Alessio Arena vince Musicultura 2013

Alessio Arena, napoletano, 29 anni, col brano “Tutto quel che so dei satelliti di Urano” vince l’edizione 2013 di Musicultura, il concorso nazionale della canzone popolare e d’autore che venerdì, sabato e ieri sera ha celebrato le sue serate di finale con gli otto finalisti  (oltre ad Arena, Alice Clarini, Cassandrra Raffaele, Simone Cicconi,   Massaroni Pianoforti, Ducadombra, Alfredo Marasti, Os Argonautas) che si sono esibiti venerdì e sabato.

Ieri sera invece è stata la volta di quattro artisti giunti alla superfinale: il cantautore napoletano, poi  Alice Clarini con “Meno di zero“; Alessio Arena con “Tutto quel che so dei satelliti di Urano“; Ducadombra con Verità e inferno” ; Alfredo Marasti con “Canzone per Mario” dedicata al regista Mario Monicelli. Sul palco dell’Arena Sferisterio di Macerata, con Fabrizio Frizzi anfitrione e in diretta su Radio Uno con Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi, sono state tre serate di grande spettacolo e canzone d’autore, con ospiti importanti, fra cui Antonello Venditti, Neffa, Arisa e Francesco Guccini che ha dato l’addio ufficiale alle scene.

Il cantautore emiliano era presente a Macerata ma non ha cantato le sue canzoni: per lui l’ha fatto Danilo Sacco, ex voce dei Nomadi, insieme alla band che da sempre ha accompagnato Guccini, i Musici (Flaco Biondini, Vince Tempera, Oscar Del Barba, Antonio Marangolo, Pierluigi Mingotti, Gigi Cavalli Cocchi).  Alessio Arena riporta a Napoli il premio dopo la vittoria di Giovanni Block nel 2009 e succede nell’albo d’oro ai valdostani L’Orage.  Premio della Critica per Alice Clarini.

Musicultura 2013: Os Argonautas e Cassandra primi due vincitori

Primi due vincitori a Musicultura 2013. Li ha eletti il pubblico del web, consegnando loro i biglietti per le serate finali, in programma dal 17 al 24 giugno al teatro Sferisterio di Macerata (diretta Radio 1): si tratta degli Os Argonautas con “Lo stivale” e Cassandra Raffaele con “Le mie valigia”.  Eletti dal popolo di Facebook tra i 16 finalisti selezionati  da Musicultura,  dopo un’estenuante battaglia sul popolare social network l’artista siciliana e il gruppo di Bari si sono aggiudicati le simpatie e le preferenze del web.

Il grande pubblico ha espresso il proprio voto ascoltando le canzoni sia su Facebook, sia sintonizzandosi sulle frequenze di Radio 1 Rai, che contemporaneamente ha dato spazio e attenzione ai brani finalisti.  Terzo nella  classifica di facebook l’anconetano Winston Mc Namara con  “La gabbia”,  seguito a poche lunghezze da Alfredo Marasti di Pistoia con “Canzone per Mario” e da Alessio Arena di Napoli con il brano  “Tutto quello che so dei satelliti di Urano”.

 Per la selezione degli altri sei vincitori del Festival procede a ritmo serrato il lavoro del prestigioso Comitato Artistico di Garanzia composto da Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Max Gazzè, Giorgia, Maurizio Maggiani, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Gino Paoli, Pau (Negrita), Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Michele Serra, Daniele Silvestri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti e Lello Voce.

Musicultura 2013: ecco i 16 finalisti

musiculturaLa commissione ha deciso, una volta completati gli ascolti, i 16 finalisti dell’edizione 2013 di Musicultura, il festival della canzone popolare e d’autore che avrà il suo atto conclusivo il 21, 22 e 23 giugno all’Arena Sferisterio di Macerata. Otto saranno i vincitori, che avranno anche l’occasione di giocarsi poi il titolo assoluto nelle tre serate: due saranno decisi dal web e dagli ascoltatori di Radio Uno, media partner dell’evento, che trasmetterà anche le tre serate in diretta con il commento di Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi (come al solito invece la tv manderà tutto in registrata). I brani saranno ascoltabili dal mese di aprile, sia in radio che sul sito ufficiale.

Gli altri sei vincitori saranno decisi dal comitato artistico di garanzia, composto quest’anno da: Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Max Gazzè, Giorgia, Maurizio Maggiani, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Gino Paoli, Pau (Negrita), Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Michele Serra, Daniele Silvestri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti e Lello Voce. Per i 16 finalisti, come al solito c’è anche l’onore di essere inseriti nella compilation di prossima uscita.

Ecco i  vincitori: c’è Cassandra Raffaele, già vista ad X Factor quarta edizione, nella squadra di Elio e c’è Margherita Vicario, figlia del regista Rai Stefano. Oltre a loro, vincono: Flexus, Gianluca Massaroni, Gabriele Dorme Poco, Ilaria Pastore, Winston McNamara, Simone Cicconi, L’Arcano Patavino, Ducadombra, Roberta Giallo, Alessio Arena, Afredo Marasti, Os Argonautas, Alice Clarini, Mutante.

 

Sanremo 2010, retropalco: la prima serata alla radio (e non solo)

L’esperimento era semplice. Azzeriamo il volume della tv e accendiamo la radio, perchè in fondo Sanremo è Sanremo e allora il caro nostro vecchio mezzo radiofonico fa sempre la sua parte. Così è capitato di imbattersi nella trasmissione di Radio UnoCanzoni e campioni“, con aggiornamenti sulle partite di Champions e tutto Sanremo in diretta.

Al microfono Emanuele Dotto (e vabbè), Simonetta Zauli e Gianmaurizio Foderaro. E pensi: “Andiamo sul sicuro”. E invece… La serata scorre via veloce, sin troppo. Sarà il ritmo della partita  di sottofondo, ma ne succedono di tutti i colori. “E adesso tocca a Malika Ayane che canta Squilli di tromba” (erano quelli che chiudevano la votazione precedente, quello c’è scritto sul copione, il titolo è una riga sotto).

Figuraccia cosmica. Come quella sulla regina del brulesque, Dita Von Teese: “Si pronuncia Von Teese (T -E -E- S- E ndr), no? Perchè è tedesca…E’ tedesca?”. Nessuna risposta. No, non è tedesca. Dopo un quarto d’ora: “E’ del Michigan, come facevamo a non saperlo…”. Già. Bastava guardare su Wikipedia.

Tocca a Povia. “Tu vivi a Milano ma sei originario dell’Isola d’Elba, giusto?“. No, sbagliato. E’ esattamente il contrario. Poi arriva  Fabrizio Moro, si disserta di canzoni e chitarre.  Uscita di Dotto (reiterata due volte in 5 minuti): “Ricordo una canzone di Fausto Cigliano, Corde della mia chitarra“. Peccato sia  di Claudio Villa e  Nunzio Gallo, anno 1957.  Fine delle canzoni, proclamazione dei vincitori. “Adesso ne escludono tre e poi ne ripescano subito uno stasera“. No, il regolamento sta in rete da due mesi… “Ma come funziona, è complicatissimo il regolamento dei ripescaggi… Vediamo come lo ripescano stasera, ce lo dice la Clerici“. Ancora? Per inciso, il regolamento è lo stesso dell’anno scorso. E “stasera” non ripescano nessuno. Semmai giovedì.

Avanti che c’è posto. Esce Nino D’Angelo. “Che peccato non poter sentire il suo duetto con Ambrogio Sparagna, che ci avrebbe fatto ascoltare la canzone in sei dialetti diversi“. Invece lo risentiremo. Perchè i temporaneamente esclusi duetteranno giovedì. Anche questo sta nel regolamento. Bastava soltanto leggerselo prima di andare in onda.

L’antipasto era andato in onda poche ore prima, al TG1 delle 13.30. Servizio di presentazione di Sanremo di Leonardo Metalli: “…e ci sarà Susan Boyle, che ha stravinto America’s got talent“. Peccato che fosse Britain’s got Talent. E la Boyle non ha “stravinto”: è arrivata soltanto seconda.

NUOVA GENERAZIONE: I BROKEN HEART COLLEGE SONO I VOSTRI PREFERITI – Il duo Broken Heart College vincono il nostro sondaggio relativo alla canzone più bella fra le 10 della sezione Nuova Generazione. “Mesi” ha raccolto il 25% dei voti, battendo di una incollatura “Il linuaggio della resa” di Tony (24%). Ottimo terzo (lo avevamo detto che faceva presa) Luca Marino con “Non mi dai pace” (12%). Seguono: “Jessica Brando (10%), Jacopo Ratini (8%), Nicholas Bonazzi  e Nina Zilli (5%), La Fame di Camilla (4%), Romeus (3%), Mattia De Luca (2%). Ora sono partiti altri due sondaggi. Votate LA VOSTRA PREFERITA fra gli Artisti e IL VINCITORE della sezione Nuova Generazione

Giovanni Block con “L’aquilone” vince Musicultura 2009

Una vittoria meritata. Anzi no, meritatissima. Il brano “L’aquilone“, di Giovanni Block, napoletano classe 1984 è di quelli che lo ascolti e sale un brivido. Non sai se sorridere per la bellezza del testo e della melodia o piangere per il tema di cui parla: un fratello che cresce quello minore e gli fa da padre, perchè il padre non c’è. E lo protegge dal mondo, dalle sue cattiverie. Musicultura 2009, il Festival della Canzone d’autore e popolare che si è concluso poco fa  a Macerata, ha trovato l’erede di Folco Orselli, che si impose nel 2008.

Grazie al pezzo “Quest’amore”, invece, a Carmine Torchia sono andati il Premio Siae per la migliore musica e il Premio AFI per la migliore interpretazione e il miglior progetto discografico.Alle CordePazze, infine, è stata conferita la Targa della critica – Premio Camera di Commercio di Macerata, per la canzone “Sono morto da 5 minuti”.

Lo confessiamo, raramente ci sbilanciamo così tanto per una canzone, ma questa è bella davvero, la scelta migliore, da parte del comitato tecnico (che trovate qui) per i vent’anni della rassegna. In alto ne potete sentire un estratto, con intervista. La versione completa corredata di testo sta invece qui, sul sito ufficiale della manifestazione, dove trovate anche gli altri finalisti.

Giovanni Block ha battuto gli altri quattro finalisti, in ordine alfabetico: Naif, Jacopo Ratini e Carmine Torchia, aggiudicandosi i 20mila euro del premio Ubi Banca Popolare di Ancona. Ripensando a certi personaggi  che stanno oggi ai vertici delle classifiche  e che hanno avuto il successo solo perchè sono saliti sul carro giusto,  manifestazioni come Musicultura riconciliano con la musica. Giovanni Block è un cantautore, compositore e flautista, diplomato al conservatorio, che si esibisce in varie orchestre e nella giornata di oggi (cioè subito dopo il concorso), come lui stesso ha dichiarato, avrà un esame di specializzazione.

“Esame di armonia – dichiara – andrò in clausura. Vuol dire che ti chiudono da solo in una stanza e devi comporre in tot tempo. La clausura di domani la dedico a voi perchè ci andrò con il sorriso sulle labbra. Avete fatto un miracolo”.  Ha vinto una canzone struggente, nella quale testo e melodia si fondono, e con una particolarità: “E’strutturalmente senza ritornello –ha dichiarato Blockabbiamo dimostrato che senza ritornello possiamo comunque passare l’estate benissimo”.

Forse qui è andato un pò oltre, perchè il ritornello è una parte importante della musica,  quello che te la fa entrare in testa, ma ha dimostrato – questo si – che si può fare dell’ottima musica, che colpisce ed emoziona, anche puntando sulla qualità. Ed è un peccato che il festival sia andato solo in diretta radio (su Radio Uno) e che in tv lo vedremo in differita, questi artisti meriterebbero più visibilità. Perchè oggi purtroppo è l’unica cosa che conta per farsi conoscere.  Potete godere di un estratto degli otto finalisti in questo link.