Italia’s got Talent 3: il cantante Eugenio Amato sul podio, ottimi piazzamenti per la musica

Un buon secondo posto per la musica ad Italia’s Got Talent, il programma di canale 5 che nella sua terza edizione ha incoronato l’uomo volante Stefano Scarpa, bravissimo artista circense ventunenne di Trani che ha vinto con una percentuale bulgara: oltre il 40% su sedici artisti in concorso, praticamente un plebiscito, che ha trovato d’accordo anche i giudici.  Pratica una specialità che si chiama acropole flag man, che consiste nell’eseguire prese di forza su una pertica. Il corpo viene retto dalla sola forza delle braccia e si tiene in equilibrio sfruttando la pertica e compiendo evoluzioni.  Secondo, come detto il cantante Eugenio Amato, quarto l’altro cantante Pierangelo Gullo, sesto Salvo Randazzo, buon ultimo Luigi Necci, il “nonno” degli artisti in gara. Ecco le percentuali finali.

1) Stefano Scarpa 40.68%,      2) Eugenio Amato 7,63% 3)Federico Soldati  mentalista) 7,28%. A seguire.

4) Pierangelo Gullo 6,53% (cantante)
5) Igor e Andrea Matyushenko 5,67% (acrobati)
6) Salvo Randazzo 5,27% (cantante)
7) Emil Faccoli 3,67% (ballerino hip hop)
8) Devin De Bianchi 3,58% (acrobata)
9) Terenzio Traisci 3,44% (mimo tv)
10) Teatrallegria 3,43% (mimi)
11) Syria Luongo 2,82% (artista di strada)
12) Emanuele e Leonardo D’Angelo 2,80% (ballerini)
13) I Verba Volant 2,34% (attori di improvvisazione)
14) Luigi Fiorentino 2,22% (maestro delle pelotas)
15) Le Shortgirls 1,91% (maghe)
16) Luigi Necci 1,13% (cantante)

Italia’s Got Talent 3: quattro cantanti in finale

Delineato il quadro dei sedici finalisti che la prossima settimana si giocheranno il titolo di terzo talento italiano ad Italia’s got talent. La musica allinea tre artisti al via, anche se rispetto alle scorse edizioni non sembrano esserci prodotti notevoli in questo senso. Si qualificano per la finale il cantante ottanttottenne Luigi Necci, che si è esibito sulle note di “Come pioveva”, canzone del 1918 fra i pezzi storici della musica italiana, Eugenio Amato, Pierangelo Gullo (sulle note di “Che Bambola” di Fred Buscaglione) e Salvo Randazzo.  A decidere, come al solito, il tre giudici Maria De Filippi, Rudy Zerbi e Gerry Scotti e il televoto. Ecco nel dettaglio i sedici finalisti

  • Emil Faccoli (ballerino hip hop)
  • Devin De Bianchi(acrobata)
  • Syria Luongo (ginnasta artista di strada)
  • Federico Soldati (mentalista)
  • Eugenio Amato (cantante)
  • Tetrallegria (mimi)
  • Fratelli d’argento (ballerini di tip tap)
  • Verba Volant (attori di improvvisazione)
  • Pierangelo Gullo (cantante)
  • Salvo Randazzo (cantante)
  • Luigi Necci (cantante)
  • Igor e Andrea Matyushenko (acrobati)
  • Stefano Scarpa (uomo volante)
  • Luigi Fiorentino (maestro delle pelotas)
  • Shortgirls (maghe)
  • Terenzio Traisci (mimo tv)

Stasera scatta il serale di Amici 10: ecco i cantanti in finale: c’è l’ex Sanremo Virginio Simonelli

Giovedì scorso sono stati comunicati  i partecipanti al serale di “Amici“, edizione numero 10, che parte stasera.  Ormai sapete come la pensiamo su  questo programma. Quest’anno in particolare, è emersa ancora di più la litigiosità del gruppo. Ma noi, come è doveroso per un blog informativo, ne diamo notizia, con riferimento esclusivo al settore di nostra competenza, cioè la musica. Stasera, fra l’altro, saranno ospiti Marco Mengoni e Emma Marrone. Fra i giudici invece, ed è questa la novità, c’è Mara Maionchi, che l’anno prossimo sarà fra gli insegnanti.

Cantanti e ballerini saranno divisi in due squadre, quella bianca e quella blu. Fra i cantanti della squadra bianca ammessi al serale c’è Virginio Simonelli, che ha un passato al Festival di Sanremo. Latinese di Fondi, 25 anni, nel 2006 prese parte alla sezione Giovani con “Davvero“, In alto invece c’è il suo nuovo inedito scritto da Kekko Silvestre dei Modà.

Con lui nella squadra bianca ci sono altri due cantanti; la barese Antonella Lafortezza e Antonio Mungari. Nella squadra blu invece i tre cantanti sono Annalisa Scarrone, Diana Del Bufalo e Francesca Nicoli. Diana Del Bufalo, figlia d’arte (la mamma è una cantante lirica) si è già segnalata alle cronache per il decolleté prorompente e perchè secondo alcuni siti il padre, noto architetto romano è molto amico di Vittorio Sgarbi. I preparatori in gioco dei cantanti sono Luca Jurman, Rudy Zerbi e Maria Grazia Fontana.

“E’già domenica”, il grande ritorno degli Statuto (con omaggi a Gabriele Sandri, Matteo Bagnaresi ed al Subbuteo)

Dopo tanta musica internazionale, torniamo ad occuparci di Italia, con l’album che segna il ritorno dopo tre anni di uno dei gruppi più innovativi della nostra musica, i torinesi Statuto. “E’ già domenica“, sedicesimo album degli alfieri dello ska all’italiana, condito con ironia ma anche sempre attento ai messaggi di attualità ed al sociale, non si smentisce. Il tema prevalente è il calcio (la band è accanita tifosa del Torino, sopratutto il leader Oscar Giammarinaro), ma il tema non è trattato solo con leggerezza.

In alto trovate “Un elegante gioco da salotto“, dedicato al mitico Subbuteo. Ma poi c’è spazio per il calcio in tutte le sue forme. “Controcalcio”, dedicato alla visione dello sport come c’era trent’anni fa, elegante panoramica sui campioni del passato,  è scritta da Enrico Ruggeri. Mentre la track title, immediatamente qui sopra, è dedicata a Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio tragicamente scomparso nel 2007. Sempre in questo ambito, “Un ragazzo come me” è un tributo a Matteo Bagnaresi, tifoso del Parma anche lui morto in circostanze tragiche nel 2008.

Cambiando argomento, il primo singolo “Bella come il sole”, è una canzone d’amore alla loro maniera, come anche a loro modo trattano il rapporto di coppia in “Per non fare male”. C’è spazio per il sociale in “Pupazzo di neve”, dedicato al consumo di cocaina fra i giovani. E c’è spazio per la società in “Io salgo”, canzone di protesta contro la disocupazione e “Canterai (canterò)”, che vede Paolo Belli fra gli autori della musica e che ironizza in piemontese sulla proposta di legge per introdurre il dialetto nelle scuole (Oscar Giammarinaro, il cantante, è siciliano!). E infine, si parla di etica ed estetica in “Rabbia e stile”.

A completare le 14 tracce “O fortuna“, inno appunto alla fortuna, “Amici (davvero)”, con la partecipazione di Rudy Zerbi, dedicata alla loro casa discografica e due cover: “Vamos a la playa” dei torinesi Righeira e “Una città per cantare“, in duetto con l’interprete originale Ron. Entrambe ovviamente in versione ska. Un album da applausi a scena aperta. Davvero. Gli Statuto sono ancora quelli di “Piera” e “Abbiamo vinto il Festival di Sanremo“.

Italia’s got talent: trionfa Carmen Masola

E’ Carmen Masola, 38 anni, la prima vincitrice di Italia’s Got talent, il talent show di Canale 5 modellato sul format americano ed inglese.  La soprano, già definita la “Susan Boyle” italiana, per evidenti affinità con la scozzese seconda nell’edizione inglese, ha incantato tutti con la sua esibizione della “Casta Diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini. L’ha votata il pubblico da casa, dopo che come gli altri 11 finalisti, avevano contribuito a mandarla in finale i tre giudici Rudy Zerbi, Gerry Scotti e Maria De Filippi. E per lei, oltre ai 100mila euro del premio, è in arrivo il primo contratto discografico.

Secondo posto per il 19enne cantautore di Riva del Garda Federico Fattinger, che ha riproposto “Perchè (io) credo”, la canzone dedicata alla mamma scomparsa un anno fa. Terzo posto per l’altro cantautore, il bresciano Demis Facchinetti, la cui “Me ne frego di tutto”, è destinata a diventare un probabilissimo successo radiofonico questa estate se troverà una casa discografica disposta ad inciderla (e non sarà difficile).E anche il talento di Fattinger potrebbe presto essere premiato con un disco.

Tre cantanti ai primi tre posti, ma complessivamente, è andata benissimo alla musica, visto che fra i primi sei sono giunti anche il chitarrista Alfredo Marasco e la cover band dei Regina (la drag queen Miss Lolita unica non cantante). Fuori dalla finale a sei il piccolo batterista Christian Esposito e le due proposte musicali “sui generis”, vale a dire le Note di Sabbia e i C’era una volta (i primi avrebbero meritato parecchio).