Suoni d’Europa: Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina

Il nostro viaggio nel panorama musicale europeo prosegue, spostandosi nella ex Jugoslavia. Alla scoperta di bellissime contaminazioni e tante novità. Sotto, la copertina. Per il resto, al solito, cliccate sui titoli.

Quella che vedete sopra si chiama Rebeka Dremelj ed è stata miss Slovenia nel 2001, prima di darsi (purtroppo per le nostre orecchie) alla canzone. “Hevay weather” è la versione inglese del brano che ha portato all’Eurofestival in rappresentanza del suo paese quest’anno. Quella originale sta qui ma ne esite anche una in spagnolo, ed una in croato. In ogni caso motivetto carino ma sul fatto che lei non sappia cantare non ci sono dubbi.

Cose migliori negli anni passati. Di Alenka Gotar, protagonista nel 2007 abbiamo già parlato, nel 2006 invece si è presentato Anzej Dezan con “Mr Nobody”, tra i pochi a scegliere la lingua inglese. Gradevole anche “Stop” di Omar Naber del 2005.

Fuori dal panorama festivaliero, proprio di recente abbiamo dedicato un post a parte alla migliore del lotto, vale a dire la cantautrice e pianista Neisha, ma vale la pena di segnalare anche Nina Osenar e i suoni pop-rock della sua “Moments like this” e quelli decisamente più rock di Alya (qui c’è “Zvezda vecera“). Cose buone anche dalle band: qui potete ascoltare i Select con “U La la (que sera sera)” mentre se amate la dance ed i personaggi curiosi, allora non potete perdervi Salome, prorompente transessuale ed il suo disco d’esordio “Igra grame“.

Molto più legata al folk la Croazia, che tende a privilegiare artisti che cantano nella ligua locale. Ma quello che passano sulla scena internazionale è straordinario. Ascoltate per esempio il tango scratchato dei Kraljevi Ulice ft 75 Cent, una street band che quest’anno era sul palco dell’Eurofestival: “Romanca” mette un sacco di allegria. Nel 2006 si ballava una sorta di saltarello balcanico con Severina e la sua “Moja Stikla” (Tacchi alti). Qui c’è invece il nuovo “Gas gas“. Suoni più rock nel 2007 con Dragonfly ft Dado Topic e “Vjerujem u ljubav” e più pop nel 2005 per la ballata “Vukovi umiro sani” di Boris Novkovic ft Lado Members.

Fuori dall’Eurofestival, la Croazia sa anche essere molto rock come testimoniano Ivana Banfic con la sua “I bio je red” o Antonja Sola con “Nebu pod oblak“; oppure anche di qualità come la musica dei Prijavo Kazaliste (qui c’è “Moj bjeli labude“) o di Arsen Dedic, di cui in questi giorni è uscito il nuovo singolo, intitolato “Pedra”.

Grande protagonista sul palco dell’Eurofestival anche la Bosnia Erzegovina. Quest’anno c’era la sofisticatissima “Pokusaj” di Laka, della quale esiste anche una versione in inglese. Molto bella la ballata del 2007 di Marija SesticRijeka bez imena” (in serbo e croato) che in inglese diventa “Never wake me up”. Nel 2006 gli Hari Mata Hari cantavano “Lejla” mentre nel 2005 il trio femminile Femminem, creato per l’occasione cantava “Call me”.

Se vi piace l’hip hop, sappiate che si può fare anche in lingue strane come il bosniaco. Ascoltate “Firma ilegal” degli Ekipa. E mentre non è possibile dimenticare il grandissimo Goran Bregovic, maestro di tutto il folk balcanico (abbiamo scelto un brano per tutti “Karmen with a happy end“) meritano una citazione anche gli Indexi (qui c’è “Balada”). Chiusura in bellezza. Per la cantante e per i suoni: musica folk e da ballo, in salsa pop. Chissà perchè a Seka Aleksic è venuta in mente di dedicare una canzone all’Asprina. La trovate qui sotto.

Ecco Neisha, musica d’autore dalla Slovenia

L’album è dell’anno scorso ma merita assolutamente di essere proposto. Neisha ha 27 anni e ha studiato piano nella miglior scuola di musica dello Slovenia, il suo paese. Ed è diventata una straordinaria intereprete e cantuatrice. “Nor je ta svet” (The world is crazy) è il suo secondo album.

Canzoni in sloveno ed inglese ma mai come in questo caso quel che più conta sono la musica e l’interepretazione. Fra il pop, il folk e il rythm and blues, questa ragazza, della quale al di fuori dei confini sloveni e di pochi altri paesi si sa quasi niente, è davvero uno dei migliori prodotti della musica europea in fatto di qualità.

Quella in alto è “The arrows of cupid“, una delle tracce del suo album, davvero intensa e coinvolgente. Ma vi invito ad ascoltare anche altri brani, sempre delle stessa intensità come “King of pain” (sta però nell’album precedente), “Obcutek”, il sapore country di “Ogedj pod nogami“. Altri stralci li trovate in alcuni video tratti da un suo concerto in Catalogna. (video in sequenza: uno, due tre, la qualità è un pò così ma si sente bene)

Un album di grandissimo livello, un talento notevole della musica europea eppure quasi sconosciuto ed è un vero peccato che non possiate sentire la migliore di tutte, “Midnight” della quale non c’è il video e che in questi giorni non è più nemmeno sul suo myspace, dove invece trovate altri video e le versioni inglesi di molte sue canzoni in sloveno.

Anche il primo lavoro, cui avevamo accennato e che portava il suo nome, non era da meno. Ecco “Planet za zadet“, “Malo tu malo tam“e la bellissima “Le kaj se skriva”. Alle volte si stenta a capire quale meccanismo guidi la selezione degli artisti da far conoscere. Neisha è bravissima eppure si fa fatica a trovarla anche in rete. Speriamo che qualcuno si accorga di lei.