Mr Le Monde & Leila: la dance pop made in Repubblica Ceca

Ecco un bel mix che ci piace. Crossover di generi musicali, ma anche mix di popoli, origini e colori. Mr.Le Monde e Leila sono due protagonisti attuali della musica dance made in Repubblica Ceca. Eppure sono due cittadini del mondo. Perchè lei, Leila El Hassan è nata sì a Praga ma da padre siriano e lui, Derrick Wilson, è statunitense. Un progetto nato sull’onda della passione per la musica di entrambi.

E la ragazza in questione non è niente affatto una delle tante “belle e basta” di questo genere musicale perchè ha studiato e si è laureata fra Praga e la Siria, ha frequentato la scuola civile di aviazione e poi una scuola di canto. E intanto si è esibita anche come ballerina del ventre in eventi organizzati dal ministero degli esteri siriano in occasione delle giornate arabe. Insomma, un’artista a tutto tondo, insieme ad un musicista, rapper e dj di livello che ha girato il mondo.

“Party girl”, che trovate qui e “Blow me away“, che è invece in alto, sono i primi due singoli di questo progetto musicale che piano piano sta conquistando tutta l’Europa dell’Est e promette molto bene. Una dance pop fatta con gusto, che merita decisamente di essere ascoltata. E dato che è lunedì è anche un bel modo per inaugurare la settimana: con un pò di movimento per riprendere tono…

Celeste Buckingham, il nome nuovo del pop arriva dalla Slovacchia

Segnatevi il nome e stampatevi bene a mente il volto, perchè fra l’altro è di quelli che non si dimenticano facilmente. Lei si chiama Celeste Rizvana Buckingham ed è il nome nuovo della musica europea. Arriva da Bratislava in Slovacchia ed è nata nel 1995 (dunque ha 17 anni) ed è la vincitrice dell’ultima edizione di Cesko Slovensko Superstar, l’edizione di Pop Idol per la ex Cecoslovacchia.

In realtà è una cittadina del mondo perchè lei vive in Slovacchia ma è nata a Zurigo, da madre svizzera, padre statunitense, nonno sempre elvetica e nonne iraniana e russa, parenti in Irlanda. Si è formata culturalmente ma anche musicalmente negli Usa, a Berkeley e poi a Belville, ma le è bastata una partecipazione al popolare talent show per issarsi con merito in cima alle charts nazionali.  “Run Run Run”, che trovate sopra, è un bel pezzo, che ha fatto da traino a “Don’t look back”, l’album d’esordio, un pop con sfumature “scure”, sicuramente molto occidentale, uscito sotto l’etichetta EMI. E francamente, ascoltando tutto il lavoro, viene da dire che ci sono i presupposti perchè la ragazza sfondi in Europa.

Qui trovate “Nobody knows” , mentre qui c’è “Stupid love games“, molto orecchiabile. Decisamente un lavoro d’esordio interessante, interamente in inglese, eccezion fatta per un pezzo che ricorda le tradizioni della nonna, un canto tipico persiano (“Gole Goldun“) e per un duetto in slovacco col compagno di trasmissione Martin Harich, 16 anni appena (Mam t’a malo“). La altre tracce, tutte molto belle: “Bleeding”,“Blue guitar”, “Hello stranger”, “Heart” (duetto con Noah Ellenwood, un altro giovanissimo cantautore nato negli Usa ma di stanza in Repubblica Ceca),  sino alla title track dell’album.

“Strict joy”, gli Swell Season Premio Oscar ci riprovano

Ne avevamo parlato un pò di tempo fa, torniamo a parlarne perchè meritano parecchio. Parliamo del cantautore irlandese Glen Hansard e della cantante caca Market Irglova. Da qualche tempo si sono uniti nel duo Swell Season. Li avevamo citati perchè una loro canzone, per la precisione “Falling slowlyaveva vinto il Premio Oscar come colonna sonora del film “Once“.

Ebbene, sta per uscire “Strict joy“, il loro secondo album. Stesse sonorità dolcissime, stessa grande fusione vocale. In alto trovate “In these arms“, il primo dei due singoli estratti dal lavoro. Il secondo è “Low rising” ed anche questo riecheggia molto le loro sonorità.

Hansard e la Irglova continuano anche ad avere una attività propria al di là del progetto, ma intanto partiranno insieme per un tour che toccherà gli Stati Uniti, l’Europa ed anche l’Italia. All’album, che può essere ascoltato interamente in questo link hanno lavorato anche gli altri componenti dei Frames, la band della quale Hansard fa parte ed alcuni altri esponenti della scena musicale internazionale.

Eurofestival 2010, Azerbaigian a rischio squalifica. Adesioni, siamo a quota 23 e può tornare Lussemburgo. E l’Italia? Dorme

eurovision-2010-osloAncora notizie fresche dal pianeta Eurofestival. L’edizione 2010, in programma ad Oslo, in Norvegia dal 25 al 29 maggio prossimi, cresce ancora. Con le adesioni di Lettonia, Estonia e Spagna, l’elenco delle adesioni sale a quota 25. Prossima anche la conferma di Malta.

SANZIONI SI, SANZIONI NO – La Spagna la includiamo nell’elenco pechè sebbene ancora non abbia dato l’ok ufficiale, si sta muovendo per le selezioni. Dunque la partecipazione è certa. Sulla Spagna pende ancora la spada di Damocle di una “punizione” per la mancanza della trasmissione in diretta delle semifinali l’anno scorso.

Si dice possa uscire per un anno dalle “big four”, le quattro privilegiate che saltano le semifinali insieme al paese ospitante (le altre sono Francia, Germania e Regno Unito). Le ultime notizie danno però la Spagna probabilmente “graziata”, ma sotto osservazione.

Chi invece non dovrebbe farla franca, è l’Azerbaigian, terzo l’anno scorso. Avevamo già parlato di strane situazioni che avrebero ridotto al minimo la possibilità di votare da quel paese per l‘Armenia (come è noto i paesi sono da tempo in lotta per il potere sulle montagne del Nagorno Karabakh). Ora pare – e francamente sarebbe allucinante – che il ministero della sicurezza azero abbia chiesto i nomi di 43 persone che avrebbero votato Armenia e li abbia interrogati.

Questa intromissione nella libertà di voto costerà cara agli azeri. L’11 settembre si deciderà sul da farsi. E’ certissima una sanzione, ma addirittura il paese potrebbe venire squalificato per un anno. Sarebbe un ottimo esempio, diremmo. Facciamo presente che Cipro e Turchia hanno gli stessi problemi diplomatici. Ma non si è mai arrivati a queste situazioni. Due anni fa, in piena crisi Kosovo, l’Albania s’è presentata regolaremente in Serbia e la cantante ha raccolto tantissimi applausi.

IL PRECEDENTE – La EBU non tollera queste intromissioni nella libertà, nè quelle della politica. E dunque la squalifica azera è nell’aria. Il precedente è del 2005, quando il Libano (la cui tv aderisce alla Ebu pur essendo di un paese non europeo), fu squalificato in corsa perchè la tv libanese oscurò il segnale al momento dell’escuzione del brano di Israele. Tre anni di squalifica, scaduti nel 2008.

LUSSEMBURGO TORNA? – RTL, la piccola tv in lingua lussemburghese del Granducato, ha annunciato di voler riportare il paese in gara dopo 16 anni di assenza. Attenzione, parliamo di un pezzo grosso dell‘Eurofestival, perchè Lussemburgo ha vinto 5 volte, anche se sempre ricorrendo a cantanti “forestieri”.  Se ne saprà di più a novembre. Intanto, proseguono legrandi manovre per l’ingresso in pompa magna del Liechtenstein nella Ebu. E per il suo debutto all’Eurofestival.

LE ALTRESvante Stockselius, il supervisore dell’ Eurofestival, sta lavorando al ritorno dell’ Austria, fuori da due anni in protesta contro il sistema di votazione e di Monaco, che si era un pò stufata di arrivare ultima con gli scarti della Francia. San Marino ha una gran voglia di tornare dopo lo stop del 2009 e probabilmente lo farà.

E l’Italia? Tutto tace. Come al solito. Certo è che se TUTTI i paesi suddetti tornassero in gara o debuttassero, a parte la Repubblica Ceca che si è fermata per un anno ed eventuali squalifiche, mancheremmo solo noi. E pare che a meno di sorprese, anche stavolta resteremo fuori.

PARTECIPAZIONI CONFERMATE – Francia, Germania, Gran Bretagna Azerbaigian, Bielorussia, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Georgia, Grecia, Islanda, Israele, Lettonia, Olanda, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina, Norvegia, Armenia, Turchia

Eurofestival 2010: hanno aderito già 18 paesi. Torna la Georgia, verso il debutto del Liechtenstein

Senza nomePrime notizie sull’edizione 2010 dell’Eurofestival, con la macchina organizzativa norvegese che si è messa in moto subito dopo la vittoria di Alexander Rybak sul palco di Mosca (qui la sua canzone). Sarà la Telenor Arena, di Baerum, sobborgo di Oslo, ad ospitare la rassegna, programmata per il 25, 27 e 29 maggio 2010.

Sono già 18 le nazioni che hanno confermato la loro adesione: oltre alla Norvegia, paese organizzatore campione in carica, hanno già fatto sapere che ci saranno tre delle quattro big four, vale a dire le nazioni ammesse di diritto alla finale: Germania, Gran Bretagna e Francia. La Spagna, quarta del lotto, deve ancora decidere, scottata dal penultimo posto di Soraya quest’anno.

Molto probabilmente sarà regolarmente al via, ma gli iberici potrebbero essere sanzionati per la mancata diretta delle due semifinali quest’anno. Si parla di una loro esclusione per quest’anno, dalle big four. Si parla di un possibile ritiro della Macedonia, per i due mancati ripescaggi a seguito di altrattanti decimi posti, mentre è confermato il ritorno della Georgia, l’anno scorso ritiratasi dopo la mancata accettazione del suo brano in gara. Sicura l’uscita invece della Repubblica Ceca, scottata da due partecipazioni con scarsi risultati.

LIECHTEINSTEIN, INGRESSO NELLA EBU A  BREVE? – La tv pubblica del Liechtenstein, 1FLTV, ha annunciato che ha avviato e pratiche per entrare nella Ebu, il consorzio delle tv di stato europee. Il sito dell’Eurofestival dice che le trattative sono avviatissime po e che dunque il Principato potrebbe presto diventarne membro, forse già il 15 di questo mese.

Nel caso ci riesca, è praticamente certo il debutto all’Eurofestival, dopo due tentativi falliti nel 1969 e 1976. Più difficile il debutto del Kosovo, perchè lo stato non è da tutti riconosciuto. Soprattutto, ci sarebbero problemi con la Serbia, della quale è ancora ufficialmente parte.

RIENTRI POSSIBILI – L’organizzazione ha annunciato poi che sta lavorando per il rientro in gara dell’Austria (autoesclusasi due anni fa in protesta contro il sistema di votazione, ma che trasmette la finale), del Principato di Monaco (anche lui autosclusosi per gli scarsi risultati) e soprattutto, dell‘Italia, che come è noto, manca per scelta della Rai dal 1998. Ora la dirigenza di Viale Mazzini è cambiata: riusciranno quelli della Ebu (che organizza la rassegna),  nella loro opera di convizione? Vedremo.

Ecco la lista dei 18 paesi che hanno confermato la partecipazione: Azerbaigian, Bielorussia, Belgio (onore ai belgi, ultimi l’anno scorso con 1 punto in semifinale e subito di nuovo in gara), Bulgaria, Finlandia, Georgia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Islanda, Israele, Olanda, Norvegia, Portogallo, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Ucraina.

PUNIZIONE PER GLI AZERI? – Secondo alcune fonti, rischia grosso anche l’Azerbaigian, terzo l’anno scorso. L’eterna sfida con gli armeni per il dominio sulla regione del Nagorno Karabakh (geograficamente azera) a lungo teatro di una guerra civile, si sta riflettendo anche sulla musica.

Nel 2007 un azero di quella regione gareggiò sotto bandiera armena (l’ Azerbaigian però era assente); 2009 invece le cantanti armene introdussero la loro performance con un video sulle montagne del Nagorno Karabakh indicandole come “nostre montagne”.

Pare che nell’edizione 2008 dall’Azerbaigian non fosse possibile votare per gli armeni – il numero per votarli non sarebbe stato attivo – Ciò è fuori regolamento e dunque l‘Eurovisione starebbe pensando di penalizzare gli azeri nella edizione prossima ventura. Vedremo come andrà a finire.

ULTIM’ORA, LA FRANCIA CHIAMA JOHNNY LOGAN – Dopo l’ottimo successo di Patricia Kaas, la Francia punta a migliorarsi e per questo avrebbe contattato Johnny Logan per chiedergli di scrivere la canzone per il 2010. L’irlandese di origine australiana, stella del pop rock anni’80 e ’90, tre volte vincitore dell‘Eurofestival (due come cantautore, 1980 e 1987 e una come autore del brano di Linda Martin nel 1992) avrebbe già accettato.

Una canzone per l’estate: ecco “The show” di Lenka, l’australiana di Praga

Quando la senti, questa canzone, non puoi fare a meno di fischiettarla e battere i piedi a tempo. Assolutamente trascinante, come solo certi tormentoni sanno essere.  Con un video sbarazzino e fresco, come è fresca l’immagine di questa cantante, all’esordio dopo una lunga carriera di attrice, all’età di 31 anni. E’questa la canzone per l’estate che vi proponiamo stavolta.

Lei si chiama Lenka Kripac, in arte solo Lenka, ed è nata e cresciuta in Australia da mamma locale e padre emigrato dalla allora Cecoslovacchia. L’album “The show“, del quale il motivo il lancio è omonimo,  sta andando alla grande in patria (però, come è prolifica l’Australia con gli oriundi: dopo Nathalie Imbruglia e Gabriella Cilmi ora Lenka) e adesso sta marciando spedito alla conquista dell’Europa. E indovinate un pò da quale zona è partito? Ovviamente da quelle di origine della famiglia, oltrechè da Polonia, Romania e paesi dell’est.

Ma il motivo è veramente freschissimo e siamo certi, arriverà presto anche sulle nostre radio occidentali. E poi lei ha una faccia che aiuta molto, oltre ad una vocalità, un aspetto ed uno stile che l’avvicina molto a Yael Naim, della quale si ricorda l’altro tormentone “New Soul“. Tutto molto bello, tutto molto gradevole. Complimenti.

Ewa Farna, dalla Repubblica Ceca un fenomeno rock di soli 15 anni

Questo blog ha una linea precisa e cioè quella di non parlare – o parlare il meno possibile – delle proposte musicali che vedono protagonistai bambini o ragazzini, soprattutto se chiaramente impostate in maniera molto furba. A volte però bisogna fare delle eccezioni.

Perchè Ewa Farna è un fenomeno assoluto. Non ha niente a che fare con le canzocine commerciali, ma è una stella assoluta del pop rock nell’este europeo. Farà 16 anni ad Agosto ma è già al quarto album da solista ed ha già vinto due dischi di platino.

Ascoltatela anche in “Jaky to je”, dall’album precedente. Per farvi un’idea di come canti in inglese, eccovi un live sulla cover di “Sleeping in my car” dei Roxette. Qui invece la sentite cantare “Breakaway”. Vista l’età, francamente impressionante.

Nata a Trinec, in Repubblica Ceca, nel 1993, padroneggia tre lingue: il ceco, il polacco (l’altra sua lingua madre perchè Trinec è nella zona polaccofona della Cekia) e l’inglese.  “Cicho”, cdell’album omonimo, he trovate sopra ha un ritmo straordinario e lei dimostra grinta e padronanza di palco incredibile per una 15enne.

 

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Aven Romale” dei Gipsy.cz

L’ultimo brano dei 42 in gara all’Eurofestival per ordine di uscita è quello della Repubblica Ceca. C’era moltissima curiosità attorno ai Gipsy. cz, gruppo hip hop che solitamente si esibisce in lingua rom ed il cui leader Radoslav Barga è esattamente quello che definiremmo un “ex ragazzo di strada”.

Dalla musica si strada al successo nei concerti di settore in tutta Europa, il passo è stato breve ed ora arrivano sul palco europeo, con il duro compito di riscattare le prime due pessime partecipazioni ceche alla rassegna. Per farlo si sono affidate ad un brano in inglese – senz’altro più comprensibile visto l’hip hop – nel loro stile. Piacera? Vedremo.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Pasyklides Zmogus” di Sasha Son (Lituania) e “nor Par” di Inga & Anush (Armenia). Per la Repubblica Ceca Hip Hop in lingua Rom!

Sempre attiva la macchina dell’Eurofestival, con altri due paesi che completano le selezioni. Sarà Dima Sharkov, in arte Sasha Son, a rappresentare la Lituania.

Giovanissimo, è già una istituzione nel suo paese perchè canta da quando aveva 13 anni. Il brano sarà Pasyliklides Zmogus (lo trovate sopra). Adesso bisognerà vedere se la canzone resterà in lingua lituana o se il brano verrà tradotto in inglese. Buona atmosfera ma il brano non fa presa. Non sembra in grado di lottare per la vittoria, ma vista la crisi che attraversano le tv baltiche, nessuno si strapperà i capelli.

REPUBBLICA CECA, TOCCA AI GISPY.CZ – Scelta clamorosa per la terza partecipazione per la Repubblica Ceca, che dopo i fiaschi delle prime due partecipazioni ha optato per i Gipsy.Cz. Si tratta di un gruppo che fa musica hip hop piuttosto conosciuto in Europa. La curiosità è che cantano in lingua Rom, mescolata ad inglese e ceco.

L’Armenia manderà un duo formato dalle sorelle Inga & Anush Arshakyanner, con in brano (è sopra)  “Nor Par”. L’obiettivo è migliorare il quarto posto di Sirusho dell’anno scorso ma a sentire la canzone, sin troppo etnica con qualche concessione al pop alternativo, sarà molto difficile bissare l’impresa della bella cantante.

DUETTO AZERO – Sempre a proposito di paesi caucasici, arriva una piacevole notizia dall’Azerbaigian: infatti insieme alla cantante Aysel, selezionata per l‘Eurofestival, canterà Arash, il cantautore persiano di origini azere ormai trapiantato in Svezia autore della sua canzone (ancora non è stato reso noto il titolo) e che ha spopolato in mezza Europa quest’estate con la sua “Suddenly“, brano di cui avevamo parlato.

SPAGNA, I PRIMI TRE FINALISTI – Ieri sera nella trasmissione apposita, la tv spagnola ha selezionato i primi tre finalisti per il Galà che assegnerà il posto di successo di Rodolfo Chikilicuatre. Prima selezione, come è noto, su myspace, in trenta stanno partecipando alle semifinali, dove sono giudicati da un mix di guiria e televoto. Sabato la seconda semifinale, il 7 marzo la finalissima. 

Ammessi alla finale (cliccate sui titoli) Melody y Los Vivancos (“Amante de la luna“), La La Love you (“Dame un beso“), Noelia Cano “(Cruza los dedos”). I quarti, Gran Baobab potranno accedere ad un ripescaggio.

 

 

Suoni d’Europa: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia

Nuovo spazio dedicato al viaggio al centro della musica dei vari paesi euopei. La zona dell’est tocca questa volta la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Qui sotto, la copertina, per il resto cliccate sui titoli…

Sembra Mariah Carey, nello stile e nell’aspetto. Ma si chiama Tamara Diane Wimer, in arte Isis Gee. Americana di nascita e di passaporto, risiede da tempo in Polonia per matrimonio e qui è fiorita la sua carriera musicale. “For life” (che ascoltate in alto) era la proposta polacca all‘Eurofestival 2008, franata miseramente all’utimo posto dopo aver conquistato l’accesso in finale.

Polonia a fasi alterne sul palco dell’Eurofestival. Benissimo con la già citata “Follow my heart” degli Ich Troje del 2006,malissimo (ultima, stavolta in semifinale) con i Jet Set, proposta russo-britannica (“TIme to party”, 2007). Un pò meglio Ivan & Delfin nel 2005 con “Czarna dzwyecsina“.

Il resto della musica polacca viaggia su due filoni. Primo filone: bellone senza talento. E’il caso di Doda (1ui trovate l’ultima usicta “Nje daj sle“) o di Virgin (oddio, dal video proprio non sembrerebbe), con l’energetica “Dzaga”.

Secondo filone: tutti gli altri. Fa piacere ascoltare bei talenti come Gosja Andrzejewicz (qui c’è l’ultimo “Magia swat“) oppure come Mandaryna (la dolcissima “Stay together” del 2007 faceva parte di un progetti benefico, invece “Heaven” è appena uscita). Chi ama il rock in stile americano può buttarsi sui non originalissimi ma energetici The car is on fire (qui c’è “Miniskirt”).

Repubblica Ceca in ascesa. C’è una cantante bravissima, lanciata dal locale Pop Idol che è partita a razzo nelle classifiche: si chiama Aneta Langerova. La sua “Desetina” è molto gradevole. Sul filone pop si staglia anche Marek Zstraceny con “Zstracis ze”.

Chi invece preferisce un sound più alla Carla Bruni, può scegliere Iva Fruhlingova, ex modella che canta in francese. Qui trovate “Ou tu veux quand tu veux”. Molto curioso anche il sound della band Miou Miou, anche loro in lingua francese: qui troviamo “A l’étè de Saint Martin 68“. Merita invece un plauso Lucie Bila, una delle voci più belle della Repubblica Ceca: qui vi faccio ascoltare “Miluj te” e “Es Semes“.

Capitolo Eurofestival. La Czechia è entrata solo nel 2007. I Kabat, rock band di capelloni che hanno aperto la strada sono arrivati ultimi con un solo punto. Però “Mala Dama” non è poi così male. Quest’anno c’era invece l’improponibile performance di Tereza Kerndlova e delle sue veline con “Have some fun” (eliminata in semifinale).

Quanto alla Slovacchia, tornerà all’Eurofestival nel 2009 dopo 11 anni, ma la sua produzione musicale è ottima. Tanti giri di chitarra e pop di gran fattura. Ascoltate “Spoved” di Petra Kepenova, merita. “Birds of Paradise” di Martina Schindlerova è struggente, perchè dedicata a soldati slovacchi morti in un incidente In realtà è una cover di un brano del trio svizzero Peter, Sue e Marc). Della stessa srtista ecco anche “Najkrajsia ska“.

Il pubblico femminile apprezzerà invece Tomas Bezdeda (qui c’è “Unos”), mentre per gli amanti del rock ecco l’energia dei Good Fancy con la loro “Len za tebou”. Chiusura forse con la migliore del lotto slovacco, vale a dire Zuzana Smatanova. Qui c’è “Tam kde sa neumiera” ma sotto, in chiusura vi proponfgo la fischiettabile “Necracaj predo mnou”. Chiosa finale. Ma ste ragazze dell’est sono tutte così belle??