“Piotta è morto”. Ma torna senza peli sulla lingua

Uno dei protagonisti della scena hip hop e rap italiana torna dopo una vera e propria rivoluzione artistica personale. Produttore di sè stesso e distribuito dalla Edel, in questi anni di silenzio discografico ha maturato una crescita artistica notevole, non disdegnando anche testi sociali, prima molto più rari nelle sue produzioni. Il riferimento è Tommaso Zanello in arte Piotta. E’appena uscito “Piotta è morto”, il nuovo singolo che anticipa “Odio gli indifferenti” in uscita dopo Pasqua.

“Piotta è morto”, appunto, perchè il nuovo Zanello non è più quello de La Grande Onda (rimasto come nome della sua società di produzioni) o del Supercafone, ma è più “grande”, attento alle cose del mondo. Come nel 2011, quando ha pubblicato “Mai Mai Mai”, divenuto il manifesto della campagna di Greenpeace. Testo importante, melodie rock su base hip hop.

E anche l’uscita dell’album si presenta interessante. Il titolo, nato da una polemica con una nota webzine, propone una tracktitle che vede il featuring di Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori. Un’altra avventura per Piotta, che nel 2004 fu anche protagonista al Festival di Sanremo versione open di Tony Renis, dove presentò con poca fortuna il brano “Ladro di te“.

“Mio zio” di Carmen Consoli vince il Premio Amnesty International

Importante rinoscimento per Carmen Consoli, una delle più apprezzate cantautrici italiane. Le è stato infatti assegnato il premio Amnesty International-Voci per la Libertà per la miglior canzone sui diritti umani. Il riconocimento sarà consegnato a Villadose, in provincia di Rovigo nel corso di una tre giorni in programma dal 22 al 25 luglio, durante la quale sarà assegnato un premio anche per gli emergenti (iscrizioni ancora aperte, andate pure qui).

La canzone con cui ha vinto è “Mio zio“, contenuta nell’album “Elettra”, nella quale una nipote racconta gli abusi sessuali subiti per mano del parente. Da sette anni il concorso premia le canzoni italiane che hanno trattato, in maniera più forte ed incisiva, il tema della violazione dei diritti dell’uomo e i principi che costituiscono la Dichiarazione Universale. A votare, una giuria di giornalisti e di esperti.

A concorrere c’erano altri ottimi brani: “Anja del settimo cielo” di Grazia Di Michele, “Carovane” di Sergio Cammariere, “Date a Cesare” di Dolcenera, “Parole che fanno bene” di Niccolò Fabi,  “A sangue freddo” de Il teatro degli orrori, “Scappa ” di Piotta,  “Tancredi e Clorinda” dei Radiodervish,   “Non possiamo chiudere gli occhi” di Eros Ramazzotti  e “Donna che parla in fretta” di Marina Rei.