“Gato negro, dragon rojo”, gli spagnoli Amaral fanno di nuovo centro

Quattro album, due milioni di copie vendute. L’ultimo lavoro, “Gato negro, dragon rojo” è entrato in classifica direttamente al primo posto ed ha vinto il disco di platino dopo soli 7 giorni dalla sua uscita in Spagna. Un totale di 25 – leggasi 25 – singoli estratti dagli album.

Gli Amaral, duo di Saragozza, sono probabilmente la più bella realtà pop rock del Mediterraneo. Soprattutto nell’ultimo periodo hanno avuto un’esplosione discografica eppure non li si puà definire emergenti, visto che sono sulla breccia dal 1997.

Certo chi si aspetta il tipico sound latino resta deluso. Il loro è un pop rock molto più internazionale. Ma senza cedere agli americanismi e con testi bellissimi. E che siano bravi lo testimoniano nel corso degli anni le collaborazioni con Simple MindsAnnie Lennox, Queen, Paul Rodgers, Sugarbabes, Razorlight e Zucchero. Di recente hanno partecipato anche al concerto per i 90 anni di Nelson Mandela.

Per inciso, Amaral è il cognome, di Eva, la cantante dalla meavigliosa voce. “Gato negro, dragon rojo” è un doppio album (due dischi, uno per “animale”…) con 19 canzoni, una più bella dell’altra. E il primo singolo, “Kamikaze” è andato subito alla grande, trascinando tutto il lavoro. Ma meritano un ascolto anche “Es solo una cancion“, Doce palabras e Biarritz. Il disco da noi si può acquistare online. In basso, la hit Kamikaze. SE conoscete lo spagnolo, invece, i testi stanno qui.

Le classifiche di vendita (3/8/2007): è sempre Abbamania

Non c’è niente da fare. “Abba” è la parola magica che scuote ogni volta la musica mondiale, anche a 25 anni di distanza, anche quando – come in questo caso – di originale c’è solo la musica mentre le voci che cantano sono quelle degli attori del film. 

La colonna sonora di “Mamma mia“, film ispirato al celebre gruppo pop svedese, che ad inizio settembre arriverà anche in Italia, è già campione di vendite dappertutto.

Eppure a cantare le canzoni non sono gli Abba stessi (anche se Bjorn e Benny hanno chiamato a suonare gli stessi musicisti di un tempo) ma gli attori Meryl Streep, Pierce Brosnan,Amanda Seyfried, Ashley Lilley, Rachel McDowall,Colin Firth, Christine Baranski, Julie Walters, Stellan Skarsgard e Dominic Cooper): Per il resto, tengono ancora Giusy Ferreri ed i Coldplay. Ecco tutti i numeri uno.

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Il premio Lunezia a “Via le mani dagli occhi” dei Negramaro

Un altro riconoscimento per i Negramaro, dopo il premio della Critica in quel Sanremo del 2005 che li vide uscire dopo la prima esibizione, gli MTV Awards dell’anno dopo e il pienone a San Siro.

La band salentina è stata infatti insignita del Premio Lunezia, a testimonianza del valore musical-letterario della loro produzione ed in particolare del brano “Via le mani dagli occhi”, contenuto nell’album “La finestra”. 

”E’ per noi un onore – dice Giuliano Sangiorgi, il frontman della band all’Ansa -. Solitamente per una rock band,  il suono e’ l’alfabeto letterario. Ma noi cerchiamo sempre di  prestare attenzione alla parte cantautoriale, ai testi, e siamo  contenti che questo ci venga riconosciuto dal Lunezia”.

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Giusy Ferreri, “Remedios” e le grandi cover

Potrà piacere o meno, ma X Factor ed il successo incredibile di Giusy Ferreri, degli Aram Quartet e di tutti i protagonisti ha rilanciato una vecchia moda sempre verde, sia in Italia che all’estero, quella delle cover, ovvero dei rifacimenti – in chiave originale o riarrangiata – di grandi successi altrui.

La cover di “Remedios” di Giusy Ferreri, copia praticamente conforme all’originale, ha riportato in auge la mitica Gabriella Ferri. Soltanto qualche mese prima il perugino Dj Brizi ne aveva fatto con Selma Hernandez un remix sull’onda del successo nel film “Saturno Contro“.

Lo stesso dicasi per “Per Elisa” di Alice, scritta dalla stessa cantante ligure, da Battiato e Giusto Pio. La gente se n’era quasi dimenticata, eppure nel 1981, il brano vinse Sanremo. Gli Aram Quartet ci hanno resituito alla memoria uno dei brani più belli della musica italiana.

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Suoni d’Europa: Belgio, Olanda, Lussemburgo

Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata agli artisti più o meno nota che riscuotono successo nei loro paesi d’origine ma non sempre sono noti al grande pubblico: tocca al Benelux, vale a dire a Belgio, Olanda e Lussemburgo, paesi similari per musica, lingua e…classifiche di vendita. Vai con la copertina e come al soliito cliccate sui titoli.

La reginetta del pop e della dance leggera del Belgio si merita la copertina. Non solo perchè Kate Ryan è bellissima, ma perchè vende canestri di dischi in tutta Europa (meno che da noi). Quella in alto è Elle Elle L’a, dall’ultimo album “Free”, ma il maggiore successo (nonostante il flop all’Eurofestival 2006) resta la stupenda “Je t’adore“.

Quest’anno invece, a rapprresentare il Belgio all’Eurofestival c’era un gruppo vocale femminile, le Ishtar, col brano “O julissi“, in una lingua immaginaria. Chi invece preferisce il rock, puà buttarsi su un altro mito belga, i Clouseau, da 20 anni sulle scene. L’ultimo successo è “Vonken en vuur” ma la vecchia hit “Domino” è migliore.

Belgio poliglotta. C’è anche chi canta in spagnolo, come Belle Perez, della quale avevamo parlato e chi sceglie l’inglese come gli Hooverphonics, lanciati due anni fa dalla meravigliosa “Mad about you“. Lara Fabian, invece, che è mezza siciliana e mezza fiamminga, canta in tre lingue, compreso l’Italiano. Noi l’abbiamo conosciuta in “Un cuore malato” con Gigi D’Alessio, ma ascoltate “Silence” (nell’albun disco d0oro “Un regard 9”) e “Adagio” (del 1999)…

A chiudere il capitolo belga, unìartista curiosa, Laura Lynn, una sorta di Casadei fiamminga. Fa musica da ballo, ma i suoi dischi sono sempre ai primi posti. Ascoltate “Vlijnders in je buik“. Poco ma buono il materiale da Lussemburgo, dove spiccano senz’altro Claudine Muno & The Luna Boots. Suoni fra il pop, il jazz ed il folk. Ecco il video di “Je n’aime mettre les robes” ma sul loro myspace c’è di meglio, per esempio “Au secours” .

Buone cose anche dalla rocker Julie sul cui myspace c’è “Honest betrayal“, mentre Daniel Balthasar regala grandi atmosfere con “Gravity“. Anche l’Olanda apre a tempo di rock, perchè l’artista più famosa è la rocker Anouk, da noi conosciuta per il vecchio brano (del 1997) “Nobody’s wife“. Va alla grande il live registrato allo stadio Gelredome di Arnhem: qui “Modern world”.

Suoni pop e rock per Gerhard Joling e la sua “Het is noog jet vorbij” e per i Kane, gruppo piuttosto famoso nel nord Europa: l’album “Everything waht you want” è andato benissimo. Qui il singolo “Shot of a gun”. Ma fra i migliori del lotto ci sono  anche l’oriundo italiano Marco Borsato, che con “Wit licht” ha trovato anche il primo posto nei singoli e la 18enne Monique Smit, fresca di trionfo ad un talent show locale, il cui brano “Blijt je vanavond” è assai gradevole. Del colombiano naturalizzato Jody Bernal abbiamo già parlato.

Chiusura col capitolo Eurofestival. Detto che il Lussemburgo non ha più tv pubblica e dunque non può più partecipare, l’Olanda l’anno scorso raccolse consensi (ma non risultati) con Edsilia Rombley e il bel motivo “On top of the world“, quest’anno è andata meno bene alla bella Hind Laroussi, di origini marocchine, della quale sotto vediamo il video del brano festivaliero “My heart belongs to me”.