X Factor 2, ecco i finalisti. Riascoltiamo gli inediti

X Factor 2, tredicesima puntata. Esce Daniele Magro e forse alla fine è giusto così: vanno in finale i tre dei quattro che più lo hanno complessivamente. Fuori Daniele nonostante abbia il più immediato fra tutti e cinque gli inediti (compreso quello di Noemi, di cui parliamo qui sotto). Onestamente, far fuori Yuri sarebbe stato un delitto, è il più “moderno”, inteso come stile canoro.

Non il migliore per preparazione globale (quello è Matteo), ma senz’altro quello che si inserisce più nettamente nel concetto di pop attualmente inteso. Domenica su Rai Uno finale con Matteo, Yuri e i Bastard, con Matteo lanciatissimo verso la vittoria, perché sull’ammiraglia della Rai il pubblico è diverso. Sotto, i nostri giudizi.

Fuori gara: NOEMI con il suo inedito “Briciole” (Ciapelli) (lo trovate in alto)
Singolo ad anticipare il disco completo, che si intitola Noemi ed esce il 24 di questo mese. Voce molto valorizzata, suoni molto blues. Di presa non immediata, ma la qualità è alta. Però va riascoltato per essere metabolizzato. VOTO 7.5

DANIELE MAGRO
Cover: “Killing me softly” dei Fugees ed “Estate” dei Negramaro, poi “Stai fermo lì” di Giusy Ferreri

Il pezzo in inglese gli calza bene, soprattutto se la cava nella melodia leggera come non aveva fatto altre volte, riesce soprattutto a non restarci in mezzo ed a non farsi travolgere dalle fioriture. Perde invece la sfida sul pezzo dei Negramaro: interpretazione piatta, sulle parti in falsetto non c’è gara. Brano lontanissimo dalle sue corde, prova da karaoke, nemmeno di gran qualità. Al ballottaggio va bene, il finale a cappella è terribile con eterni ghirigori e verso in inglese su Cammariere. Ma perché?
Inedito: “No” (Nocera-  Magro) VOTO 8.5
Il nuovo invece piace molto. Si regge quasi esclusivamente sul ritornello e sulla melodia, ma il tutto entra in testa in cinque secondi netti, che poi è quello che serve per passare in radio e farsi acquistare.  Via al tormentone di primavera.

MATTEO BECUCCI
Cover: “Caruso” di Lucio Dalla e “Starway to heaven” dei Led Zeppelin

Notevolissima, molto magica, l’interepretazione sul brano dei Led Zeppelin. Usa benissimo la voce, aprendola in tutta la sua potenza ma senza strafare. Il pezzo gli piace e si sente. Di gran classe anche su Caruso, perché prima di lui c’erano state cover molto tenorili. Lui l’ha riportata sui toni di Dalla, regalando emozioni anche senza per forza dover salire di tono e la perla dell’orginale napoletano da cui Dalla trasse l’ispirazione.
Inedito: “Impossibile” (Becucci.- Chiaravalli-Bonomo- Fernande-Mechels) VOTO 8.5
Andrea Bonomo
è quello di “Anna”, infausto brano sulla mamma di Sanremo 2008: ha scritto la musica e parte del testo insieme con Matteo. Molto in stile Becucci, pop leggero, di ispirazione romantica. Tutto molto bello, funziona parecchio. Sublime l’interpretazione.

THE BASTARD SONS OF DIONISO
Cover: “About you” di Elvis Presley e “Tutta mia la città” della Equipe 84
Su Elvis the Pelvis è spettacolo vero, è un po’ la loro anima e si sente. Sulla cover della cover della cover (quella della Equipe 84, poi rifatta da Giuliano Palma era già la versione italiana di un brano dei Moog) invece l’effetto è quella dell’acqua minerale scialita. Non decollano, restano a terra.
Inedito: “L’amor carnale” (Vicentini-Sassudelli-Broseghini-Gaudi) VOTO 7
Nel loro stile. Hard rock puro con testo che parla di sesso (tanto per chiarire i tipi: il primo album, quello pubblicato prima di X Factor si chiama “Great Tits heats”, ovvero “Grandi tette scaldano”…). O li ami o li odi, non ci sono vie di mezzo. A noi piacciono un sacco per l’originalità del testo. Poi noi siamo per gusto lontani dal metallo pesante, ma loro sono bravissimi lo stesso.

YURI MAGLIOLO
Cover: “Qualcosa di grande” dei Lunapop e”My heartache” di Rod Stewart., poi “Cheriot” di Gavin de Graw

La cosa più bella è stata la faccia schifata che ha fatto nel daytime quando gliel’hanno assegnata: se l’è cavata, compito assolto con diligenza, arrangiamento un po’ più rock. Da applausi a scena aperta la cover di Rod Stewart, un mash-up (una sorta di mix sulla stessa melodia) con “I’m sailing”, dello stesso scozzese. Interpretazione da manuale. Nervoso anziché no, sbaglia anche tutte le parole del medley omaggio alla Nannini. Al ballottaggio nella norma, anche acappella.
Inedito: “Mi fai spaccare il mondo” (Magliolo-Cassani) VOTO 7.5
Sull’inciso del ritornello sembra di sentire Tony Dallara quando urla “Tu sei romanticaaaa”, però la canzone è buona. Più internazionale delle altre, forse di presa meno immediata, ma di ottima qualità. Il testo è da rileggere, ma che lui sia più a suo agio con l’inglese lo si sapeva già. Dovrà un pochino lavorare sulla dizione,  quello si, forse un pò più di un pochino.

Eurofestival 2009,le canzoni in anteprima: “Copycat” di Patrick Ouchène

Tanto casino per niente. L’attesa canzone del Belgio s’è rivelata una bella fregatura. “Copycat” è il brano, in lingua inglese interpretato dal 45enne Patrick Ouchène, esponente della scena rock belga con una particolarità: è il sosia di Elvis Presley. E infatti, come prevedibile, la canzone è un bella copia dei brani anni’60 del rocker di Memphis. Stesse movenze, stessi suoni, stesso modo di cantare.

Ormai è chiaro: ai belgi dell’Eurofestival non frega niente. Negli ultimi anni hanno collezionato una serie di fiaschi dovuti ad assurde scelte. L’ultimo risultato positivo fu nel 2003 con gli Urban Trad che cantarono “Sanomi”, un brano in una lingua immaginaria. Ma poi è andata malissimo. Nel 2008 ritentarono l’esperimento nonsense con “O julissi” delle Ishtar.

Nel 2007, sempre la tv francofona (la stessa di quest’anno) arrivarono i belgo-indiani Krazy Mess Groover con un brano anni’70. Due anni prima la stessa tv portò il lagnosissimo Nuno Resende con “Le grand soir”. Nè andò meglio alla tv vallona che prima delle Ishtar portò Xandee e Kate Ryan, l’unica che avrebbe meritato l’accesso in finale (e infatti lo sfiorò). Ma quanti voti può prendere un tizio simile?