Eurovision Song Contest, programma peraltro denigrato a prescindere dalla truppa dell’emittente milanese. Ma intanto il brano è passato ed è già qualcosa. Chissà se si accorgeranno anche di “Hot girl” il singolo dove lei fa la vocalist sulla musica di Dony, popolare dj rumeno. E chissà se altre radio seguiranno l’esempio. Ma forse è davvero chiedere troppo.

Eurofestival 2009: vince la Norvegia con Alexander Rybak e “Fairytale”

La rivincita dei paesi occidentali. Alexander Rybak, 23 anni, con il brano “Fairytale” riposrta l’Eurofestival in Norvegia, 14 anni dopo i Secret Garden. Un trionfo annunciato e chiaro sin dalle prime votazioni: per lui 387 voti, record della manifestazione, con 41 votazioni su 41 delle quali 17 come migliore.

Secondo posto per l’islandese Yohanna con il brano “Is it true?” (218 punti), spinta proprio dal voto norvegese. Terzi a sorpresa Aysel e Arash, dell’Azerbaigian, con “Always” (207): azeri sul podio al secondo tentativo. Quarta la turca Hadise (“Dum te tek”, 173), quinta l’inglese Jade (“My time”, 173). Bene la Francia, con Patricia Kaas che chiude ottava, malissimo la Germania (ventesima) e soprattutto la Spagna.

Soraya, infatti, ha sprecato il jolly di poter cantare a ridosso del televoto, con una esecuzione non al massimo della sua “La noche es para mi” ed ha chiuso penultima, salvata “solo” dai 12 punti di Andorra. Male la Svezia, in fondo al gruppo, nel mucchio Israele ed il deliziosissimo brano portoghese, partito a razzo e poi spentosi nel finale.

ORIUNDI D’ORONorvegia vincente con un giovane nato in Bielorussia e trasferitosi ad Oslo all’età di 4 anni. Anche nel 1995 c’era una straniera: Fionnula Sherry dei Secret Garden è irlandese. E come Rybak suona il violino. Ai primi 4 posti, altrettanti paesi con almeno un intereprete straniero: Yohanna è nata in Danimarca, Arash in Iran e Hadise in Belgio.

TU CHIAMALE SE VUOI EMOZIONI – Ai francesi resta il rammarico che se Patricia Kaas avesse cantato alla fine e non per terza, probabilmente se la sarebbe giocata per il podio. Esibizione da pelle d’oca quella della Kaas: sola sul palco, con un unico faro ad illuminarla nel buio, pathos e magnetismo nell’interepretazione, come si conviene ad una che ha venduto canestri di dischi nel mondo. 

Noa e Mira Awad non vanno benissimo, a centro pezzo qualcosa non ha funzionato, ma il carisma di Noa è intatto e sale un brivido. Come quando si vede Andrew Lloyd Webber al pianoforte accompagnare Jade. E qualcuno dice ancora che l’Eurofestival è solo la fiera del trash.

Effetti speciali: i tedeschi si giocano la pornostar Dita Von Teese, ma non basta e comunque lei vince il derby a luci rosse con Svetlana Loboda, che perde anche quello con la connazionale in gara per la Russia. Dita Von Teese sul palco: da uno come Alex C. che nei suoi pezzi ha lodato “il più bel sedere del mondo” e l’essere “così porno”, non ci si poteva attendere altro.

Brinck batte Waldo’s People nel derby dei brani per le radio, mentre la Svezia è arrivata due volte diciottesima e una ventunesima nelle ultime tre edizioni: sarà il caso di rivedere qualcosa.  Roberto Meloni, sardo di Ardara, ha annunciato i voti della Lettonia dopo averla rappresentata per due anni, mentre nello stesso ruolo per la Germania c’era l’ex leader dei Modern Talking e gli ex partecipanti Sirusho e Laka per Armenia e Bosnia.

[SEMIFINALI – Pubblicate le classifiche: hanno vinto Islanda e Norvegia, davanti a Turchia ed Azerbaigian. Riprescate dalle gurie Finlandia e Croazia. Diremmo nessuna sopresa

L’ANNO PROSSIMO – Si va tutti ad Oslo: appuntamento dal 18 al 22 maggio del 2010. Sopra, il brano vincente. , qui sotto, la classifica

1. Norvegia, Alexander Rybak (Fairytale) 387 punti
2. Islanda, Yohanna (Is it true?) 218
3. Azerbaigian, Aysel ft Arash (Always) 207
4. Turchia, Hadise (Dum te tek) 177
5. Gran Bretagna, Jade (It’s my time) 173
6. Estonia, Urban Symphony (Randajad) 129
7. Grecia, Sakis Rouvas (This is our night) 120
8. Francia, Patricia Kaas (Et s’il fallait le faire) 107
9. Bosnia, Regina (Bistra voda) 106
10. Armenia, Inga & Anush (Jan Jan) 92
11. Russia, Anastasya Prihodko (Mamo) 91
12. Ucraina, Svetlana Loboda (Be my Valentine) 76
13. Danimarca, Brinck (Believe again) 74
14. Moldavia, Nelly Ciobanu (Hora din Moldova) 69
15. Portogallo, Flor de Lis (Todas as ruas do amor) 57
16. Israele, Noa & Mira Awad (There must be another way) 53
17. Albania, Kejsi Tola (Carry me in your dreams) 48
18. Croazia, Igor Cukrov ft Andrea (Lijepa Tena) 45
19. Romania, Elena (The Balkan girls) 40
20. Germania, Alex Swings Oscar Sings (Miss Kiss Kiss Bang) 35
21. Svezia, Malena Ernman (La Voix) 33
22. Malta, Chiara (What if we) 31
23. Lituania, Sasha Son (Love) 23
23. Spagna, Soraya (La noche es para mi) 23
25. Finlandia, Waldo’s people (Lose control) 22

Stasera si assegna l’Eurofestival 2009: lotta a tre Norvegia, Gran Bretagna e Spagna?

Eurovision_Song_Contest_2009_logoStasera alle 21, orario italiano (le 23 di Mosca) va in onda la finale dell’Eurofestival 2009. Si assegna il titolo, colui che succederà a Dima Bilan (che stasera aprirà la manifestazione come ospite) e ovviamente si saprà la sede dell’anno prossimo (dal 19 al 23 maggio 2010).

IL MECCANISMO – Canteranno 25 paesi, vale a dire i 20 qualificati con le due semifinali più le “big four” ammesse di diritto alla finale (Francia, Gran Bretagna, Spagna, Germania), più la Russia padrona di casa anch’essa ammessa di diritto. DOPO la fine delle 25 esibizioni, si vota: lo faranno col televoto tutti e 42 i paesi partecipanti ma stavolta il loro peso sarà del 50%

L’altro 50% sarà quello delle singole giurie specializzate, composta ognuna da 5 membri del mondo della discografia e dintorni, dislocate nelle sedi tv di ciascuno dei 42 paesi. La somma dei voti darà per ciascun paese la classica classifica da 12 punti alla canzone preferita sino ad 1 punto per la decima. I voti saranno annunciati in 42 brevi collegamenti dalle sedi.

LA SERATA – Si vota solo a fine esibizioni dunque è ovviamente importante l’ordine di esecuzione dei brani. La Spagna, unica fra le 5 finaliste di diritto, ha avuto la possibilità di scegliersi la posizione, per le altre c’è stato il sorteggio. Patricia Kaas, La regina francese, che ha la canzone di maggior classe, ma anche la meno “facile” all’ascolto canterà per terza, dunque al momento del voto sarà già scivolata via.

Ma in fondo è un male minore: non è venuta per vincere ma per promuovere l’album e sicuramente cantando per terza c’è più gente a sentirla. Peccato anche per Noa e Mira Awad, che hanno pescato il numero 2: meriterebbero un posto nei 10, chissà.

La spagnola Soraya, a suo tempo, scelse il numero 25, cioè l’ultimo. Sarà lei, col suo brano che sta già facendo bene in Europa, la grande outsider per la vittoria, che contenderà ai due favoriti, vale a dire Alexander Rybak (numero 20), il preferito dal pubblico e dai bookmakers, pronto a riportare ad Oslo il trofeo 14 anni dopo i Secret Garden e Jade Ewen. L’inglese canta (per terzultima) un brano di Andrew Lloyd Webber che potrebbe stregare le giurie. Il Regno Unito non vince dal 1997, la Spagna dal 1969.

CASO SPAGNA – Giovedì sera la Tve ha mandato in differita alle 22.15 spagnole la seconda semifinale a causa del protrarsi di  un match di tennis. La trasmissione di Tve 2 era però disponibile in streaming, ma ovviamente i telespettatori non hanno potuto votare, rimpiazzati dalla giuria di riserva spagnola. Sembra però che la Eurovisione non procederà a punire la Spagna.

Piuttosto invece, Soraya si è appellata a portoghesi e andorrani, delusi dopo che la Spagna aveva chiesto lo spostamento della semifinale di voto, privandoli così di possibili voti “amici” (vedremo poi se questo avrà penalizzato o no Susanna Georgi, eliminata), chiedendo di non “vendicarsi” su di lei non votandola.

GLI ALTRI – Sakis Rouvas, il peso massimo della Grecia, ha pescato l’8, che non è il massimo della vita, ma ha un ottimo seguito e potrebbe comunque inserirsi nella lotta, come anche la turca Hadise (18), ma la vera sorpresa potrebbe essere l’Ucraina, che canterà con 21, giusto prima del rush finale. E’andata malisimo a Malena Ernman, il soprano svedese, che canterà con il 4. Troppo presto. I Flor de Lis vorrebbero regalare il primo successo della storia al Portogallo in 44 partecipazioni: canteranno per seti, è più probabile che vincano il premio della critica. Occhio alla Romania col 22, potrebbe fare bene visti i tanti connazionali in giro per l’Europa

L’elenco delle tv dove seguire l’Eurofestival è in questo link. Manca dalla lista RTBF, la tv del belgio francese, ma si vede anche lì. Se andate su Eurosong Italia trovate i link ad alcuni streaming, ma c’è sempre anche quello ufficiale della manifestazione. Se però avete voglia di una gita fuori porta, andate a Livorno, dove l’Ogae, l’organizzazione dei fans italiani, organizza una visione pubblica. Qui i dettagli. Sotto, l’elenco dei finalisti, in ordine di uscita.

1- Lituania: Sasha Son/Love
2- Israele: Noa & Mira Awad/Eyinach (There must be another way)
3- Francia: Patricia Kaas/Et s’il fallait le faire
4- Svezia: Malena Ernman/La voix
5- Croazia: Igor Cukrov ft Andrea Susnjara/ Lijepa Tena
6- Portogallo: Flor de Lis/Todas as ruas de amor
7- Islanda: Yohanna/Is it true?
8- Grecia: Sakis Rouvas/This is our night
9- Armenia: Inga &Anush/Jan Jan
10- Russia: Anastasya Prihodko/Mamo
11- Azerbaigian: Aysel ft Arash/Always
12- Bosnia Erzegovina: Regina/Bistra voda
13- Moldavia: Nelly Ciobanu/Hora din Moldova
14- Malta: Chiara/What if we
15- Estonia: Urban Symphony/Randajad
16- Danimarca: Brinck/Belive again
17- Germania: Alex Swings Oscar Sings/Miss Kiss Kiss Bang
18- Turchia: Hadise/Dum te tek
19- Albania: Kejsi Tola/Carry me in your dreams
20- Norvegia: Alexander Rybak/Fairytale
21- Ucraina: Svetlana Loboda/Be my Valentine(anti crisisi girl)
22- Romania: Elena/The Balkan Girls
23- Gran Bretagna: Jade/My time
24- Finlandia: Waldo’s People/Lose control
25- Spagna: Soraya/La noche es para mi

Eurofestival 2009, prima semifinale: fuori Andorra e Svizzera

2009_logo_02Il bello dell’Eurofestival è che non sai mai come va a finire. Andiamo, su, quanti di voi s’aspettavano il passaggio del turno di uno dei brani più inutili della manifestazione, “The Balkan Girls” della “tettonica” Elena Gheorghe dalla Romania? E invece gli amici rumeni rischiano di fare anche doppietta visto che il brano a tutto brass dei cugini di Moldavia in gara domani conta più o meno sullo stesso bacino di voti.

Tutto molto bello nella prima serata della manifestazione. Noi l’abbiamo seguita in diretta su RTBF (la tv del Belgio francofono), anche se il segnale si prendeva meglio su TVR (Romania) e RTP (Portogallo): conduzione fuori campo più vivace e soprattutto lingua comprensibile ai nostri orecchi. TVE ci ha abbandonato, preferendo un dibattito politico (ma si è rifatta con due ore di specialone sui 54 anni della manifestazione – favoloso – e domani e sabato dovrà esserci per forza), mentre alcuni segnali (la tv greca e quella olandese) erano indietro di cinque minuti.

Otto su dieci avanti secondo i piani: Turchia (Hadise è nata in Belgio e dunque ha preso i voti di quello stato), Svezia, Portogallo, Malta, Israele, Finlandia, Islanda, Bosnia. Poi le sorprese: fuori l’applauditissimo brano di Andorra (Susanna Georgi in grande spolvero, il suo sorriso solare è stata l’immagine più bella della prima sera) e soprattutto, fuori la Svizzera, a beneficio di Armenia e Romania. Ai paesi occidentali è andata benino, ma vallo a raccontare agli svizzeri, che puntavano a un posto nei dieci in finale e avevano in gara i Lovebugs, dello stesso produttore degli U2. Nove paesi con cantanti donne su dieci in finale.

CONSIDERAZIONI SPARSE – La Shakira di Turchia ha fatto centro e a questo punto ci giocheremmo un suo posto sul podio anche se sai che gusto sarebbe l’anno prossimo farsi venti giorni nella porta occidentale dell’Islam. La deriva dell’Eurofestival è ancora ballereccia: oltre che con i turchi, c’era movimento con Romania, Armenia, Finlandia e in qualche modo anche con i portoghesi Flor de Lis, titolari della più allegra performance della serata, con il loro palcoscenico floreale a fare da contrappunto al folk leggero del brano. Yohanna Gudrun Jonsdottir, la cantante islandese, vince il premio come Miss Eurofestival: è di una bellezza folgorante, magnetica, viso dolcissimo, occhi profondissimi. E voce straordinaria. Il pezzo un po’ meno, ma tant ‘è.

L’oversize maltese conduce in porto la barca e adesso diventa una pericolosissima outsider per la vittoria finale, con un brano lagnosetto (scritto da un belga), ma cantato benissimo, diremmo quasi da manuale. Se sabato pesca un numero di esibizione prossimo al televoto, sono guai per tutti.

L’esibizione migliore? Noa e Mira Awad, ovvio. Da pelle d’oca il loro modo di cantare e di dare un senso “mondiale” ad un brano cantato volutamente in ebraico ed arabo. Le mani che si avvicinano, gli sguardi complici, la leggerezza delle loro voci. Meriterebbero di vincerlo, l’Eurofestival. Più realisticamente, finiranno nei dieci perché di questi tempi andarsene a Tel Aviv è come andarsene a Istanbul. E il pubblico che vota lo sa.

VOLERE E’POTERE – La trasmissione comincia alle 21. In punto. Alle 21.07 canta il primo artista, Andrea Demirovic del Montenegro. Alle 22.17 finiscono di cantare gli ultimi (diciottesimi), i bosniaci Regina. A Sanremo avevano cantato quattro artisti. Si vota per 15 minuti, tempo alla mano, anzi sul video. Dopo 24 minuti dalla fine delle votazioni arrivano i risultati. Alle 22.55 i titoli di coda. Neanche due ore di programmazione, compresa l’esibizione fuori concorso del coro dell’Armata Rossa e delle Tatu e tre break da tre minuti l’uno. La prima serata di Sanremo si è chiusa dopo mezzanotte.

Ah dimenticavamo una cosa. Come si è visto dalle immagini trasmesse nel breve intervallo fra la sesta e la settima canzone (alcune tv mandavano la pubblicità, i belgi hanno tirato dritti, complimenti) i cantanti girano TUTTI INSIEME in pullman (e dopo la serata, stanno tutti insieme a cantare nei party after-gara) Il paragone con Sanremo non lo facciamo nemmeno, sarebbe impari. Appuntamento a domani.

Qualficati per la finale:

Hadise –Dum te tek (Turchia), Flor de Lis -Todas ad ruas de amor (Portogallo), Noa& Mira Awad –Eyinach/There must be another way (Israele), Malena Ernman- La voix (Svezia), Chiara- What if we (Malta), Waldo’s people-Lose Control (Finlandia), Regina-Bistra voda (Bosnia), Elena-The Balkan girls (Romania), Inga & Anush-Jan Jan (Armenia), Yohanna-Is it true? (Islanda).