“How we do (party)” e altre canzoni: il fenomeno Rita Ora

Dal Kosovo con furore. Missione: diventare la nuova stella del pop mondiale. E in tanti giù la stanno paragonando a Rihanna. Lei si chiama Rita Sahatciu Ora, in arte solo Rita Ora, è nata a Pristina e di etnia albanese, ma vive da sempre in Gran Bretagna, dove si è trasferita con la famiglia l’anno stesso della sua nascita, il 1990. Canta da sempre, ma il suo debutto è stato nel 2009, alle selezioni inglesi per l’Eurovision, dalle quali però si ritirò.

La partecipazione ad un video di Jay Z ha fatto si che il rapper americano la scoprisse e la mettesse sotto contratto per la sua etichetta Roc Nation, lanciandola così nel panorama del pop mondiale. “How we do (party)” ne segna l’esordio assoluto anche se nel resto d’Europa sono già usciti sia il secondo singolo “R.I.P” che vede la partecipazione del dj Tinie Tempah che l’album d’esordio “Ora” che comprende anche “Hot right now” in cui duetta con Dj Fresh. Teniamola d’occhio, perchè la sensazione è che ha tutto per fare strada.

Eurofestival 2010: hanno aderito già 18 paesi. Torna la Georgia, verso il debutto del Liechtenstein

Senza nomePrime notizie sull’edizione 2010 dell’Eurofestival, con la macchina organizzativa norvegese che si è messa in moto subito dopo la vittoria di Alexander Rybak sul palco di Mosca (qui la sua canzone). Sarà la Telenor Arena, di Baerum, sobborgo di Oslo, ad ospitare la rassegna, programmata per il 25, 27 e 29 maggio 2010.

Sono già 18 le nazioni che hanno confermato la loro adesione: oltre alla Norvegia, paese organizzatore campione in carica, hanno già fatto sapere che ci saranno tre delle quattro big four, vale a dire le nazioni ammesse di diritto alla finale: Germania, Gran Bretagna e Francia. La Spagna, quarta del lotto, deve ancora decidere, scottata dal penultimo posto di Soraya quest’anno.

Molto probabilmente sarà regolarmente al via, ma gli iberici potrebbero essere sanzionati per la mancata diretta delle due semifinali quest’anno. Si parla di una loro esclusione per quest’anno, dalle big four. Si parla di un possibile ritiro della Macedonia, per i due mancati ripescaggi a seguito di altrattanti decimi posti, mentre è confermato il ritorno della Georgia, l’anno scorso ritiratasi dopo la mancata accettazione del suo brano in gara. Sicura l’uscita invece della Repubblica Ceca, scottata da due partecipazioni con scarsi risultati.

LIECHTEINSTEIN, INGRESSO NELLA EBU A  BREVE? – La tv pubblica del Liechtenstein, 1FLTV, ha annunciato che ha avviato e pratiche per entrare nella Ebu, il consorzio delle tv di stato europee. Il sito dell’Eurofestival dice che le trattative sono avviatissime po e che dunque il Principato potrebbe presto diventarne membro, forse già il 15 di questo mese.

Nel caso ci riesca, è praticamente certo il debutto all’Eurofestival, dopo due tentativi falliti nel 1969 e 1976. Più difficile il debutto del Kosovo, perchè lo stato non è da tutti riconosciuto. Soprattutto, ci sarebbero problemi con la Serbia, della quale è ancora ufficialmente parte.

RIENTRI POSSIBILI – L’organizzazione ha annunciato poi che sta lavorando per il rientro in gara dell’Austria (autoesclusasi due anni fa in protesta contro il sistema di votazione, ma che trasmette la finale), del Principato di Monaco (anche lui autosclusosi per gli scarsi risultati) e soprattutto, dell‘Italia, che come è noto, manca per scelta della Rai dal 1998. Ora la dirigenza di Viale Mazzini è cambiata: riusciranno quelli della Ebu (che organizza la rassegna),  nella loro opera di convizione? Vedremo.

Ecco la lista dei 18 paesi che hanno confermato la partecipazione: Azerbaigian, Bielorussia, Belgio (onore ai belgi, ultimi l’anno scorso con 1 punto in semifinale e subito di nuovo in gara), Bulgaria, Finlandia, Georgia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Islanda, Israele, Olanda, Norvegia, Portogallo, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Ucraina.

PUNIZIONE PER GLI AZERI? – Secondo alcune fonti, rischia grosso anche l’Azerbaigian, terzo l’anno scorso. L’eterna sfida con gli armeni per il dominio sulla regione del Nagorno Karabakh (geograficamente azera) a lungo teatro di una guerra civile, si sta riflettendo anche sulla musica.

Nel 2007 un azero di quella regione gareggiò sotto bandiera armena (l’ Azerbaigian però era assente); 2009 invece le cantanti armene introdussero la loro performance con un video sulle montagne del Nagorno Karabakh indicandole come “nostre montagne”.

Pare che nell’edizione 2008 dall’Azerbaigian non fosse possibile votare per gli armeni – il numero per votarli non sarebbe stato attivo – Ciò è fuori regolamento e dunque l‘Eurovisione starebbe pensando di penalizzare gli azeri nella edizione prossima ventura. Vedremo come andrà a finire.

ULTIM’ORA, LA FRANCIA CHIAMA JOHNNY LOGAN – Dopo l’ottimo successo di Patricia Kaas, la Francia punta a migliorarsi e per questo avrebbe contattato Johnny Logan per chiedergli di scrivere la canzone per il 2010. L’irlandese di origine australiana, stella del pop rock anni’80 e ’90, tre volte vincitore dell‘Eurofestival (due come cantautore, 1980 e 1987 e una come autore del brano di Linda Martin nel 1992) avrebbe già accettato.