Tributo a Nicola Arigliano, “IL” Jazz italiano

Ieri ci ha lasciato  all’età di 87 anni Nicola Arigliano. Ai più giovani non dice nulla, forse. Ma per tutti noi che abbiamo passato i trenta, ma in generale per tutti i cultori della musica, Arigliano è stato un mito. Il più grande crooner italiano, diremmo IL jazz italiano. Uno che passati gli 80 si esibiva ancora con la stessa grinta di un ragazzino in tutto il mondo e che a 82 anni, nel 2005, si è tolto perfino lo sfizio di “abbassarsi” a gareggiare (per la seconda volta) a Sanremo, dove giurie sorde gli hanno perfino negato l’accesso in finale. Il brano, “Colpevole” (scritto da Franco Fasano), è quello sopra.

E proprio a Sanremo 2005, nella serata duetti, riuscì a stravolgere il regolamento, convincendo Bonolis a concredergli una jam session fuori programma insieme ai tre grandissimi che lo avevano accompagnato sul palco, Franco Cerri, Gianni Basso e Bruno De Filippi: praticamente la storia del jazz italiano. Arigliano – e qui ci vengono in soccorso i nonni – conobbe anche la notorietà telesiva grazie allo spot di un popolare digestivo (lo trovate qui).  La prima apparizione a Sanremo, invece, fu nel 1964 con “Venti chilometri al giorno

Da quattro anni Arigliano, nato a Squinzano, era ospitato nella casa per anziani di Calimera, in provincia di Lecce, ma continuava ancora a suonare ed incidere dischi: l’ultimo, una raccolta, era uscito lo scorso Gennaio: doveva essere il primo di una trilogia, vedremo se ora usciranno postumi gli altri due. Addio Nicola e come dicevi sempre tu….”Salutame a soreta!”.

 

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