Una canzone per l’estate 2010: “Sweat (a la la la long)” di Mark Medlock e Mehrzahd Marashi

Ai più svelti di voi sarà bastato leggere il titolo di questo post. “Ma io questo brano l’ho già sentito”. Risposta esatta, perchè questo motivetto prettamente estivo altro non è che la cover di un successo planetario del 1988.  Lo cantavano gli Inner Circle, un gruppo reggae giamaicano che poi però non ha trovato altri grandi riscontri: “One shot“, lo chiamerebbero i deejay.

Ora riecco questo pezzo riproposto da due tedeschi sulla cresta dell’onda, accomunati dall’aver vinto in edizioni diverse il talenti show “Deutschland sucht den superstar“: si tratta di Mark Medlock, di cui avevamo parlato inagurando questo spazio e di Merzahd Marashi, reduce dal successo del suo primo singolo “Don’t believe” (anche di questo avevamo riferito). Un pezzo solare per due ragazzi simbolo della Germania multietnica: Medlock infatti è di origine ghanese-americana e Marashi è nato in Iran. E non resta che ballare….

“Don’t believe”, l’esordio di Mehrzad Marashi

Si chiama Mehrzad Marashi, ha 30 anni e una storia particolare alle spalle. E’ il fresco vincitore della settima edizione di “Dutschland sucht den superstar“, l’edizione tedesca di Pop Idol, il talent show che negli anni ha lanciato Mark Medlock, Thomas Godoj e Daniel Schumacher. Quello che trovate sopra è “Don’t believe“, il singolo d’esordio uscito subito dopo la sua vittoria nello show e subito schizzato in testa alle classifiche digitali di Germania, Austria e Germania.

Storia particolare, si diceva. perchè questo ragazzo – che in realtà un altro singolo l’aveva inciso ma era passato sotto silenzio – è nato in Iran ed insieme  al fratello maggiore  (il padre è militare dell’esercito) è scappato in Germania durante la guerra del Golfo. Ed ora della Germania, dove ha studiato,  ha preso la nazionalità. Ed ora spera di sfondare nella musica (col nome d’arte di Marasco). Il pezzo è buono,sentiremo  il resto della produzione.

X Factor e gli altri: dai talent show i campioni di vendita

La musica ha una nuova frontiera: I talent show come lancio per giovani artisti che hanno già una carriera alle spalle, magari con qualche disco, ma non riescono a decollare perchè poco interessanti per le major. Non c’è niente di male, anche se oggettivamente la nascita di questi programmi è una diretta derivazione di una gestione dell’azienda del disco che non ha il coraggio di investire sulle novità e preferisce andare sul sicuro.

E se i nostri primi esperimenti (cliccate sui nomi dove possibile), che lanciarono Lollipop, Bruno Cuomo e LuckyStar non andò bene proprio perchè la cosa fu gestita male, con X factor il fenomeno è esploso in tuttto il suo splendore. Senza il programma di RaiDue, non avremmo mai conosciuto voci ed artisti interessanti come Giusy Ferreri, Aram Quartet, Ilaria Porceddu ed Emanuele Dabbono (senza contare gli altri).

Quanto a Marco Carta e Roberta Bonanno, lanciati da Amici, il discorso è diverso: Amici non è un talent show e sforna giovani senza esperienza puntando solo sull’immagine e la voce, senza lavorare sulla loro personalità musicale. Qualcuno si salva, ma gli album e i “robottini” sono quasi tutti uguali (e pessimi).

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Una canzone per l’estate: “Summer love” di Mark Medlock

Un tedesco di padre afro-americano che canta in inglese una canzone dal sapore estivo, molto spagnolo. In un blog che parla di musica europea non c’è niente di meglio. Questa “Summer love“, motivetto estivo senza pretesa alcuna è di quelli che sulla spiaggia aiutano a ballare ed a socializzare.

Dopo un paio di grossi successi discografici in Germania, Mark Medlock, salito alla ribalta per aver vinto l’edizione tedesca di “Popstar” entra nel grande mondo delle “Canzoni per l’estate“. Primo posto subito, appena uscita. E ascoltandola si capisce il perchè.

Va detto che Medlock, uno dei tanti figli dei programmi tipo X factor, ha aperto la strada del successo per tanti altri artisti. Che ormai il futuro della musica sia in questi talent show che aprono le porte ai giovani con una carriera alle spalle ma non  aiutati dalle case discografiche? Se lo scenario è così, è un pò triste. Ma poi non troppo. Basta saperla cavalcare, quest’onda. L’Italia ci riuscirà?

Suoni d’Europa: Germania, Austria, Svizzera, Liechtenstein

Quuatro paesi insieme per la seconda puntata del nostro viaggio al centro della musica perchè Germania, Austria e Svizzera viaggiano di pari passo, sia a livello di classifica che in generale di lingua (anche se in Svizzera quelle ufficiali sono quattro). Il piccolo Liechtenstein propone poche cose ma interessanti. Pronti? Via con la copertina. Per i video, cliccate sui titoli.

I veri protagonisti della musica tedesca sono loro. Si chiamano Ich+Ich, un progetto musicale fra il pop e la dance che sta spopolando da quelle parti. Prima con il singolo “Vom selben stern”, cui abbiamo dedicato la copertina, poi con “So soll es bleiben“.

Inglese, spagnolo e tedesco, le lingue della musica made in Germany e se all’Eurofestival le No Angels sono arrivate ultime con “Disappear“, i suoni più pop vedono come protagonista l’afro-teutonico Mark Medlock, che dopo il successo di “Now or never” ora è protagonista con “Summer love“.

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