Assegnati i Venice Music Awards 2009: ecco premi e premiati

AI LETTORI: LA RUBRICA DELLE CLASSIFICHE E’ RINVIATA A DOMANI

La passerella dei Venice Music Awards si è consumata secondo i piani, condotta ieri sera con il suo solito stile molto giovanile da Amadeus, con la partecipazione di Laura Barrientes, che rivedremo insieme nel Mezzogiorno di Guardì a settembre su Rai Due. Con loro c’era Fiammetta Cicogna, la ragazza dello spot Tim (uno degli sponsor della rassegna), accompagnata da tutta la T-Band (e per non sbagliare “Con te partirò” era la canzone che accompagnava i ritorni in studio dopo il “nero” della pubblicità. A Venezia, al PalaGalileo, passerella per molti, soprattutto per far conoscere i nuovi pezzi. In fondo è giusto così.

I premi, si diceva. L’organizzazione curata dal discografico Elio Cipri aveva già reso noti gli artisti che sarebbero stati sul palco per ricevere i riconoscimenti (ne avevamo parlato in questo post), ieri sera sono stati svelati gli “abbinamenti” – per così dire e francamente qualcuno ci ha lasciati interdetti. Per esempio quello a Marco Carta come artista maschile dell’anno. Se il criterio sono solo le vendite va anche bene, ma se è un’altro allora siamo perplessi. E anche seguendo questa scia – quella delle vendite – allora perchè nell’elenco dei premiati non c’era – per esempio – Giusy Ferreri (tre mesi e mezzo in classifica al primo posto?).

Di seguito, l’elenco di premi e premiati. C’è piaciuto il riconoscimento ad Alice, sicuramente originale invece  il riconoscimento internazionale ad una artista, la norvegese Lean non proprio notissima al grande pubblico, ma che ha cantato un pezzo di grande atmosfera (ne parliamo nel link in alto). Sopra, potete ascoltare l’esibizione di Rettore che ha proposto “Stralunata“, dal suo ultimo lavoro.

  • MIGLIOR CANTAUTORE: Marco Masini
  • RIVELAZIONE SANREMESE: Arisa
  • PREMIO SIAE: Al Bano
  • ARTISTA MASCHILE DELL’ANNO: Marco Carta
  • ARTISTA FEMMINILE DELL’ANNO (Premio RTL 102.5): Dolcenera
  • PREMIO CASINO’ DI VENEZIA: Toto Cutugno, perchè esporta la musica in lingua italiana nel mondo
  • PREMIO REGIONE VENETO: Rettore (nata a Verona)
  • PREMIO ALLA CARRIERA: Lelio Luttazzi
  • ORIGINALITA’ DEL PROGETTO DISCOGRAFICO: Audio 2 per “Mogol Audio 2”
  • PREMIO IMPEGNO SOCIALE: Michele Zarrillo
  • PREMIO INTERNAZIONALE: Lean
  • PREMIO PROVINCIA DI VENEZIA: Alice

X factor 2 , quinta puntata: escono le Sister of Soul. I nostri giudizi

482f6df31efec_normal1Quinta puntata di X Factor, escono (finalmente!) le Sisters of Soul, con quattro puntate di ritardo ed è curioso che dopo aver vinto ballottaggi con artisti nettamente migliori abbiano perso quello con i Farias, che cantano sicuramente meglio ma non è che siano così eccezionali. Hanno pagato la loro fragilità e se n’è avvantaggiato Giops, che finora il talento (ammesso ce l’abbia) l’ha tenuto ben nascosto.

Depurata di chi non ha proprio talento né personalità, adesso la trasmissione dovrebbe prendere -o almeno si spera – il binario giusto. Anche se le nostre due preferite sono già uscite. Entra Yuri Malgiolo, artista molto particolare (il nostro giudizio sta sotto). Lo meritava? Forse. O forse ha ragione Simona Ventura, doveva entrare prima. Perché eliminare gli altri due “aspiranti” era un delitto, stavolta.

ASPIRANTI CONCORRENTI

CLAUDIA MACORI- “Pensiero stupendo” di Patty Pravo
Interprete originalissima per una canzone classica. Poteva cantarla alla Patty Pravo e invece l’ha fatta a modo suo. Eterea, sicuramente non convenzionale. Probabilmente era la peggiore dei tre ma se la confrontiamo con qualcuna che sta dentro….

YURI MALGIOLO – “Drops of Jupiter” dei Train
Canta benissimo una canzone bellissima, però Morgan fa un’affermazione giusta: “Abbiamo già sentito cantare così”. Ecco, non è originale. Questo si. Adesso che è entrato dovrà lavorare su tale aspetto. Però è bravo, ha un bell’appeal e tutte le carte in regola per ben figurare all’interno della trasmissione.

MISS SUNSHINE – “I kissed a girl” di Katy Perry
Erano le migliori fra I tre aspiranti. Prendano esempio le S.O.S: loro hanno armonia vocale, sicurezza sul palco, belle voci, non sbagliano una virgola. Sono belle ma non ammiccano ogni cinque secondi allo schermo, sono sexy senza per forza doverlo usare come arma. Pagano il fatto di essere uguali alle Sisters of Soul nell’aspetto: “Non avevo subodorato la esclusione delle S.O.S, è un caso che ci siano loro qua adesso”, ha commentato Mara Maionchi. Si, come no. Ci crediamo…

OVER 25

ENRICO NORDIO – “Grace Kelly” di Mika
Ormai la sfida di Morgan è chiara: dare ai cantanti brani che non conoscono o che non apprezzano per vedere come se la cavano. Il brano in questione è difficilissimo perché Mika arriva sulla luna con la sua voce. Nordio ha dimostrato che nel suo piccolo, un po’ ci arriva anche lui. Poi fategli cantare altro, perché le sue potenzialità sono diverse, ma si è impegnato, ha studiato bene la prova ed ha dimostrato di saper fare anche canzoni del genere. Oltretutto dà l’impressione di arrivarci senza sforzo. Dà l’impressione, nel senso che forse ci arriva bene e forse no. Ma anche qui sta la bravura di un artista. Di non far accorgere il pubblico se va in difficoltà.

GIOPS – “Voglio vederti danzare” di Franco Battiato
Ribadiamo il concetto della scorsa settimana: non c’è niente di male a somigliare musicalmente ad Alberto Camerini. Purchè di Camerini si prendano anche gli aspetti positivi, non solo quelli da saltimbanco. Camerini è stato il primo grande innovatore del pop italiano. Giops deve ancora lavorarci su parecchio. Esibizione terribile, fuori tempo (ha sbagliato dall’inizio e non s’è più ripreso), sguaiata, piena di stonature (non dissonanze, quelle sarebbero state gradite, proprio stonature e pure belle grosse), tutto un bel contorno di coreografia, ma brano cantato malissimo. Inascoltabile davvero, la scorsa settimana c’aveva quasi convinto, s’è giocato il bonus. E’nettamente il peggiore, canta peggio delle Sisters of Soul ed è tutto dire. Giusto metterlo alla prova con canzoni diverse dal suo genere: così abbiamo capito che non c’è storia. “Piero cantava solo la musica reggae”, cantava Venditti. Anche Giops. Ma solo quello (e poi vorremmo sentirlo anche lì, non ne siamo così sicuri) Scandaloso che non sia andato nemmeno al ballottaggio: se bisogna votare solo per compassione o perché fa spettacolo allora quello è un altro programma. Per ora Giops è un non cantante.

NOEMI- “Amandoti” dei Cccp
Confronto duro perché nella versione originale c’era la voce di Ginevra Di Marco (mica brustolini) e in quella completamente azzerata e rifatta in modo minimalistico quella di Gianna Nannini. E’finita tutto sommato in pareggio, perché Noemi ha una voce molto potente, il brano non era semplice perché l’arrangiamento con spolverata d’archi serviva a mettere in evidenza l’artista e se la voce non ce l’hai affoghi. Magari la Nannini ci strillava un po’ di più sopra, ma mica bisogna sempre imitare qualcun altro. Bella esecuzione, forse ci stiamo avvicinando al suo stile canoro.

MATTEO BECUCCI – “Stars” dei Simply Red
La settimana scorsa Morgan lo aveva shakerato in diretta, quindi doveva farsi perdonare. Voleva addirittura fargli scegliere il brano, finisce che gli fa cantare un pezzo del suo gruppo preferito, una sorta di regalo a compensazione del casino della volta passata. Risultato? Interpretazione ottima, si vede che il brano gli piaceva. Canta proprio bene e quello è precisamente il suo genere, come dire: “ti piace vincere facile”. Si è giocato bene il bonus, un’occasione del genere non gli capiterà mai più dentro X factor.

GRUPPI VOCALI

THE BASTARD SONS OF DIONISO – “Wild world” di Cat Stevens
Era un pò la loro sfida perchè finora avevano mescolato musica a casino coreografico, superando con la grinta alcune situazioni e mostrando un lato sbarazzino che ha evidenziato la loro genuinità. Ora hanno dimostrato di saper anche cantare. Magari non hanno voci strabilianti (infatti hanno anche stonicchiato in un paio di passi), però nel complesso hanno affrontato l’ostacolo bene. L’idea che abbiamo di loro è quella dei Take That. Quelli attuali, senza Robbie Williams. Talento misto a spettacolo, potenziale melodico misto a movimento. Romantici eventuali, con preferenza per il rock. In questo momento sono quelli che hanno maggiori margini di crescita.

SISTERS OF SOUL – “Splendido splendente” di Rettore e “All around the world” di Lisa Stansfield.
Con l’uscita di testa della bionda è chiaro che le tre non hanno alcun futuro, non sono mai state un gruppo ma tre soliste, anche piuttosto modeste. La cosa era stata evidente sin dalle prime esecuzioni, dove oltre a cantare malissimo, giocavano a rincorrersi. Eppure sono riuscite a mandarle avanti a dispetto di chi canta bene, con una sorta di masochismo durato cinque puntate. Per inciso, l’esecuzione del brano di Rettore non è stata nemmeno male, rispetto alle altre quattro era forse la migliore e forse stavolta, se fosse stato per l’aspetto tecnico, stavolta non avrebbero nemmeno meritato il ballottaggio. Il brano è scivolato via lieve, l’hanno cantato bene, senza sbavature, senza ammiccamenti allo schermo. Ma questa scenata terribile delle tre che si chiedono chi sia la leader fra loro dimostra la loro assoluta mancanza di personalità. Che unita alla mancanza di talento dovrebbe far pensare. Avevano una chance, la potevano sfruttare e invece si sono fatte male da sole. Bimbette capricciose, proprio nelle stile delle girl band cui si ispirano. Benino nel pezzo della Stansfield, vicino al loro stile. Nell’esecuzione acappella hanno cantato “Quello che voglio” di Alex Baroni, che probabilmente s’è rivoltato nella tomba.

FARIAS – “La camisa negra” di Juanes e “Que grande es esto amor” versione spagnola di “How deep is your love” dei Bee Gees.
Come gettare alle ortiche un jolly. Viene loro assegnata una canzone in spagnolo, quindi la loro lingua, una motivetto che parla di cose tristi cantata in modo allegro da Juanes. Sono riusciti a renderla piatta come non c’era riuscito mai nessuno. Non hanno cantato male, hanno belle voci e sanno modularle benissimo, ma davvero continuano a non emozionare, a trasmettere zero. L’idea è che loro si sentano a disagio senza strumenti, siamo certi che se l’avessero cantata senza base e suonandola magari solo con la chitarra sarebbero andati molto meglio, sarebbero riusciti a far passare quell’emozione che invece c’è rimasta dentro . Meglio nella canzone del ballottaggio, che avevano già eseguito molto bene in passato, ottimi a cappella, perché loro sanno cantare. Giudizio complessivo: questi ragazzi hanno belle voci ed un buon talento, ma sono inadatti ad un programma del genere. Però sono tra i pochi che in questo programma hanno saputo mettersi in gioco cantando di tutto. Avranno un’altra chance, perché in fondo sono bravi.
16-24 ANNI
AMBRAMARIE FACCHETTI – “Run baby, run” di Sheryl Crow

Una ballata rock dal sapore velatamente malinconico che lei canta molto bene, come ha fatto quasi sempre. Molto intensa. Avevamo detto che è quella che per voce, grinta e presenza scenica è quella più pronta fra quelli rimasti in gara. L’unico neo: canta sempre allo stesso modo e quando le danno cose meno rock va un po’ in tilt (lo ha fatto anche ieri, a tratti sul ritornello). Se questo è un programma che deve tirare fuori i cantanti pop lei non merita di vincere perché è poco malleabile su altri suoni. Non è un caso che non le abbiano mai dato sinora una “canzonetta”. Però ha un futuro discografico assicurato nel panorama rock, questo è certo.

DANIELE MAGRO “All the way” di Craig David
Difficile dire ancora altro. Probabilmente a livello generale è il migliore e la sensazione che abbiamo è che gli vestano i brani addosso come non fanno con gli altri. L’arrangiamento era assolutamente perfetto (notevole l’inserimento della colonna sonora di “Momenti di gloria” di Vangelis), lui ci ha pennellato attorno la canzone con il solito stile e la solita voce potente. E’una macchina quasi perfetta, se non s’inceppa è difficile che esca prima della finale.

Sanremo 2009: prime anticipazioni su serate e cantanti

sanremoMesso faticosamente a punto il discorso convenzione, con la firma fra Rai e Comune di Sanremo, parte ufficialmente la macchina del Festival di Sanremo, affidata alle cure di Paolo Bonolis. Cominciano a circolare i primi nomi in gara e si va delineando il meccanismo della gara.

LE SERATE – Gli appuntamenti saranno in tutto cinque, dal 17 al 21 febbraio. Cinque perchè così vuole la Rai, ma Bonolis si è prefisso – impresa ardua cominciando alle 21.20 inoltrate – di finire entro mezzanotte. Partenza anticipata rispetto al solito per non imbattersi nelle partite internazionali della quale la Rai detiene i diritti. Quasi certamente confermata la serata dei duetti, del resto inventata proprio da Bonolis nel 2005, sicura quella dei Superospiti del venerdì. Superospiti che però saranno italiani, perchè bisogna risparmiare. Abolito il Dopofestival.

LA GARA – La serata del venerdì avrebbe una novità. OItre alla gara dei giovani potrebbe esserci una sezione dedicata ai cosiddetti “Nip”, cioè giovani emergenti a metà fra le nuove proposte ed i “big”, che sarebbero patrocinati dai superospiti italiani. Sarebbe il pubblico a stabilire il più amato, in una sorta di premio parallelo. Qualcosa di simile avvenne nel 1989, con la sezione Esordienti incastrata fra Giovani e Big: allora però erano in gara davvero e vinse Paola Turci con “Bambini”.

I big non saranno selezionati da una commissione artistica, perchè non c’è tempo. Li inviterà direttamente Bonolis. Circolano alcuni nomi dati per quasi certi: Francesco Renga (vincitore nel 2005, l’anno di Bonolis…), i Nomadi (secondi nel 2006), Marco Carta (il vincitore di Amici), Caparezza (che a Sanremo c’era stato con il nome di Mikimix, fra le nuove proposte, nel 1997). Pare che invece non ci sarò Giusy Ferreri, visto che il suo album è uscito giusto ieri.

Qualche fonte parla anche di Rettore, Anna Oxa e Loredana Bertè, ma in questo caso siamo solo nel campo delle voci. Ci sarà la gara ad eliminazione e dunque si dovrà stabilire il criterio delle stesse. Torneranno le categorie? Forse. O forse no.

I GIOVANI – Saranno dodici, scelti interamente dall’accademia di Sanremo Lab. La grandissima novità è che sul modello dell’Eurofestival, i brani dei giovani si conosceranno con largo anticipo e saranno diffusi in rete, in tv ed in radio, dove ci sarà la prima parte del contest. La seconda dovrebbe avvenire sul palco di Sanremo.

Dovrebbe. Perchè una cosa sola è certa. Che si esibiranno anche all’Ariston. Ma qualcuno parla che a Sanremo si assegnerebbe solo un Premio della Critica, mentre il vincitore sarebbe assegnato direttamente tramite il contest multimediale. Sarebbe una novità assoluta, che forse premierebbe i più “giovanili” e non “quelli belli” o “quelli che hanno cantato per prima” come accaduto ai Sonohra l’anno scorso.

A proposito di SanremoLab, sono stati diramati i nomi dei 50 finalisti che a dicembre si contenderanno i 12 posti (qui la lista). C’è un nome noto, quello di Giulia Ottonello, già bocciata tre anni fa. Per chi non se la ricordasse, è la vincitrice della seconda edizione di Amici. E c’è anche una giovane già finalista l’anno scorso, vale a dire la rocker di Orvieto Verdì.

A volte ritornano: dopo l’estate riecco Rettore e Sabrina Salerno

Icone musicali che ritornano. Alcune ci danno una sensazione di piacere, di altre avremmo volentieri fatto a meno. Il primo riferimento è a Donatella Rettore, meglio nota semplicemente col cognome. Il 19 settembre arriva nei negozi di dischi “Stralunata“, un cofanetto che rilancia sulla scena la cantante veronese-

Il confanetto è composto oltre che da un doppio cd, anche da un dvd: il montaggio video (della durata di due ore) raccoglierà le esibizioni televisive della Rettore, da Discoring a Sanremo, da Tilt a Domenica In.
E poi naturalmente i suoi successi. Oltre ai 36 brani del passato, tra cui “Lamette“, “Kobra” e “Splendido splendente” e l’inedito “Primadonna”.  A seguire, un medley della Rettore anni’80. Lei è tiratissima. Ma non ne fa un mistero. E quanto è brava….

Di chi invece avremmo fatto a meno è di Sabrina Salerno. La maggiorata anni ’90, dopo 13 anni di silenzio, tornerà nei negozi in autunno con “Erase and rewind” che conterrà 13 fra i suoi maggiori successi dance, fra i quali ricordiamo “Boys“, “Gringo” e “Siamo Donne“, che portò a Sanremo nel 1991 con Jo Squillo e 13 inediti pop rock.

Il disco, che prende il nome dalla cover da lei realizzata della canzone che nel 1998 lanciò gli svedesi Cardigans, sarà acquistabile solo sul suo myspace, dove si può ascoltare anche la sua versione della mitica “Born to be alive”, hit mondiale del 1978 del franco-libanese Patrick Hernandez.Sotto, “Erase/Rewind” versione Sabrina Salerno. La bellezza di lei è intatta. L’assenza totale di arte, pure.