Sanremo 2010, retropalco. Caso-Brando: all’Eurofestival non sarebbe mai successo. Ecco perchè

L’episodio increscioso di ieri sera, ovvero l’incredibile ritardo (55 minuti) ccon cui a Sanremo è cominciata la gara dei giovani, di fatto tagliando fuori dall’esibizione live la povera Jessica Brando, che “per colpa” dei suoi 15 anni, secondo il regolamento Rai non può comparire in video (al suo posto la gente ha televotato la sua prova registrata), ha riaperto un dibattito sul livello e sulla qualità del lavoro che si fa in Italia e alla Rai.

Soprattutto, in relazione alla difesa strenua che fa la Rai di Sanremo e della rassegna, gisuta da un punto di vista generale, sbagliata se la si paragona, come fa la Rai, all’Eurofestival, cui la tv italiana ha scelto di non partecipare dal 1998, definendolo “un programma trash e idiota, di scarso successo, lontano dai gusti italiani“.

L’ultimo fu Baudo, giusto 10 giorni prima del Festival, durante il programma “Il più grande”, che rispose alla domanda di un cronista tedesco: “Perchè perrdete tempo tre settimane dietro a canzoni mediocri? Sono 20 anni che cerco di spiegare ai tedeschi Sanremo, all’estero non interessa a nessuno” con un’affermazione delirante: “I tedeschi non capiscono Sanremo. Sanremo è stato sempre richiesto dagli stranieri perché si facesse in chiave internazionale… tanto è vero che hanno inventato l’Eurocanzone che non ha nessun successo e viene fatto per la Germania. La tv tedesca produce programmi totalmente idioti.”

Al di là del giudizioche può essere personale sulle canzoni, è sicuramente falsa l’affermazione che sia un programma che non segue nessuno: 122 milioni di telespettatori in tutta Europa (+17 milioni rispetto al 2008), medie che vanno nei singoli paesi dai 5 ai 9 milioni, share altissimi, in qualche caso anche di oltre il 60%. Ma quello che colpisce, soprattutto, è la differenza tecnica che c’è fra Sanremo e l’Eurofestival. Partiamo con i paragoni? Via!

All’ Eurofestival, dove peraltro non di rado ci sono cantanti sotto i 18 anni, non sarebbe mai stato permesso che un artista non possa cantare dal vivo. Lo spettacolo, che viene provato per filo e per segno tre volte, viene registrato l’ultima volta con tanto di costumi di scena e pubblico. Poi, mentre va in onda la diretta, in parallelo scorre il segnale della prova registrata. Al minimo problema con il live, si switcha sulla registrata. E semmai, a casa nessuno si accorge di nulla.

A Sanremo si legge il “gobbo”(elettronico). All’ Eurofestival i conduttori imparano il testo a memoria. Tutto. Per filo e per segno. Peraltro, lo imparano in inglese. Che è la lingua ufficiale della rassegna e non sempre quella del paese ospitante (anzi, da 12 a questa parte, mai)

A Sanremo c’è gente che lavora per montare e emontare gli attrezzi sul palco durante ogni esibizione. E a volte finiscono anche sul palco durante le esecuzioni (vedi quella di Nino D’Angelo ieri). All’ Eurofestival c’è un palco girevole. MENTRE canta un artista, si prepara l’altro lato del palco. Perdite di tempo, zero.

Chi ha vissuto entrambe le esperienze, come Paolo Meneguzzi, nel 2008 a Sanremo e poi a Belgrado, sede dell’ Eurofestival, dichiarò ad Eddy Anselmi di Eurofestival.com: “Sanremo è un caos totale, quando arrivi alle prove è un caos, ci sono mille persone sul palco, non sai a chi fare riferimento. All’Eurofestival nessuno parla alle prove, ce ne è solo uno con cui devi parlare. Ti chiedono esattamente che cosa vuoi, ti danno il tempo (…) Poi c’è un clima veramente tranquillo, non si sente assolutamente la tensione“. A voi i commenti.

Sanremo 2010, i primi rumors: Clerici-De Sica per la conduzione. Sanremolab, c’è tempo fino al 14 agosto

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Sarà che Sanremo è Sanremo e che dopo i due vincitori delle passate edizioni (Di Tonno-Ponce e Marco Carta) non si può che risalire. E sarà che quello di Bonolis del 2009, nonostante un cast modesto è stato invece un ottimo festival dal punto di vista musicale, ma già si comincia a parlare del prossimo Festival di Sanremo. E’scattato il totoconduttori, anche perchè la Rai, scottata dal fatto di non essere riuscita a mettere sotto contratto il rivitalizzatore Bonolis, rimasto a Mediaset, sta cercando qualcuno bravo. Anche perchè questo sarà il festival dei sessant’anni.

L’idea iniziale era Simona Ventura, già conduttrice del Sanremo “in forma ridotta” del 2004, ma nelle ultime ore alcuni ben informati settimanali danno per certo che la torinese sia stata scavalcata da Antonella Clerici. Che dunque riprenderebbe un ruolo pesante in Rai dopo alcuni contrasti. Con lei potrebbe esserci Christian De Sica, attore, cantante e showman amatissimo. Sarebbe una coppia inedita. Se invece la Rai volesse puntare solo sui cavalli sotto contratto (quello della Clerici sarà rinnovato) invece di De Sica potrebbe andare Carlo Conti, un altro nome forte della tv di stato.

Un ruolo potrebbe averlo anche Francesco Facchinetti, conduttore di X Factor. A proporlo è stato Maurizio Zoccarato, sindaco di Sanremo e si sa che la Città dei Fiori ha un peso assai rilevante essendo il soggetto che assegna la convenzione. Per lo stesso motivo – ma al contrario – sembra caduta la candidatura di Pippo Baudo e quindi dovremmo evitarci che sia lui ad assumere il ruolo di direttore artistico. Per il quale è fortemente in corsa Mara Maionchi. Se accettasse dovrebbe conciliare questo ruolo con quello di giudice di X Factor.

CANTANTI, PRIMI NOMI – E’presto, prestissimo per parlare di cantanti in gara. Ma qualche nome, anche se può sembrare strano, circola già. Il primo è quello di Matteo Becucci, 38 anni, ultimo vincitore di X Factor. Durante il tour estivo della trasmissione, a precisa domanda, Becucci ha risposto con un “vedremo”. Che di solito è un’affermazione che cela dietro un “si” non ancora annunciabile. L’altro nome – questo pure abbastanza solido – è quello di Arisa. Se l’è lasciato scappare lei stessa, durante i Venice Music Awards: “Se Dio vuole faremo Sanremo”, ha detto. Più chiaro di così…Resta poi da capire se verrà data una chance a qualche escluso di lusso dell’anno scorso come Lost e Aram Quartet, se la casa discografica di Giusy Ferreri le farà provare l’ebbrezza del Festival. E poi chissà.

SANREMOLAB– Scadono il 14 agosto le iscrizioni per Sanremolab, che dopo la vittoria di Arisa e il successo di Simona Molinari dell’anno scorso si è molto rilanciato. Il bando è scaricabile sul sito ufficiale. Il range di età va dai 16 ai 36 anni. La Presidenza della Commissione Artistica è stata affidata a Paolo Giordano, giornalista de “Il Giornale”, mentre Stefano Senardi è il Supervisore Artistico. Tra il 19 ed il 25 settembre si svolgeranno i corsi di formazione presso il Cpm di Milano, sotto la direzione di Franco Mussida. Tra i docenti Niccolò Agliardi, Andrea Rodini, Fio Zanotti, Mary Setrakian, Michele Canova.

Ad ottobre partiranno invece le audizioni per scegliere i finalisti. Interessantissima la commissione artistica, composta da personaggi notissimi del mondo della musica giovane. Con Giordano lavoreranno infatti Francesco Mandelli (Vj di Mtv, musicista e attore), Bruno Sartori (Direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore), Nicoletta Deponti (Dj di Rtl 102.5) e Luigi Grasso (Esperto di comunicazione musicale), ai quali si aggiungeranno nelle fasi finali Federica Gentile (conduttrice di RadioRai) ed Elena Di Cioccio (conduttrice televisiva). Sicura la scelta di personaggi più vicini al mondo giovanile. Finalmente.

“Carramba che sorpresa!”: i cantanti dell’Eurofestival sulla Rai dopo 11 anni ! (ma nel programma della Carrà)

In Italia, segnatamente alla Rai, la parola “Eurofestival” è scansata come la peste dal 1997. Da quella edizione, l’ultima a cui abbiamo partecipato (con “Fiumi dei parole dei Jalisse, quarta al traguardo dopo aver vinto Sanremo), la Rai ha infatti deciso che non sarebbe andata mai più alla rassegna.

Motivo? Dato che nei 15 anni precedenti avevamo vinto (una volta, nel 1990, con la ruffianissima “Insieme 1992” di Cutugno) ed eravamo arrivati spesso o sul podio o nei primi cinque posti, sempre in crescendo (sul tema torneremo). c’er il “fondato rischio” che l’Italia vincesse ancora, rifilando alla Rai la jattura di dover organizzare a proprie spese un programma dal quale (allora) non si ricavava nulla in pubblicità (oggi non è più vietata, è poca ma c’è). Il fatto che le canzoni fossero viste in diretta da 250 milioni di persone, per la Rai era un dettaglio.

Adesso arriva una notizia straodinaria. A partire da stasera, quando è ripartita con la sua trasmissione “Carramba che sorpresa”, Raffaella Carrà ha deciso ad invitare nel programma alcuni dei cantanti dell’Eurofestival. Il primo è stato ovviamente – noblesse oblige – il vincitore dell’edizione 2008, vale a dire il russo Dima Bilan. Nelle prossime settimane dovrebbe toccare poi a Roberto Meloni, tenore sardo leader del gruppo lettone Pirates of the sea, con “Wolves of the sea” (la canzone è terribile, vabbè, lo perdoniamo perchè è italiano e farà promozione per bene) e alla greca Kalomira, terza con “Secret Combination”  e Boaz Mauda  (Israele) con “The fire in your eyes“: Poi chissà.

La mossa della Carrà non sorprende. E’stata infatti proprio lei lo scorso gennaio a “rianimare” le selezioni spagnole dell’Eurofestival ed a condurre il galà finale di “Salvemos Eurovisiòn” alla tv spagnola che ha incoronato il mitico Rodolfo Chikilicuatre e la sua “Baila el Chiki Chiki (a proposito, speriamo che ce lo porti in Italia!).

Qualcosa si muove, dunque, anche in Italia: questa è la seconda “iniziativa autonoma” di promozione dell’Eurofestival: la prima l’ha fatta questa estate RadioDue, mandando in onda lo scorso 3 agosto uno speciale (conduzione terribile, speaker che non sapevano niente e leggevano eurofestival.com, ma abbiamo apprezzato la volontà di provarci, miglioreranno!). Vi faccio un regalo: la trasmissione la potete scaricare qui.

La speranza è che queste iniziative, unite agli appelli dei cantanti e dei musicisti (clamoroso quello di Meneguzzi nel Sanremo di quest’anno, quando ha annunciato che andava a cantare per la Svizzera: Baudo è sbiancato alla parola “Eurofestival” e la domenica dopo la finale ha cercato di deviare dicendo falsamente che “non era più membro dell’Eurovisione”) , possano far tornare in gara la Rai. Trecento milioni di telespettatori in diretta da 44 paesi contemporaneamente, sarebbero una grande vetrina per la musica giovane italiana. E se la Carrà riesce nell’intento, merita un monumento.

Eurofestival 2009, la Russia ha scelto Mosca. Il greco Sakis Rouvas primo artista iscritto

Si muove già la macchina dell’ Eurofestival 2009, che in seguito alla vittoria di Dima Bilan nell’edizione di quest’anno, si terrà in Russia. Il primo dubbio, quello sulla città ospitante è stato chiuso: si farà a Mosca, probabilmente nel Palaghiaccio da 80mila posti. Lo ha annunciato il primo ministro Vladimir Putin. Mosca ha vinto il ballottaggio con San Pietroburgo.

Il record della decisione più veloce spetta alla Grecia, terza l’anno scorso con Kalomira e la sua “Secret Combination“. Vuole riportare la manifestazione al Pireo e così ha deciso – senza selezione – di schierare la stella del pop ellenico Sakis Rouvas, terzo nel 2004 e conduttore nel 2006, quando Atene ospità la rassegna dopo il successo di Helena Paparizou nel 2005. Una selezione sceglierà il brano.

Si nuovono anche gli altri paesi. Svezia e Svizzera hanno pubblicato i bandi di selezione, ma in Scandinavia si svolgerà il tradizionale Melodifestivalen, mentre i rossocrociati decideranno internamente (quest’anno tocca alla tv germanofona, la SF). In Finlandia la finale della selezione si svolgerà il 31 gennaio 2009, in Bulgaria tra ottobre e dicembre 2008 si svolgerà la selezione. La Francia, dopo il buon successo di Sebastien Tellier ma anche le proteste del Parlamento per la scelta di un motivo in inglese, ha deciso: brano solo in lingua francese.

Non si sa ancora nulla dell’Italia, ma qualcuno in rete ha cominciato a far girare la voce di un tentativo di ritorno – niente di confermato però- mentre a fine anno San Marino, che ha appena cambiato la direzione della Tv (è arrivata Carmen Lasorella), dovrebbe confermare la partecipazione nonostante l’ultimo posto dei MiOdio nel 2008.

C’è chi vorrebbe rendere pubblica – e televisiva –  la selezione, l’anno scorso decisa da una giuria interna, ma c’è anche la possibilità che il Titano schieri direttamente l’asso Little Tony, l’anno scorso presidente di giuria, che si è proposto per festeggiare i 50 anni di carriera.

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