I Patent Ochsner dedicano un brano ed un album a Rimini (ispirati da Fellini)

Rock atipico e suoni decisamente fuori dal comune. Ma sempre con un grande seguito di pubblico. Non a caso sono sulla scena dal 1990. I Patent Ochsner cantano nel dialetto di Berna, la loro città ma nonostante questo riescono ad avere un buon seguito sia in tutta la Svizzera germanofona che altrove.

Questo gruppo elvetico, che vanta collaborazioni in giro per il mondo (fra l’altro anche con il romano Mimmo Locasciulli) si è appena issato in testa alle classifiche rossocrociate (e va bene anche in Austria) con il loro nuovo lavoro “Rimini flashdown”, chiaro riferimento alla città romagnola. Ma c’è di più: oltre a contenere una canzone chiamata “Rimini” l’album strizza l’occhio al misticismo. Federico Fellini, la riviera in autunno, un sogno.

Questa è la strana storia dell’album raccontata da Bune Huber, il leader del gruppo: “Sono stato a Rimini qualche anno fa nel mese di gennaio. Mi è piaciuta e la costiera adriatica mi faceva battere in cuore anche in inverno- ha dichiarato al Bernerzeitung Rimini a gennaio è una città di grande atmosfera. Tuttavia l’immagine che mi sono portato dietro della città in quel mese è stata quella di una grande malinconia, un doloroso senso di partenza. Qualcosa che si addormenta e lentamente si risveglia nel corso della vita. Questo c’era nella canzone “Rimini”, una metafora dell’amore fra due esseri umani. C’era già presente tutto, prima che io sapessi che il cd sarebbe stato chiamato “Rimini flashdown“.

Proprio il titolo del lavoro tira in ballo il grande maestro del cinema italiano: “Ho sognato Fellini – ha spiegato ancora Huber – il quale mi ha detto: il cd lo devi chiamare ‘Rimini flash down’.Mi sono svegliato e ho pensato: ‘Se l’ha detto Fellini, devo prenderlo sul serio’. Serviva un termine che desse la sensazione di uno sforzo che finisce e delle energie che se ne vanno in un attimo. Abbiamo chiesto a Mimmo Locasciulli, medico e cantautore italiano e lui ci ha detto che il termine giusto era “Flashdown”.

Quanto al brano, sono sedci tracce di buon rock melodico alternato a suoni più jazz e blues e nonostante i titoli in qualche caso in inglese, le canzoni sono tutte rigorosamente cantate nel dialetto della capitale svizzera. Le melodie sono tuttavia interessanti. Cliccando qui potete sentire un estratto dell’album: è un pò pochino ma il lavoro è appena uscito e ancora non ci sono video in giro. Ci ritorneremo.