“Tra rose e cielo”, i Jalisse rilanciano un pezzo del 2008

Tornano i Jalisse. Che poi in realtà non se ne sono mai andati, solo che per molto tempo sono finiti lontano dai riflettori, snobbati dal mondo della discografia. In questi giorni è uscito il  singolo “Tra rose e cielo”, con testo scritto dal poeta iracheno  Younis Tawfik, già membro della Consulta Islamica e da Fabio Ricci, racconta l’appassionata storia d’amore in cui una donna aspetta il suo uomo partito per una missione umanitaria. L’uomo è rappresentato dalle rose che la donna stringe a sè, mentre l’attesa è il cielo immenso.

Sopra trovate il video, fresco di uscita. Che c’è di strano? Che questa canzone è vecchia di quattro anni. I Jalisse la presentarono alle selezioni per l’Eurovision Song Contest 2008 della tv di San Marino (ne parlammo qui). C’è da dire che il pezzo è bello e merita e che il duo veneto-romano, vincitore di Sanremo 1997 e rappresentante italiano all’Eurovision nello stesso anno sempre con “Fiumi di parole”, nel tempo avrebbe meritato maggiore considerazione a livello musicale in Italia (mentre invece all’estero è sempre stato molto apprezzato).

Però che questo non sia in realtà un pezzo nuovo va altrettanto detto, per onestà intellettuale. La loro fama nel campo eurovisivo ed europeo in generale ha fatto si che il pezzo sia trasmesso da una radio eurovisiva francese EFR Radio, che trasmette in streaming le nuove produzioni degli artisti che hanno preso parte all’Eurovision nei vari anni. In Italia, alcune emittenti locali stanno comunque cominciando a “battere” il pezzo. E chissà che presto non si riesca a ritrovarli, i Jalisse, nei palcoscenici che contano, con produzioni nuove di zecca. Per esempio a Sanremo, dove negli ultimi anni, i loro brani non sono mai stati accettati.

Civil Life Music Contest, con i Jalisse a caccia di talenti nelle scuole venete

La musica che entra nelle scuole, per valorizzare i talenti giovanili e come veicolo di comunicazione fra le diverse individualità di ognuno. Il progetto nasce dal consiglio regionale del Veneto e si chiama Civil Music Contest. Il concorso è la concretizzazione di una iniziativa più ampia denominata Civil Life.

La mission del progetto, che si avvale della collaborazione dell’Ufficio Scolastico regionale, è valorizzare i giovani, rispettando le loro idee e le loro emozioni, offrendo l’opportunità di sentire la loro voce. E’ stato iindividuato nella musica il veicolo privilegiato per creare situazioni di facile comunicazione e produrre prevenzione e benessere puntando sulle risorse e la creatività dei ragazzi. La musica è sicuramente un potente linguaggio capace di integrare le diversità, creare un senso di appartenenza e orientare a progetti di vita. La musica, come “linguaggio delle emozioni” con la sua capacità di esprimere emozioni e di suscitarne negli ascoltatori.

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Aspettando l’Eurofestival 2010: le curiosità

 

Martedì scatta l’ Eurofestival edizione numero 55, in diretta da Oslo in tutta Europa, meno che in Italia. Noi seguiremo come è ovvio l’evento, in collaborazione con Eurofestival News. Nell’attesa di concentrarci sull’evento, ecco qualche curiosità che ci aiuta a conoscerlo. L’edizione 2010, per esempio, passerà alla storia come una delle edizioni con artisti più giovani. Sono infatti ben tre le cantanti nate nel 1992: Safura (Azerbaigian), nata a settembre, è la più giovane. Seguono Sieneke (Olanda), aprile e Thea Garrett (Malta), nata a Marzo.

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Eurofestival, Ogae Italy ha compiuto vent’anni: il racconto della giornata di festa

Lo scorso 5 febbraio si è svolto a Campi Bisenzio (FI), un evento celebrativo per i 20 anni di Ogae Italy, l’organizzazione dei fans italiani dell’Eurofestival. Abbiamo chiesto di raccontarci l’evento a Cristina Giuntini, presidente dell’associazione

di Cristina Giuntini (presidente Ogae Italy)

Finalmente, eccomi qua! E’ passata un pò di tempo dalla nostra bellissima, divertentissima festa dei 20 anni e finalmente riesco a sedermi davanti al computer e a scrivere due righe… Sono stanca, ma molto felice!

Certo che è buffo: mesi e mesi per l’organizzazione, e poi tutto si esaurisce nello spazio di una serata! Il progetto era nell’aria da più di un anno: infatti, non si erano ancora esaurite le congratulazioni per la mia nomina a presidente, quando il nostro Federico è saltato su: “E il prossimo anno ti tocca anche organizzare il ventesimo compleanno di OGAE Italy!”

Chi, io? Io che sono arrivata da poco? Io che sono stata eletta adesso??? Io??? Eh sì, tu! Panico. Federico, giusto per spiegarci, è il fondatore di OGAE Italy, insieme a Riccardo Pasquini che ancora oggi è un membro importantissimo del nostro fan club. Federico è stato naturalmente il primo presidente. Dopo di lui, Alessandro Banti, Paolo Boccadoro e Matteo Aldrovandi.

E poi, io. La prima donna presidente… che si è ritrovata subito la prima gatta da pelare. Organizzare una festa? Sì, con i giochi, il karaoke, il DJ, gli ospiti e tutto il resto! OK, ragazzi, andiamo per ordine. I giochi ed il karaoke li facciamo anche alla riunione annuale. Il DJ si può trovare… Gli ospiti? Sì, gli ospiti!

Ma… come nelle convention degli altri fan club europei? Quelle che durano tre giorni e attirano non solo i membri dei fan club, ma anche decine e decine di esterni? Quelle che si svolgono in Paesi che seguono ed amano l’Eurofestival come se fosse il Grande Fratello? Ommioddio ommioddio, non ce la farò mai!

I Jalisse (al centro) con Alessandro Banti e Cristina Giuntini

Chiamami sfiduciata, ma mi sentivo battuta in partenza. Gli ospiti? Mi sembrava un sogno irraggiungibile. Fino a quel pomeriggio, quando ho visto il messaggio di Alessandro apparire sul mio schermo: i Jalisse avevano accettato il nostro invito! I Jalisse! (nota per il lettore ignaro: I Jalisse, vincitori di Sanremo nel 1997 sono gli ultimi artisti ad aver rappresentato l’Italia all’Eurofestival, nello stesso anno, prima che la Rai decidesse – oggi quasi unica tv di stato europea – di non partecipare più . NDR)

Ommioddio, vengono i Jalisse! E Miran dalla Slovenia, per farci da DJ: c’è da procurarsi la consolle! E da pagare la SIAE! E da definire il menu! E da provare il karaoke! E, e, e… Sono caduta in pieno panico da organizzazione. Non sapevo più da che parte voltarmi, dove mettere le mani! Mi sentivo il tempo alle calcagna ed ero sicura, sicurissima che avrei combinato soltanto un enorme pasticcio!

Beh, non so come, ma all’improvviso mi sono trovata al 6 Febbraio, nella mia auto carica di attrezzature da DJ, con un’enorme cassa acustica nel mezzo fra me e Valentina ed un telefono che squillava in continuazione: “Dove siete?” “Come arrivo al Centro Congressi?” “Ma i Jalisse sono arrivati?” mentre il panico cresceva ed io ero certa che stesse per succedere un disastro…

E invece, quando sono entrata nella sala che avevamo riservato presso il Centro Congressi Klass di Campi Bisenzio, mi sono sentita come Cenerentola: improvvisamente, dopo settimane di batticuore e confusione, ogni cosa ha cominciato ad andare al suo posto. Enrico e Valentina, chiamando a gran voce i più “baldi giovani” della serata, hanno posizionato la postazione del DJ in tempo record; Alessandro si è destreggiato fra video e karaoke, mentre i nostri gentili organizzatori sistemavano i tavoli ed i posti a sedere davanti al palcoscenico. In pochi minuti è stato tutto pronto per iniziare!

E naturalmente, quale modo migliore per cominciare se non presentando subito i nostri ospiti d’onore? Per molti non era una sorpresa, perché Alessandro, sull’onda dell’entusiasmo, aveva sparso la voce già da diversi giorni. Ciò nonostante, quando mi sono ritrovata sul palco e, dopo una breve ed imbarazzata introduzione, ho gridato “I Jalisse!”, credo proprio che l’emozione abbia risparmiato ben pochi di noi…

Devo a questo punto aprire una parentesi per ringraziare Fabio ed Alessandra per il grande regalo della loro presenza, e perché è stata una presenza molto partecipe e sentita. Non si sono infatti limitati a cantare la loro “Fiumi di parole” che tanta importanza ha per il pubblico eurovisivo e non, e la loro nuova canzone “Linguaggio universale” che fa parte del loro nuovo progetto che si ripropone, partendo da L’Aquila, di coinvolgere il maggior numero possibile di scuole in Italia e all’estero (potrai leggerne in modo più dettagliato nel loro sito ufficiale), ed a rispondere ad alcune nostre domande, ma hanno partecipato alla nostra festa praticamente fino alla fine, sedendosi fra di noi durante il gioco a squadre, conversando amabilmente durante l’aperitivo e la cena, sopportando le nostre stonature al karaoke ed ascoltando la musica curata da Miran. Sono stati talmente carini, simpatici e disponibili, che credo che tutti si siano innamorati di loro!

Come ti dicevo, dopo l’esibizione dei Jalisse è stata la vota di un gioco eurofestivaliero, ideato da me ed Alessandro, costituito da una venticinquina di domande legate a varie canzoni. Ma non crederai mica che abbiamo tirato in ballo i Lordi o Dima Bilan? Troppo facile! Siamo andati piuttosto a pescare quei pezzi che non sono proprio passati inosservati… ma quasi.. In effetti la gara fra le due squadre, denominate Svizzera e San Marino, è stata molto combattuta, sebbene Federico si sia distinto fra tutti i partecipanti (ma dietro di lui c’era anche Riccardo che suggeriva…).

Ma tutti i salmi, si sa, finiscono in gloria, e la festa non sarebbe stata tale senza un piccolo rinfresco. Ci siamo quindi spostati nella sala attigua per l’aperitivo, giusto il tempo per gli organizzatori di preparare il buffet. La cena è trascorsa piacevolmente, se si escludono (ne facciamo pubblica ammenda) le nostre esibizioni canore, che hanno fatto impallidire dalla disperazione i poveri malcapitati Jalisse. Ammetto anch’io la mia colpa, essendomi cimentata con “Oro” di Jelena Tomasevic… (Non avevo niente di più facile, eh?)

E dopo cena… via con la musica! Come, dirai tu, fino ad allora non ce n’era stata abbastanza? Eh no, per noi membri di OGAE Italy la musica non basta mai! E posso garantirti che abbiamo avuto il miglior DJ che l’OGAE conosca: Miran Cvetko, il presidente di OGAE Slovenia, una bellissima persona ed un DJ d’eccezione. Coadiuvato dall’amico Gorazd, Miran ci ha fatti ballare fino a mezzanotte con i maggiori successi dance degli ultimi anni dell’Eurofestival, da “My number one” a “Be my valentine“, accontentando anche varie richieste femminili riguardanti soprattutto Fabrizio Faniello e Sakis Rouvas!

Ti ho scritto prima che mi sono sentita come Cenerentola… E purtroppo, come ogni Cenerentola che si rispetti, ho dovuto lasciare la festa a mezzanotte. O meglio, a mezzanotte abbiamo dovuto lasciare la sala (ahimé, le leggi sono leggi). E’ stato un vero peccato: ci stavamo divertendo talmente tanto che avremmo potuto andare avanti fino alle sei del mattino. Ma non ci intristiamo troppo: ci saranno certamente altre occasioni per festeggiare tutti insieme, e la prossima volta ci sarai anche tu, vero?

Per ora posso solo ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuta in questa riuscitissima serata, che è stata davvero un degno festeggiamento per i primi 20 anni del nostro club: i Jalisse ancora una volta, Miran e Gorazd per averci allietati non solo con la musica, ma con la loro presenza, Alessandro per avere diviso con me l’organizzazione, Enrico e Valentina per non essersi mai fermati un secondo e avere fatto il possibile e l’impossibile, tutti i nostri amici, membri di OGAE Italy e non, per esserci stati e per esserci ancora, e naturalmente Enzo per avere sopportato i miei chiari di luna e le mie crisi di panico in tutti questi mesi. Al prossimo anniversario, ragazzi!

Esce il libro di Gigi Vesigna: “Jalisse boicottati dalla Rai all’Eurofestival 1997”. Attacchi alle giurie di Sanremo

Altro giro, altra bomba. Avanti che c’è posto. Lanciatore, Gigi Vesigna, ex direttore di Sorrisi e Canzoni. Che a dieci giorni dal Festival dà alle stampe “Vox Populi, voci di sessant’anni della nostra vita” (Excelsior, pagg. 648, euro 21,50) , libro ricchissimo di informazioni, aneddoti, ricordi e “segreti” sul Festival di Sanremo. Con prefazione di Antonio Ricci, l’autore di Striscia la notizia.

Vesigna, 78 anni, grande esperto musicale,  affonda il coltello attaccando il sistema giurie: “Funziona solo quando votano quelli che di canzoni se ne intendono, per il resto è un imbroglio pilotato dal Televoto, con cui si acquistano ingenti pacchetti di voti”. E sono ricordati i casi nei quali fu proprio Striscia ad anticipare anche di una settimana il vincitore del Festival.

JALISSE A SANREMO – Caso limite, la vittoria dei Jalisse nel 1997. Il duo veneto era infatti totalmente autoprodotto e questo scatenò – secondo il libro – l’ira delle major. Si  legge nella prefazione di Ricci: “Inspiegabilmente, e in maniera per me del tutto ingiusta, i vincitori di quell’anno, invece di essere lanciati in un radioso futuro, evaporarono. Da allora vincere Sanremo non fu più importante. Dopo due mesi il cantante vincitore viene matematicamente dimenticato. La manifestazione si è trasformata da gara canora a trasmissione televisiva“.

Già immediatamente dopo la vittoria, contro i Jalisse si scatenò l’ira di tutti, accusandoli di essere protetti dalla  coautrice e produttirce del brano Carmen Di Domenico,  compagna di Sergio Bardotti, autore del Festival. Ma Vesigna spiega come “la loro vittoria appare limpida” e come i Jalisse “non appartengono al sistema che quindi li espelle”.  Ma il libro va ancora più a fondo.

EUROFESTIVAL – Nel libro si parla infatti anche della successiva partecipazione del duo all’Eurofestival in quota Italia, l’ultima della Rai alla rassegna. “Anche all’Eurofestival gli audaci Jalisse ci andarono da soli ma – rivela il libro – quando a viale Mazzini capirono che potevano farcela, in accordo con altri Paesi gli fecero mancare i voti per paura che vincessero e così la Rai fosse costretta ad organizzare l’anno dopo

La vicenda fu sollevata già nel 2001 in una celebre intervista ad Ettore Andenna, conduttore italiano della rassegna, nella quale si cita anche identico comportamento “contro” Enrico Ruggeri nel 1993. Dal canto loro il duo ha parlato della loro esperienza anche in una intervista al Gazzettino: “Fummo silurati perchè las Rai non ne voleva sapere di organizzare la manifestazione in Italia, come sarebbe toccato se avessimo vinto (…)”

“(…) Tornati dall’Eurofestival fummo cancellati. Dovevamo fare il Festivalbar, tornare a Sanremo con un brano di Morra e Maurizio Fabrizio. Niente, ci hanno messo contro tutti, hanno cominciato a dire ad altri cantanti “farete la fine dei Jalisse”. Per anni abbiamo presentato pezzi, anche musicati da Bacalov o su parole della Montalcini. Abbiamo capito che non è il pezzo, ma noi che non vogliono“. Vi invitiamo ad ascoltare il video della loro esibizione all’Eurofestival: c’è il commento di Andenna che spiega come l’Italia fosse favorita per la vittoria finale…

“Siamo ancora qui”, tornano i Jalisse e raccontano la loro storia

Divisi dalla critica, amati solo da una parte di pubblico. A noi comunque piace parlare del rientro sulle scene dei Jalisse, il duo veneto che nel 1997 sbancò a sorpresa Sanremo con il tormentone “Fiumi di parole” e che con la stessa canzone ha sfiorato il podio all’Eurofestival, (qui la performance a Dublino). Il motivo è  tuttora l’ultimo brano in concorso sotto bandiera italiana  alla rassegna continentale prima del lungo inspiegabile silenzio di mamma Rai.

Siamo ancora qui”, brano presentato nella trasmissione “Millevoci”, in onda su un circuito di reti private nazionali, è il singolo 2009 estratto dall’album “Siedi e ascolta” (del 2006),  che dovrebbe fare da preludio al nuovo album, in lavorazione, che prevede la collaborazione del poeta iracheno Youness Tawfik. Il singolo – come un pò fece Little Tony a Sanremo nel 2008 – è una sorta di annuncio al pubblico del loro ritorno, con un testo che ripercorre, su una melodia delicata e più matura, le tappe della loro carriera, citando proprio Sanremo, l’Eurofestival e il Festival di Vina del Mar, cui parteciparono poco dopo, sino alle tappe recenti del loro rientro sui palchi italiani.

In realtà questo è il loro rientro discografico ufficiale, ma nel 2008 tentarono di nuovo la scalata all’Eurofestival, partecipando alle selezioni per San Marino, con il brano “Tra rose e cielo“, anche questa ispirata dal poeta iracheno, non raccogliendo però il favore della giuria (il brano fu distribuito on line). I Jalisse sono tornati, con stile e garbo, passando dalla porta di servizio, sperando di rientrare in quella principale.  Forse a suo tempo la critica li penalizzò troppo, non saranno campioni della nostra musica, ma fanno delle buone cose. E poi lei è sempre bellissima (oltrechè brava).

“Carramba che sorpresa!”: i cantanti dell’Eurofestival sulla Rai dopo 11 anni ! (ma nel programma della Carrà)

In Italia, segnatamente alla Rai, la parola “Eurofestival” è scansata come la peste dal 1997. Da quella edizione, l’ultima a cui abbiamo partecipato (con “Fiumi dei parole dei Jalisse, quarta al traguardo dopo aver vinto Sanremo), la Rai ha infatti deciso che non sarebbe andata mai più alla rassegna.

Motivo? Dato che nei 15 anni precedenti avevamo vinto (una volta, nel 1990, con la ruffianissima “Insieme 1992” di Cutugno) ed eravamo arrivati spesso o sul podio o nei primi cinque posti, sempre in crescendo (sul tema torneremo). c’er il “fondato rischio” che l’Italia vincesse ancora, rifilando alla Rai la jattura di dover organizzare a proprie spese un programma dal quale (allora) non si ricavava nulla in pubblicità (oggi non è più vietata, è poca ma c’è). Il fatto che le canzoni fossero viste in diretta da 250 milioni di persone, per la Rai era un dettaglio.

Adesso arriva una notizia straodinaria. A partire da stasera, quando è ripartita con la sua trasmissione “Carramba che sorpresa”, Raffaella Carrà ha deciso ad invitare nel programma alcuni dei cantanti dell’Eurofestival. Il primo è stato ovviamente – noblesse oblige – il vincitore dell’edizione 2008, vale a dire il russo Dima Bilan. Nelle prossime settimane dovrebbe toccare poi a Roberto Meloni, tenore sardo leader del gruppo lettone Pirates of the sea, con “Wolves of the sea” (la canzone è terribile, vabbè, lo perdoniamo perchè è italiano e farà promozione per bene) e alla greca Kalomira, terza con “Secret Combination”  e Boaz Mauda  (Israele) con “The fire in your eyes“: Poi chissà.

La mossa della Carrà non sorprende. E’stata infatti proprio lei lo scorso gennaio a “rianimare” le selezioni spagnole dell’Eurofestival ed a condurre il galà finale di “Salvemos Eurovisiòn” alla tv spagnola che ha incoronato il mitico Rodolfo Chikilicuatre e la sua “Baila el Chiki Chiki (a proposito, speriamo che ce lo porti in Italia!).

Qualcosa si muove, dunque, anche in Italia: questa è la seconda “iniziativa autonoma” di promozione dell’Eurofestival: la prima l’ha fatta questa estate RadioDue, mandando in onda lo scorso 3 agosto uno speciale (conduzione terribile, speaker che non sapevano niente e leggevano eurofestival.com, ma abbiamo apprezzato la volontà di provarci, miglioreranno!). Vi faccio un regalo: la trasmissione la potete scaricare qui.

La speranza è che queste iniziative, unite agli appelli dei cantanti e dei musicisti (clamoroso quello di Meneguzzi nel Sanremo di quest’anno, quando ha annunciato che andava a cantare per la Svizzera: Baudo è sbiancato alla parola “Eurofestival” e la domenica dopo la finale ha cercato di deviare dicendo falsamente che “non era più membro dell’Eurovisione”) , possano far tornare in gara la Rai. Trecento milioni di telespettatori in diretta da 44 paesi contemporaneamente, sarebbero una grande vetrina per la musica giovane italiana. E se la Carrà riesce nell’intento, merita un monumento.

Eurofestival 2009, la Russia ha scelto Mosca. Il greco Sakis Rouvas primo artista iscritto

Si muove già la macchina dell’ Eurofestival 2009, che in seguito alla vittoria di Dima Bilan nell’edizione di quest’anno, si terrà in Russia. Il primo dubbio, quello sulla città ospitante è stato chiuso: si farà a Mosca, probabilmente nel Palaghiaccio da 80mila posti. Lo ha annunciato il primo ministro Vladimir Putin. Mosca ha vinto il ballottaggio con San Pietroburgo.

Il record della decisione più veloce spetta alla Grecia, terza l’anno scorso con Kalomira e la sua “Secret Combination“. Vuole riportare la manifestazione al Pireo e così ha deciso – senza selezione – di schierare la stella del pop ellenico Sakis Rouvas, terzo nel 2004 e conduttore nel 2006, quando Atene ospità la rassegna dopo il successo di Helena Paparizou nel 2005. Una selezione sceglierà il brano.

Si nuovono anche gli altri paesi. Svezia e Svizzera hanno pubblicato i bandi di selezione, ma in Scandinavia si svolgerà il tradizionale Melodifestivalen, mentre i rossocrociati decideranno internamente (quest’anno tocca alla tv germanofona, la SF). In Finlandia la finale della selezione si svolgerà il 31 gennaio 2009, in Bulgaria tra ottobre e dicembre 2008 si svolgerà la selezione. La Francia, dopo il buon successo di Sebastien Tellier ma anche le proteste del Parlamento per la scelta di un motivo in inglese, ha deciso: brano solo in lingua francese.

Non si sa ancora nulla dell’Italia, ma qualcuno in rete ha cominciato a far girare la voce di un tentativo di ritorno – niente di confermato però- mentre a fine anno San Marino, che ha appena cambiato la direzione della Tv (è arrivata Carmen Lasorella), dovrebbe confermare la partecipazione nonostante l’ultimo posto dei MiOdio nel 2008.

C’è chi vorrebbe rendere pubblica – e televisiva –  la selezione, l’anno scorso decisa da una giuria interna, ma c’è anche la possibilità che il Titano schieri direttamente l’asso Little Tony, l’anno scorso presidente di giuria, che si è proposto per festeggiare i 50 anni di carriera.

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