Nicola Traversa stravince Castrocaro 2010

Nicola Traversa da Lanciano, in provincia di Chieti trionfa all’edizione numero 53 del festival “Voci e volti nuovi della canzone” di Castrocaro Terme. Il giovane abruzzese ha colpito tutti, sia nelle tre cover che ha eseguito (“Almeno tu nell’universo”, “Strani amori” e “Per colpa di chi”)  sia nel motivo inedito “Gabbia“.  Una voce acuta, con sfumature quasi soul e punte che ricordano il compianto Alex Baroni e abile soprattutto per la capacità di fare propri motivi costruiti e pensati per voci femminili senza snaturarli.

In finale ha superato lanuorese  Graziella Lintas, bocciata dal voto di quattro giurati (Alessandro Greco, Gigliola Cinquetti, Fio Zanotti e Luca Barbarossa), ma spinta avanti da quello del presidente Michele Torpedine. Proprio la cantante sarda, con “E poi imparare” aveva insieme a Gli Atomici ed alla loro “Gustatelo” l’inedito migliore. Ma in finale, è stato un plebiscito per Traversa.

Parterre femminile particolarmente avvenente, soprattutto una: Gintare Kubiliute, in arte Ginta, anni 23, padre lituano, mamma italiana, residente a Viganello, nel Canton Ticino, già miss Muretto e modella in una lunghissima serie di campagne pubblicitarie. E’ una bellezza a guardarsi, canta nella media.  Poi bene Gli Atomici e Daniele Ronda, paroliere di Nek. Male invece Valentina Cenci, anni 19, figlia d’arte (suo papà è il regista Roberto), che una volta eliminata ha provato a chiedere frignando in continuazione (“Tanto fa audience”, ha chiosato) il voto al presidente Torpedine (quelli degli eliminati non sono stati resi noti), non ottenendo soddisfazione.  Tutti i finalisti li trovate qui.

UPDATE: A scanso di equivoci e per evitare polemiche, lo precisiamo. Non ci è piaciuta la decisione della giuria di assegnare a Torpedine il potere di “decidere” votando dopo gli altri giurati. E’ chiaro che c’era il fondato rischio – concretizzatosi – di condizionare l’esito delle votazioni. Ma parimenti, ci è parsa fuori luogo  il modo il cui la Cenci ha chiesto spiegazioni.

Cresce il livello degli artisti (non era difficile, dopo le prime due precedenti disastrose edizioni) e probabilmente la presenza di un produttore come Michele Torpedine potrebbe portare forse alla valorizzazione del vincitore, dopo che Simona Galeandro e Edoardo Lo Conte i primi due vincitori della gestione Casarini sono caduti nel dimenticatoio. La conduzione di Frizzi ha riportato il programma su un binario più consono ad un concorso di canzoni. Apprezzabile anche il fatto che – è la prima volta in un qualsiasi concorso dal 2004 – che siano stati solo i giurati a votare, senza alcun televoto.

NOTA A MARGINE: Fra i coristi dell’orchestra diretta da Demo Morselli c’era nientemeno che Monica Hill, uno dei migliori prodotti mai usciti da Amici (prima edizione), quando ancora non si dava la possibilità garantita agli artisti di fare un disco. E la cantante sammarinese l’avrebbe meritato, brava com’è. Invece ricomincia dai cori. Ed è un vero peccato. Perchè la musica, a volte, sa anche essere cattiva.

Quelli bravi, di cui “Amici” si è dimenticato: partito il tour di Dennis Fantina e Monica Hill. E quella “Sfida dei talenti” un pò parziale…

A costo di tirarci dietro il solito sciame di polemiche, riprendiamo un concetto già espresso: Amici di Maria De Filippi peggiora ogni anno, ogni edizione va sempre peggio.

E non è un caso che nella “Sfida dei talenti” andata in onda su Canale 5 nei giorni scorsi i vari Valerio, Alessandra e compagni abbiano fallito, battuti da Anbeta Toromani e Giulia Ottonello, due della vecchia guardia.

A proposito della serata, chissà perchè sono stati esclusi come reietti quelli della prima edizione, che si chiamava “Saranno Famosi“. Mancavano, perchè non invitati, artisti come Dennis Fantina, Monica Hill (sopra in duetto), Andrea Cardillo, Valeria Monetti. Praticamente il meglio che sia mai uscito da quella trasmissione. Tra i pochi degni, insieme a Maria Pia Pizzolla, seconda edizione (assente pure lei).

Troppo bravi per competere con gli sbarbati delle ultime edizioni (tranne l’ottima Karima)? Probabilmente. La notizia intanto è che a giorni partirà il tour di Dennis Fantina e Monica Hill (qui le tappe di Dennis solista o con la Hill)  Un rientro per Dennis, dopo 2 anni di silenzio, un ritorno al pop dopo tanto musical per la voce bellissima della sammarinese. Nessuno che le abbia fatto fare un disco solista.

Andrea Cardillo ve lo ricordate? E’ quello a cui hanno fatto fare un singolo perchè le parole le aveva scritte Maurizio Costanzo (“Ma dai”, che trovate qui). Un paio di produzioni, poi è sparito. Nessuna assistenza da parte di “Amici”. Come alla sua compagna Valeria Monetti, oggi dedita anche lei al musical, dopo averlo accompagnato nel singolo di cui sopra.

A Maria Pia Pizzolla era andata un pò meglio. Lei a Sanremo c’era arrivata, col suo gruppo, i Superzoo, ma il suo surreale brano “Tre fragole” rimase fuori dalla finale delle Nuove Proposte 2003. Oggi però lei è tornata col suo gruppo, ripartendo praticamente da zero. Ma mostrando di essere ancora una delle cose migliori del nostro panorama musicale.

Sole e farfalle” è uscito nel 2008 ed è un bell’album di qualità. Il singolo “Leila“, che trovate in alto, parla di amore saffico. Ma è passato praticamente sotto silenzio. Eppure il testo è molto più forte di quello di “Luca era gay”, per dire.

Però al di là del testo del brano, brava è brava, non c’è dubbio.  Ascoltate “Kuore nero“, del 2007.  Il paragone con gli ultimi usciti dalle recenti edizioni  (le ultime due senz’altro, ma anche parte di quella del 2oo5), è imbarazzante. Loro però sono stati lanciati e lei no…

Poi c’è un altro fatto. Quando si fa un programma come “La sfida dei talenti”, uno s’aspetterebbe la presenza almeno di tutti i vincitori. Dov’era, per esempio Federico Angelucci? Abbandonato dopo il primo album, del quale qui troviamo “Amore e mistero”. Meno talento rispetto a quelli sopra, ma stessa sorte…E Ivan D’Andrea? Vincitore della quinta edizione? Mistero…

 

Qualcuno invece c’era, alla sfida. Giulia Ottonello (s0pra nel tributo a Modugno) canta e balla, spadroneggia nel musical “Io ballo“, avrebbe meritato grandi palcoscenici. Ma la tv si è presto dimenticata di lei.

E’ arrivata seconda, alla sfida dei talenti dell’altro giorno. Voce pulita, grande estensione vocale, nessuna inflessione dialettale. Pensateci: Giulia Ottonello tre volte scartata nelle nuove  proposte a Sanremo DOPO “Amici” , Marco Carta (forte inflessione dialettale, telegenia superiore alla voce) che vince in carrozza. Qualcosa non funziona…

 

Ad Agosto torna il jazz di Gubbio No Borders con Eugenio Finardi, Linda e Monica Hill

Un altro grande appuntamento per gli appassionati della musica di qualità, ancora una volta dall’Umbria. Dal 10 al 25 agosto prossimo Gubbio ospiterà l’ottava edizione di Gubbio No Borders-Italian jazz festival sotto la direzione artistica di Massimo Manzi. (nel video sopra, una esibizione della manifestazione, anno 2006)

Il responsabile organizzativo, Luigi Filippini, presidente dell’Associazione culturale Gubbio No Borders che organizza l’evento ha sottolineato che “l’immagine del festival dopo otto edizioni è accreditata come una delle massime espressioni musicali dell’Umbria e d’Italia, che si qualifica per il suo grande spessore con musica di alto livello che si coniuga con lo scenario del chiostro grande del ex monastero di San Pietro sede dei concerti, del Teatro Romano e delle vie del centro storico”.

In particolare Filippini ha sottolineato come caratterizzanti siano in questa edizione le voci femminili di Linda, che aprirà la manifestazione con il Kramer project della Renzo Ruggieri Big Band, di Monica Hill, con la P-Funking band, e di Joanna Rimmer, con un trascorso nel campo della moda, che si esibisce in concerto.

Il cartellone comprende sette concerti, tre street parades, e si presenta articolato nella sezione Terra Mia, che propone artisti non ancora pienamente affermati accanto ad altri musicisti di jazz invitati, la sezione cinema, dedicata al film The piano blues, di Clint Eastwood, e la sezione musica d’autore, con un concerto di chiusura del 25 agosto di Eugenio Finardi, al Teatro Romano.

Un cast di grande livello, dunque. Fa piacere soprattutro risentire dal vivo voci di notevole spessore come quelle di Linda, terza a Sanremo 2004 (della quale avevamo parlato di recente) e della sammarinese Monica Hill, una delle artiste migliori prodotte dal talent show Amici (la prima edizione, quando ancora si chiamava “Saranno Famosi“).

Marco Carta….straccia

E’uscito “Ti rinconterò”, l’album di Marco Carta. Non me ne vogliano le fans, ma il giudizio non può essere positivo. Non tanto per l’artista. Sbaglia chi dice che stona. Marco Canta benissimo e ci mancherebbe. Quel grande calderone che tutto è meno che una scuola che forma talenti, di nome “Amici“, oltre a scegliere gli scolari con criteri di rigorosa telegenia (fateci caso: non ce n’è uno brutto), lavora molto sulla tecnica vocale.

Perchè partendo da giovani che non hanno nessun esperienza precedente con la musica, non si può che spingere il gas su quello e basta. Il risultato è che escono una serie di album tutti uguali (prima di lui anche Federico Angelucci, Antonino e Dennis Fantina), con canzoni piatte, senza anima. Dove spiccano le doti vocali ma manca completamente l’originalità.

Così se le tante cover non si discostano poi tanto dalle esibizioni live, gli inediti entrano ed escono dalle orecchie in tre minuti e mezzo. In particolare l’album di Marco Carta sembra un prodotto fatto in fretta e furia, per tamponare il successo di X-Factor (dove c’e invece gente con una carriera alle spalle ma rimasta senza casa discografica). Canzoni che forse non erano nemmeno scritte appositamente per lui (cioè magari adattabili ad un suo stile, come succede invece per i ragazzi di X factor), ma per chiunque avesse vinto. E quindi giocoforza tutte standard.

Un programma, Amici, peggiorato di anno in anno, che solo da un paio d’anni regala a chi vince la possibilità di fare un disco e che se nei primi anni ha sfornato qualche buona voce (Monica Hill, Valeria Monetti, Maria Pia Pizzolla) completamente ignorata dalle case discografiche adesso, potenza della televisione, sforna ogni anno cantanti peggiori che però hanno la possibilità almeno di fare un disco.

Di Marco Carta salviamo le interpretazioni, belle stilisticamente ma emozionanti come un pediluvio. Il ragazzo può soltanto migliorare. Purchè si renda conto di cosa gli stanno facendo cantare e purchè trovi un suo stile. Cosa che finora, non pare avere. Qui sotto, “Ti rinconterò”, che dà il titolo all’album.