Clamoroso scherzo alla Rai: i Muse si scambiano gli strumenti a “Quelli che il calcio” e nessuno se ne accorge!

Bella l’esibizione dei Muse a Quelli che il Calcio vero?  Del resto sono una della band più innovative della musica inglese.  “Coraggiosi”, li definisce Simona Ventura. Giusto. Talmente coraggiosi che domenica pomeriggio, una volta saputo che avrebbero dovuto cantare in playback e non dal vivo come avrebbero desiderato, hanno deciso di farsi beffe della Rai scambiandosi gli strumenti sul palco.

Facciamo un pò d’ordine? Il cantante è quello che sta alla batteria. Quello che invece fa finta di cantare  e suonare il basso è il batterista. E quello che fa finta di suonare la chitarra è il bassista. Ma la cosa più bella è che Simona Ventura intervista il batterista fingendo di essere il cantante. E l’improvvisato cantante, cosa ancora più bella, risponde alle domande in terza persona, perchè dice “Il batterista (che in realtà sarebbe lui) vive sul lago di Como”.

E quando la Ventura gli chiede chi è fidanzato con una psicologa bresciana, risponde “Il batterista”, indicando quello finto, mentre invece è sempre lui. NESSUNO, dicasi NESSUNO, si è accorto di niente. Meno che mai la Ventura,  tutta preoccupata di far vedere che sapeva tutto di “The resistance” e del singolo “Uprising” (che è quello sopra). Dopo due anni di X Factor, la Ventura fa proprio un figurone.

In ogni caso complimenti a tutti. Ai Muse per lo scherzo, alla Ventura e a tutto il carrozzone televisivo. Dubitiamo fortemente che altrove, in un altro paese, avrebbero potuto fare uno scherzo simile. Bastava andare su youtube…Certo però che se qualcuno ha fatto notare lo scherzo ai dirigenti Rai, non vorremmo essere nei panni dei Muse.

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Oggi esce “All in” il triplo album di Enrico Ruggeri

Una volta c’erano i cosiddetti “Q disc”, quadruple raccolte dove c’era dentro di tutto. Con l’avvento dei cd le raccolte sono diventate doppie. Con Enrico Ruggeri torna un disco triplo. Ma definirla semplicemente raccolta è lievemente riduttivo: “All in” che esce oggi è molto di più.

Tre dischi, tre temi diversi, perchè il Rouge, artista che ci piace sempre più perchè è come il vino (più invecchia e più e buono), vuole stupire. Il primo disco si intitola “World show” ed è una riedizione di “Rock Show“, l’ultimo disco di inediti, completamente riarrangiato e suonato con musicisti trovati su myspace (c’è anche Pico, il figlio rapper e rasta del cantante milanese).

Il secondo disco si intitola “Incontri”,  che contiene anche l’omonima canzone scritta per lo spot dell’Amaro Averna (cliccate sul titolo) che ovviamente è molto più profonda del “gusto pieno della vita” del noto amaro: le altre canzoni sono cover.

Il terzo si chiama “Volata finale” (in alto l’omonimo brano) ed è la colonna sonora inedita scritta da Ruggeri per il film, che si chiama appunto come la canzone, del regista albanese Gjergij Xhuvani.

Il Genio: un “Pop Porno” furbo (troppo?) guida un buon album

Per essere originale è originale. Il testo parla di lei che si lamenta col suo lui che guarda i film porno e quando lei si sveglia nel cuore della notte per i gemiti di lui si ritrova suo malgrado in quel calderone con lui che sbava.

Però è lei stessa a cantare non tanto come farebbe “un attrice porno”, quanto piuttosto come una di quelle ragazze finto-perbene che si vedono nelle pubblicità degli 899 sulle tv private dopo mezzanotte.  Con gemiti, ammicamenti e sussuri. E si veste come loro, sfuttando al massimo la sua indubbia sensualità.

Però “Pop porno“, tormentone d’esordio dei leccesi Il Genio si fa ascoltare e cantare, perchè è pericolosamente ipnotica e nel contempo presta il fianco ai suoi detrattori. Alessandra Contini e Gianluca De Rubertis hanno spopolato su myspace e nelle radio, tanto da diventare anche la colonna sonora di “Quelli che il calcio”.

Il problema è che per capire che i due non sono solo “furbi”, ma anche bravi bisogna andarsi a sentire tutto l’album che si intitola come loro. E ci sarebbe bisogno che passassero più spesso in tv a cantarlo tutto. Noi l’abbiamo ascoltato e il giudizio è postivo. Perchè c’è un insieme notevole di suoni e stili diversi.

Andatevi a sentire, per esempio “L’applique”, canzone con un testo originalissimo che tira in ballo la vecchia Bic. Oppure, nel segno degli chansonnier francesi alla Gainsbourg, “La Pathétique”. E se amate le canzoni d’amore eccovi “Tutto è come sei tu” .”Povera stella” è invece sull’amore perduto.

Ancora, possiamo proporvi dalla rete le tracce “A questo punto” e “L’orrore”  versione riadattata di “Thriller” di Micheal Jackson o ancora “Gli eroi del Kung fu” o “Una giapponese a Roma“, cover di un vecchio brano dei Kahimi Karie degli anni’80 dai quali hanno ripescato (ma la loro versione non ce l’abbiamo, qui l’originale) “I wanna be your lover” dei fratelli La Bionda.