“Il senso di Alex”, esce il disco tributo ad Alex Baroni

A 10 anni dalla sua scomparsa in un incidente stradale, colleghi ed amici hanno deciso di ricordare il cantautore Alex Baroni con un cd celebrativo che comprende 15 brani, fra i quali 13 successi dell’artista, ricantati ognuno da un interprete diverso, un inedito (“Arrivederci amore mio”) e un duetto con Renato Zero (“E il cielo mi prese con sè”). Il disco, prodotto da Marco Rinalduzzi, ha trovato il coinvolgimento ed il rispetto di tanti artisti che hanno voluto celebrare il cantautore milanese scomparso a soli 36 anni. Si seguito la tracklist e gli interpreti.

  1. Arrivederci amore mio – INEDITO cantato da Alex Baroni
  2. Ce la farò – Claudio Baglioni
  3. Viaggio – Giorgia
  4. Cambiare – Noemi
  5.  E il cielo mi prese con sé – Renato Zero & Alex Baroni;
  6.  La voce della luna – Mario Biondi
  7. Voci di notte – Carmen Consoli
  8. Onde – Amii Stewart
  9. Scrivi qualcosa per me – Marco Mengoni
  10. Ultimamente – Michele Zarrillo
  11. Pavimento Liquido – Alex Britti
  12.  Solo per te – Luca Jurman
  13.  Sei la mia canzone – Fabrizio Frizzi
  14. Parlo di te e di me – Gegè Telesforo
  15.  Male che fa male – Gli amici di Alex

Omaggio a Valentina Giovagnini: il disco postumo “L’amore non ha fine”

Sentendola ci scende una lacrima. E ci sale un brivido. Perchè “L’amore non ha fine“, track title dell’album di Valentina Giovagnini è bellissima. Coerente col suo stile che mescolava il pop d’autore con i suoni della musica celtica, di cui lei era una cultrice. Valentina Giovagnini non c’è più, spazzata via da un maledetto incidente stradale a soli 28 anni agli inizi dell’anno.

La famiglia della cantante di Pozzo della Chiana – che avrà anche un premio intitolato a lei per gli artisti emergenti – ha deciso di concedere la pubblicazione dell’album postumo, per l’etichetta Edel.  Arrangiamenti originali e moderni, uso delle cornamuse nel pop, suoni mai banali.

Come i testi. E una grande voce. Un prodotto francamente avanti anni luce dalla media generale italiana. Questo avrebbe dovuto essere il suo album di rientro, sette anni dopo “Il passo silenzioso della neve“. Ascoltate questa cover di “Hallelujah” di Leonard Cohen, solo tastiera e voce, una prova registrata in casa col pc. E sembra fatta in studio.

Il video che avevamo messo era  quello originale  già girato del singolo e la famiglia aveva autorizzato a pubblicarlo on line. Ora però l’hanno tolto e quindi in alto c’è solo il brano. Nel disco, inevitabilmente ci sono cose nuove e cose vecchie. Ma le sue sonorità ci sono tutte e ricordano artisti di spessore come Lorena Mc Kennitt e Marina Rei. Tra gli autori ci sono invece Vincenzo Incenzo e Davide Pinelli, oltre a lei. “Non piango più” era del 2003, ma uscì solo in singolo. E fra i 12 pezzi c’è anche “Sonnambula“, bocciato a Sanremo.

Onestamente, era davvero tanto tempo che non sentivamo un album italiano così bello ed è un peccato che esca solo adesso che l’artista non c’è più. Ascoltate “Ogni viaggio che ho aspettato“, in cui lei suona il whistle, un piccolo flauto a fischietto tipico della musica celtica, altro strumento insolito presente oltre a cornamusa e ghironda, antenato medievale del liuto. Qui c’è “Voglio quello che sento“. Ma è solo un esempio della sua immensa bravura, assai poco considerata in vita.