Eurofestival 2009, seconda serata: passano a sorpresa Croazia e Lituania

515px-Eurovision_Song_Contest_2009_logoSeconda semifinale dell’Eurofestival e non mancano le sorprese. Dentro Croazia e Lituania, fuori la Serbia e soprattutto la Slovenia, che parevano avere un buon seguito di pubblico. Come previsto, il mondo rumeno fa doppietta con l’ingresso della Moldavia, non risentiremo invece l’Irlanda del triestino Davide Moretti. Se ne va dunque l’unico pezzo di Italia di questa edizione. Passa la porno-Ucraina ed è un peccato.

Stavolta in assenza del parabolone lo zapping forzato di internet ci spedisce sul sito dell’Eurofestival, alternato ogni volta che il segnale salta con la piccola ma dignitosissima tv maltese, che ha uno schermo piccolino ma una ricezione pulitissima. Seratina allegra, comunque, piena di buone esecuzioni e di bellissime donne.

DIVERTISSEMENT – L’oscar per la performance più allegra va senz’altro a Marko Kon e Milan Nikolic: il circo serbo divertentissimo, la canzone si presta e il cantante, con quella sua voce scura lascia davvero un segno. Peccato siano usciti.  A forza di ascoltarla, piace anche la danza folk di Nelly Ciobanu, consumata artista del genere. E con l’occasione, visto che ci leggono, mandiamo un saluto al personale dell’Ambasciata di Moldova in Italia, che ci ha scritto in questi giorni non lesinandoci complimenti.

Le vecchie volpi del palco hanno fatto il loro dovere: Sakis Rouvas è uno che la sa lunga, eppure la sua performance era troppo precisa da sembrare a volte quasi forzata. Però il brano fa presa, anche se non è il massimo dell’originalità. Arash, che è nato in Iran, vive in America e ha studiato in Svezia, spinge in finale la diciannovenne Aysel, seconda classificata nel nostro personale contest di Miss Eurofestival. Il brano ci piace da morire, si balla che è un piacere, lo risentiremo a lungo sulle tv europee. In fatto di perfezione però Alexander Rybak, bielorusso in quota Norvegia, è quasi robotico, in pura scuola ex Urss. La sensazione è che il festival ce l’abbia in tasca.

MILLE VIOLINI, RADIO E ROCK ‘N ROLLNiels Brinck travestito da Ronan Keating (o viceversa) continua a piacerci non poco, così come anche il rock al femminile irlandese. Il primo .o risentiremo, le seconde no. La grande prova vocale di Martina Majerle, la vocalist dei Quartissimo compensa il fatto che una falla del regolamento comporti che l’esecuzione degli archi sia di fatto presuonata (che senso ha non permettere ad un gruppo esclusivamente strumentale di suonare dal vivo?) come anche quella delle Urban Symphony. La magia del brano estone (la cantante è veramente magnetica, a sentirla e a guardarla: terza nella nostra perosnale classifica di bellezza) e la bellezza di quello sloveno, restano però intatte. Dentro le ultime per un pelo, fuori i primi. Bene l’Albania, ma è tutto già sentito.

PECCATO – Peccato per le esibizioni pulite di Cipro e Polonia, in un festival dove non contasse il contesto ce l’avrebbero fatta. Slovacchia e Ungheria sono scivolata via come acqua.

VELI PIETOSI –  Il numero  sexy di Svetlana Loboda aiuta una canzone terribile, ma le canzoni peggiori di tutto il festival – dopo vari ascolti – sono senz’altro quelle di Lettonia e Olanda. Coas organizzato. Anzi, forse nemmeno quello.

Qualificati per la finale:

Croazia-Igor Cukrov ft Andrea Susnjara/Lijepa Tena; Norvegia-Alexander Rybak/Fairytale; Danimarca-Brinck/Believe again; Azerbaigian-/Aysel ft Arash/Always; Grecia-Sakis Rouvas/This is our night; Lituania-Sasha Son/Love; Moldavia-Nelly Ciobanu/Hora din Moldova; Albania-Kejsi Tola/Carry me in your dreams; Ucraina-Svetlana Loboda/Be my Valentine (anti crisis girl); Estonia-Urban Symphony/Randajad

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Cipela” di Marko Kon e Milan Nikolic (Serbia) e “Randajad” degli Urban Simphony (Estonia). Squalificata la Georgia

Scelta etnica per la Serbia che porterà all‘Eurofestival una canzone che a tratti fa il verso a quella croata dell’anno scorso. Tango, fisarmoniche, suoni molto balcanici misti a ritmi più contemporanei. A cantarla saranno Marko Kon e  Milan Nikolic. Il motvo si intitola “Cipela” e se non altro ci metterà allegria.

Attenzione invece alla proposta dell‘Estonia. Hanno già vinto una volta, con Tanel Padar e potrebbe piazzarsi di nuovo bene. “Randajad“, degli Urban Simphony, che ha vinto la selezione locale è assai gradevole.

Unisce il suono del violino agli strumenti elettrici ed è molto delicato e di classe. Che è l’altra caratteristica che piace agli Eurofans, in alternativa ai pezzi dance. Poi soprattutto è un motivo originale rispetto alla media delle canzoni che si sentono.

GEORGIA SQUALIFICATA – Contrariamente a quanto si pensava, la canzone georgiana “We dont’ wanna put in” (che trovate sopra) è stata squalificata. Il gruppo Stephane & 3G che ha regolamente vinto le selezioni non potrà eseguirla a Mosca.

Non solo il titolo rimanda a Putin, ma anche alcune parti del testo e questo viola l’articolo del regolamentto che dice che nessuna parte del testo possa fare riferimento a fatti, persone o eventi politici.

Che succederà ora? L’Eurovisione ha concesso alla Georgia un tempo bonus per mandare un’altra canzone (eventualmente anche cantata dagli stessi artisti) che risponda ai regolamenti, ma il paese, che inizialmente si era ritirato per protesta dopo la guerra in Ossezia e infine si era convinto a tornare, potrebbe ora nuovamente ritirarsi. Ma a questo punto pagherebbe una carissima penale, perchè il tempo è scaduto.