Ecco il video di “O-o-O Sole intorno a me” di Michele Perniola (San Marino JESC 2013)

E’ stata ufficialmente presentata l’avventura europea di Michele Perniola, il 15enne pugliese ultimo vincitore di “Ti lascio una canzone che rappresenterà San Marino nel suo debutto allo Junior Eurovision Song Contest, ovvero l’Eurovision per bambini e ragazzi dai 10 ai 15 anni, in programma il prossimo 30 novembre alle 19 italiane e Kiev in Ucraina. Perniola canterà “O-o-O sole intorno a me” e come da regolamento è coautore del brano: ha firmato il testo insieme al suo produttore Antonello Carozza e a Piero Romitelli. La musica è invece di Carozza e del sammarinese Massimiliano Messieri, concertista e insegnate all’Istituto Musicale Sammarinese.

Carozza, molisano, prese parte alla quarta edizione di Amici, così come l’altro autore Piero Romitelli. Entrambi poi hanno fatto Sanremo Giovani: nel 2006 il primo, l’anno dopo con i Pquadro il secondo, arrivando terzo. Perniola riporta dunque un brano in Italiano dopo nove anni nella rassegna e dovrà scontrarsi con altri undici avversari di altrettanti paesi. (qui il post di Eurofestival News). Intanto un’altra artista sammarinese sarà ospite in Italia: si tratta di Valentina Monetta, che ha difeso gli ultimi due anni i colori sammarinesi all’ESC e si prepara al tris. Sarà lei l’ospite speciale, insieme al rappresentante del Belgio 2013 Roberto Bellarosa, della convention di Ogae Italy, l’organizzazione dei fan italiani dell’Eurovision, il programma il prossimo 9 novembre all’Hotel Rome Aeterna di Roma.

Michele Perniola da “Ti lascio una canzone” allo Junior Eurovision Song Contest 2013

PerniolaNormalmente non ci interessiamo ai concorsi per bambini e ragazzi, ma un paio di post allo Junior Eurovision Song Contest, il concorso internazionale sul modello dell’Eurovision, organizzato sempre dall’Ebu e rivolto a bambini e ragazzi dai 10 ai 15 anni li facciamo sempre. Quest’anno saranno un po’ di più perché per la prima volta sarà in gara un paese di lingua e cultura italiana, ovvero la Repubblica di San Marino.

SMtv San Marino ha infatti ufficializzato il suo debutto, che dunque avverrà il 30 novembre al Palazzo delle Arti di Kiev, dove si svolge la manifestazione. A rappresentare il Titano sarà un artista italiano, vale a dire Michele Perniola, 15 anni, di Palagiano (Taranto), ultimo vincitore di “Ti lascio una canzone”, il talent show di Rai Uno condotto da Antonella Clerici. Un progetto, quello sammarinese, che coinvolge autori e produttori italiani e del Titano, Il brano (tutto in italiano: la regola prevede il 75% di lingua originale) si intitola “O-o-O Sole intorno a me” ed è scritto per il testo dallo stesso Perniola (alla rassegna è obbligatorio che gli interpreti partecipino alla stesura del brano) e da due artisti  resi noti dalla quarta edizione di “Amici” e poi dal festival di Sanremo.

Si tratta di Antonello Carozza, 28 anni, di Campobasso, che a Sanremo ci andò fra i giovani nel 2006 con il brano “Capirò crescerai” e da Piero Romitelli, ex componente dei Pquadro, con cui arrivò terzo a Sanremo Giovani nel 2007 con “Malinconiche sere”. Carozza è molto famoso nei paesi dell’ex Unione Sovietica per aver conquistato nel 2009 il secondo posto al New Wave Contest, il concorso internazionale per giovani artisti esordienti di Jurmala (Lettonia) e per aver partecipato (ottavo posto) alle selezioni russe per l’Eurovision 2010.

La musica porta la firma dello stesso Carozza e di Massimiliano Messieri,  musicista, dottore in composizione,  musica elettronica e violoncello, insegnante all’Istituto Musicale Sammarinese. Ha suonato in tutti i più importanti festival italiani ed internazionali e vinto numerosi premi ed  stato presidente di Giuria per San Marino all’ultimo ESC e in giuria negli ultimi tre anni, selezionatore del brano di Valentina Monetta nel 2013.

1378773_10151692012226200_1981446966_nCarozza è il motore del progetto, visto che sarà anche direttore artistico e produttore, ruolo in cui ha già debuttato nel 2012 con il conterraneo Costanzo Del Pinto, altro ex Amici, portato anche lui al New Wave. Il brano, come da regolamento sarà interamente in italiano e sarà il secondo nella nostra lingua nella storia della rassegna, dopo “Birichino”, portato in concorso nella seconda edizione del 2004 dallo svizzero Demis Mirarchi (unica partecipazione elvetica). L’Italia invece non vi ha mai preso parte.

All’edizione 2013 prenderanno parte 12 paesi: San Marino, Malta, Paesi Bassi, Svezia, Macedonia, Russia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e ovviamente i padroni di casa dell’Ucraina. Cosa importante, visto il target per bambini l’evento va in onda alle ore 19 dell’Europa centrale, dunque anche italiane e non alle 21. La rassegna sarà condotta da Zlata Ognevich, terza classificata all’ESC 2013 e Timur Mirosnichenko. Il regolamento non prevede obbligo di organizzazione per il paese vincitore ma quest’anno le cose coincidono, visto che l’anno scorso ha vinto l’ucraina Anastasya Petryk.

L’orario di messa in onda dell’evento saranno le 19 italiane: scelta precisa dell’EBU visto il target riservato ai ragazzi. Il regolamento di voto è il medesimo dell’ESC (50% giuria, 50% televoto), con la votazione 12, 10, 8  da 7 ad 1 punti e la giuria è composta oltreché da cinque professionisti musicali anche da un bambino, che sarà anche spokesperson.  Il capodelegazione della spedizione bicolore sarà come all’Eurovision dei grandi Alessandro Capicchioni e la cura dei rapporti con la stampa è affidata, come già all’ESC 2011 al giornalista, musicologo e storico della musica bolognese Eddy Anselmi.

Valentina Monetta, il video di “L’amore verrà”. E a gennaio 2014…

Periodo di intenso lavoro per Valentina Monetta, la 38enne italo-sammarinese resa celebre dalla doppia partecipazione all’Eurovision Song Contest.  Mentre si prepara a fare tris il prossimo maggio alla BK Hallerne di Copenaghen e dunque a diventare la quarta artista in assoluto (dopo Lys Assia, Corry Brokken e Udo Jurgens, tutti vincitori) ad aver rappresentato per tre volte di fila il proprio paese, prosegue la sua attività lungo vari binari.

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Valentina Monetta (foto Betiula)

E’ di ieri sera la presentazione del video de “L’amore verrà”, scritto e composto dalla stessa Monetta e contenuto nel suo EP del 2012 “Il mio gioco preferito” ed inserito successivamente  anche ne “La storia di Valentina Monetta”, l’album uscito pochi mesi fa dopo la sua partecipazione numero due all’ESC. lL video è stato girato a Rimini e a San Marino, prodotto da San Marino RTV, è diretto dal sammarinese Michele Massari con la direzione artistica di Fabrizio Raggi, già direttore anche della performance eurovisiva dello scorso maggio in terra svedese. Un brano che ovviamente, essendo del primo periodo della Monetta, ne mostra appieno la sua vera anima, quella jazz.

E intanto nei giorni scorsi, come riferito nei dettagli dal nostro blog partner Eurofestival NEWS, è stato annunciato che il nuovo album  interamente di inediti della Monetta (il primo completo dopo un EP e una sorta di album “vetrina” con pezzi vecchi e nuovi) uscirà a Gennaio 2014 e conterrà pezzi suoi ma anche del suo mentore e produttore Ralph Siegel. Da lì uscirà anche la canzone che porterà in concorso alla rassegna europea, che si svolgerà dal 6 al 10 maggio prossimi.

Tutto questo, ovviamente mentre prosegue ad esibirsi live in giro per l’Europa, come nell’ultima estate, passata tra le coste del Mar Mediterraneo e del Mar Baltico (Stockholm Pride e Eurovision Cruise da Helsinki a Tallinn incontrando i suoi fans internazionali),  e continuando nel frattempo. regolarmente i concerti nei jazz club in Italia. E chissà che stavolta la piccola orgogliosa Repubblica di San Marino non possa festeggiare finalmente l’ingresso in finale.

Moreno, Coez, Clementino e gli altri: è l’estate dell’hip hop

L’Italia si sa, va a mode. Anche nella musica. Poco importa se non esportiamo un disco nemmeno sotto prezzo a parte pochi big ormai consolidati su cui le case discografiche investono. La nuova moda è quella del rap e dell’hip hop. Attenzione però, niente a che vedere con l’hip hop di qualità che c’è in Europa.  In gran parte di tratta di prodotti di basso livello, soprattutto nei testi.

Da Fabri Fibra, suo fratello Nesli, Marracash, capostipiti padroni del genere (sul primo la nostra opinione è notoria, ma va indubbiamente citato se non altro come  best selling), come Emis KillaClub Dogo e i Gemelli Diversi a nomi completamente sconosciuti, lanciati dai talent show, come Moreno Donadoni, oppure spuntati dal nulla e finiti ai vertici della classifica. Quella Fimi, ufficiale, non quella di ITunes. Qualcuno merita anche, come Coez, il cui album “Non erano fiori” è trainato da “Siamo morti insieme“. Ma anche “Hangover” merita un ascolto. Incide per la Carosello, la stessa etichetta di Nesli.

Oppure come Clementino, lanciato un paio d’anni fa nel mainstream da una collaborazione con Fibra, per la cui etichetta, distribuita da Universal, incide: “O’ Vient” è uno dei pochi testi che parlano di qualcosa di serio. Napoli e i suoi problemi, in modo non banale. Oppure Mondo Marcio, uno che sta nel giro da tempo, si autoproduce le cose e parla di cose sensate. L’ultimo suo lavoro è “Cose dell’altro mondo“.

L’etichetta di Guè Pequeno dei Club Dogo, aveva lanciato Fedez, ma c’è voluto il passaggio alla Sony per proiettarlo direttamente dal niente in testa alla classifica. “Alfonso Signorini (Eroe Nazionale)”, tratto da “Sig. Brainwash, ovvero l’arte di accontentare”. E nei giorni scorsi si è manifestato all’improvviso dal niente, senza altri riscontri discografici Rocco Hunt col suo album “Poeta urbano”: Pane e rap” è auroferenziale. Ovvero, il lato più noioso di questo genere. E il primo posto, ma su I Tunes, dal nulla ha toccato anche il romano Gemitaiz, qui in “Fuori di qua”, anche lui prodotto da Pequenò.

Nomi famosi, anzi, cognomi famosi. PicoRama, già Pico, di cognome fa Ruggeri ed è il figlio di Enrico. Fresco di questi giorni il suo debutto per una piccola etichetta, con l’album “Il secchio e il mare” trainato dal singolo “Cani bionici“, che vede la partecipazione di Dargen D’Amico, un altro piuttosto noto nel panorama rap. PicoRama è fra i pochi che si stagliano dalla media.

Poi ci sono quelli che cantano di quanto è bello il rap. Come Rise Beatbox in “Senti come suona”, primo esperimento di rap e beatbox insieme, senza musica ovviamente. Almeno qui c’è questa originalità. Nomi in giro da tempo ma saliti solo quest’anno, nell’estate dei rapper, in testa alle charts. Come Salmo, che è stato anche primo in classifica (anche lui quella Fimi) con l’album “Midnite”, altro prodotto di Guè Pequeno. “Russel Crowe” è il singolo di lancio, come tanti attacca la Chiesa, la religione con frasi fatte, senza motivazioni, quasi da vilipendio. Un altro gioco vincente, quello dello sparare nel mucchio. Non lo fanno tutti, ma quelli che lo fanno hanno più successo. O come Ensi, della stessa etichetta, già al quarto album: “Oro e argento”, vede la partecipazione di Samuel Umberto Romano dei Subsonica.

Senza dimenticare i giovanissimi, come Neks, quelli che hanno fatto canzoncine autoreferenziali sul mondo dell’hip hop ma hanno talmente azzeccato la melodia da farselo perdonare, come Entics e la sua “Click“, prodotto da Fabri Fibra, tormentone assoluto del 2012 o i Boombdabash, che portano avanti come il citato Clementino la difficile strada dell’hip hop impegnato in dialetto, mescolandolo però con l’inglese.

QUELLI DEI TALENT SHOW – E no, naturalmente non ci siamo dimenticati del fenomeno (immeritato) dell’anno, ovvero Moreno Donadoni, col suo album “Stecca“, pieno di citazioni di vecchi pezzi, roba scontata e pezzi banali. Il vincitore di Amici si giova di una certa orecchiabilità, ma solo di quella: “Che confusione” è la hit dell’anno (e non si capisce il perchè), “Sapore d’estate” vorrebbe fare la parodia delle canzoni estiva, ma è solo la parodia di una canzone.

Quasi scontato dire che Moreno è la risposta Mediaset al fenomeno lanciato da X Factor, quello Ics che si è dimostrato assai molto più poliedrico, ma che con molta meno promozione, ha visto sfumare molto presto il successo iniziale del suo inedito “Autostima di prima mattina” o de I Moderni l’anno prima. Perchè poi l’altra moda è questa, giocare a rincorrersi, a prescindere dalla qualità.

HIP HOP AL FEMMINILE  – Forse perchè sono di meno, le rapper donne si fanno valere. Baby K, prodotta da Tiziano Ferro, non è esattamente un nome nuovissimo, ma almeno porta una ventata di freschezza. “Non cambierò mai” ma anche “Killer“, cantato insieme col suo mentore, sono buone cose. E Sanremosocial di due anni mostrò il cuore di mamma di Missa, che si presentò alle finali incinta di 8 mesi, rischiò di non finire la canzone e suscitò grande tenerezza. “A te che verrai” era una ninna nanna hip hop, dedicata al figlio in grembo, ora nato. Missa (ex Miss Simpatia), per chi non se la ricorda, era l’ex fidanzata di Fibra e dopo la fine della relazione si sfogò con questo brano fuori dai denti.

IRONIA – E infine, lasciati per ultimo perchè ne abbiamo parlato spesso, l’ironia a fiumi di personaggi come Flaminio Maphia, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi o di Piotta, cresciuto molto dai tempi di Supercafone, ma che rappresenta sempre un punto di riferimento per chi fa hip hop parlando di temi sociali senza disdegnare l’ironia. Come nel caso di “Piotta è morto“, dove si prende in giro, ma non troppo. E  non lo fa solo con sè stesso.

RAPPER DA SAN MARINO – Anche la piccola Repubblica di San Marino non è da meno. Recentemente è salito agli onori delle cronache Irol, alias Lorenzo Salvatori, 20 anni. Pure lui come al solito autoreferenziale, qui canta delle “Cose più importanti” e passato dalla grande vetrina di Geometrie Sonore, dove quest’anno è stato ospite un altro rapper del Titano, il 17enne Paco Zafferani, in arte Take One.

ESC 2013, il regolamento che doveva migliorare e quell’Italia ancora lontana

Una cosa è certa. Se le nuove regole imposte dall‘Ebu (classificazione di tutti i brani della serata per formare poi la top ten) erano pensate per rendere più agevole la vittoria o la qualificazione a tutti e per limitare il block vote, non hanno funzionato. Le due semifinali hanno portato ad un parterre di finalisti che non si vedeva dal 1985, senza paesi del mondo slavo. Non solo, sarà una finale con tutte e sei le scandinave e otto ex sovietiche su nove (eliminata solo la Lettonia).

Spiace soprattutto per San Marino, che credeva molto nel progetto “Crisalide” e che forse è rimasto incastrato proprio in questo meccanismo perverso che da canzone preferita dai fan l’ha trasformata, con ogni probabilità nella vittima sacrificale. E proprio nel momento in cui la convenzione con la Rai sta per essere firmata (giusto nei giorni scorsi c’è stato l’incontro fra il governo sammarinese e la presidente Tarantola), una serata come quella di ieri mette tanti cattivi pensieri in testa per il futuro. L’Eurovision per il Titano è una vetrina, come lo è per tante piccole realtà, eppure sembra che non ci sia spazio per chi ha tanta voglia di mettersi in mostra, ha pochi soldi eppure lavora con serietà e professionalità come -e tavolta anche meglio- di chi può contare su fiumi di denaro.

Non è una questione di qualità. Di belle canzoni, di prodotti di buon livello, in finale ce ne sono diversi, anche fra le canzoni che hanno passato il turno  ieri sera. Nè è una questione di sound, perchè il brano di Valentina Monetta non era meno vintage di quanto non fossero quelli di Georgia e Azerbaigian o di quanto non lo fossero martedì sera quelli di Estonia, Irlanda o Russia. Il ridimensionamento della rassegna voluto dall’Ebu non può che dare buoni frutti, ma se la si vuole davvero rendere alla portata di tutti, bisognerebbe mettere in condizione i piccoli paesi di giocare se non alla pari con gli altri, almeno in condizioni di non sentirsi svantaggiati in partenza.

Poi è chiaro che un ruolo importante lo giocano il brano, l’artista e la performance (oltre alla fortuna: l’essere stati lontano dalla semifinale italiana, sicuramente ha influito sulla mancata qualificazione biancoceleste e i risultati che usciranno sabato notte diranno quanto), ma la sensazione che da qualche parte ci sia un corto circuito che non si riesce a riparare è palpabile. Per esempio, senza che la cosa venga presa male dagli amici rumeni: possibile che anche col nuovo regolamento basti solo la massiccia presenza dei connazionali sparsi per l’Europa per far passare un progetto che scarterebbero anche nelle peggiori balere di periferia come quello di Cezar? Sarà interessante,anche in questo caso, capire qual è stato il peso delle giurie. Ieri notte, intanto, Mengoni è stato posizionato al numero 23 (su 26) della finale: almeno la Rai sarà contenta, terrà i telespettatori incollati alla tv per un bel pezzo.

SOLONI E GIUDIZI SOMMARI– Quello che invece è già ben chiaro è che ciò che continua a marcare la distanza fra l’Eurovision e la possibilità che questo prenda definitivamente piede in Italia è lo stantìo provincialismo italocentrico che accompagna fruitori e destinatari della musica a tutti i livelli. Una storia vecchia, che c’era già negli anni 60, quando  ad esempio, durante l’edizione di Napoli 1965 i nostri cronisti scrivevano di come “Poupée de cire, poupée de son” (poi successo mondiale) fosse “la peggior canzone in concorso” stupendosi poi della sua vittoria e facendo notare “l’abisso che c’è fra i motivi in concorso e i brani presentati da Del Monaco” (chiamato a premiare il vincitore ndr)” O come quando nel 1970 si scriveva di ESC paragonandolo a rassegne “ben più valide ed importanti come il nostro festival di Sanremo” o quando nel 1971 un quotidiano scrisse dei brani eurovisivi come “canzonette da quattro soldi, omicidi musicali” e del contesto come “Uno zoo canoro fatto di animali spelacchiati e zoppicanti”

A distanza di anni, sono cambiati i mezzi, non i modi. Si accende uno streaming, si apre un social network e si commenta. Senza nemmeno informarsi. Gli stessi che scrivono di “feticismo per le farfalline” solo perchè le cartoline sono accompagnate da quello che in realtà è il simbolo della rassegna sono gli stessi che elogiavano la farfallina (una sola) di Sanremo. Che non era trash. Ma le canzoni dell’Eurovision si. Tutte. Solo perchè uno invece di stare impalato davanti a un microfono, ci mette un balletto. O una scenografia che non è quella standard. O un abito glitterato.

Gli stessi che esaltano le produzioni fatte in serie che escono da certi programmi e le loro canzoni che non varcano i confini nazionali e poi si permettono di apostrofare come “imitazioni da poracci” artisti che se non avranno tutti il successo discografico, sicuramente hanno tutti avuto una platea di cento milioni di persone. E le cui messe in scena, in molti casi,  sono costate fiori di soldi. Poco importa che magari l’artista sia bravo, che abbia voce o abbia un pezzo radiofonico. E’lontano dai gusti italiani, quindi è trash, a prescindere.

Perchè il metro di paragone è sempre l’Italia. Sei primo in classifica su I Tunes in Italia? Sei il migliore che c’è, altrochè. E se in Europa non sfondi, è l’Europa che non ti capisce, perchè se sei in testa nella “patria della musica” (?!?) hai già una consacrazione assoluta. Dire la propria. Senza informarsi, senza sforzarsi di capire, di sapere e di ascoltare. Come quello che subito dopo la vittoria di “Euphoria”, col brano già in testa alle classifiche di tutto il continente commento: “è più facile che oggi i ragazzi di Roma, Parigi, Berlino o Madrid, abbiano nel loro Ipod i brani di Lady Gaga, o Beyoncè, piuttosto che la canzone di questa sconosciuta svedese“. Chissà se poi gli hanno spiegato che la canzone è arrivata in vetta in 21 paesi, vincendo 12 dischi di platino.

Domani scatta l’Eurovision 2013: big, protagonisti, favoriti e non solo…

fotoLe prime prove alla Malmö Arena hanno mostrato un Marco Mengoni in buona forma in vista della sua esibizione all’Eurovision Song Contest 2013, nonostante il superlavoro degli ultimi giorni e la febbre alta alla vigilia del concerto di Radio Italia, sabato scorso. La rassegna è già partita con i cantanti già entrati in clima. Domani c’è la prima semifinale (diretta ore 21 Rai 5, commento di Federica Gentile e SMtv, commento Lia Fiorio e Gigi Restivo), ma come è noto all’Eurovision le giurie votano il giorno prima.

Quindi quelle dei paesi coinvolti in questa prima semifinale, più quelle di Italia, Svezia e Regno Unito godranno oggi pomeriggio della visione a circuito chiuso della prova generale (un vero e proprio spettacolo uguale alla diretta di domani con tanto di pubblico) al termine della quale daranno le loro preferenze. Domani in diretta sarà invece la volta del televoto. Per tutte le informazioni live, vi rimandiamo come sempre ad Eurofestival NEWS  e alla sua pagina facebook. 

CAMPIONE DA PRIMATO – Una cosa è certa,l’edizione 2013 della rassegna musicale europea, nonostante la crisi, si preannuncia ad alto livello. L’arena svedese, pur senza i lustrini, è tirata a luce e promette  di esaltare al massimo le performance degli artisti.  Marco Mengoni e la sua “L’essenziale” hanno una grande responsabilità:  per la prima volta dal 1965, infatti, l’Italia schiera in concorso un motivo uscito dal Festival di Sanremo che ha occupato il primo posto in classifica: era successo con “Se piangi, se ridi” di Bobby Solo. Dal 1997, invece, non succedeva di vedere sul palco eurovisivo cantante e canzone che hanno vinto la rassegna sanremese: allora l’onore toccò a “Fiumi di parole” dei Jalisse, quarti al traguardo.  Per la prima volta dal 2008 ci sono due canzoni in lingua italiana (allora furono quelle di Svizzera e San Marino), ma per la prima volta nella storia ad eseguirle sono due paesi anche di cultura italiana.

Più che della vittoria italiana, oggettivamente difficile anche per la particolarità di un brano molto italiano nello stile, nello staff azzurro ci si preoccupa (giustamente) che Mengoni sfoderi una grande performance, anche perché dal palco svedese, dovessero esserci buoni riscontri di grandimento potrebbero partire anche progetti internazionali. Che Mengoni possa legittimamente ambire ad un posto nella top 5 è possibile, ma anche un risultato nei 10 non sarebbe certo riduttivo considerando che nelle valutazioni eurovisive sono in ballo tanti fattori.

FAVORITI E OUTSIDERS  – La sensazione  (tramite i bookmakers ma non solo) è che per la vittoria, siano fortemente in corsa Emmelie De Forest (Danimarca) con la sua “Only teardrops” con influenze folk e l’elettropop di Margaret Berger (Norvegia) con “I feed you my love”.  Le prove sin qui hanno mostrato una De Forest alle prese con grossi limiti vocali, tanto che la tv danese, nel pubblicare il video della sua prova sul canale youtube ha sostituito la versione live con quella studio, opportunamente “truccata” da live, per nascondere le falle della favorita. Il tam tam ha subito fatto il giro d’Europa e chissà che nonostante il tifo chiaro degli svedesi per lei (quest’anno la vicina Danimarca sta beneficiando del flusso economico turistico dell’Eurovision e magari lo scambio potrebbe far restare quasi in casa la rassegna, come raccontato da Eurofestival NEWS…) questa vicenda non possa danneggiarla.

Ma altri giocano quanto meno per il podio. Fra i nomi di spicco, sicuramente puntano a fare bene i tedeschi Cascada, la cui “Glorious” ha notevole riscontro fra i fan e l’olandese Anouk, con la ballata soft “Birds”, che ha il gravoso compito di riportare il paese in finale dopo quasi 10 anni. Ma punta al bottino grosso anche la Russia che con la ballata stile Houston di Dina Garipova (“What if”) e una interpretazione quasi perfetta, potrebbe far convergere su di sé i voti degli amanti di un certo sound melodico. Per i quali quest’anno, c’è molto da godere. A cominciare proprio da  Mengoni e la sua “L’essenziale”  e da quella “Crisalide” di Valentina Monetta sempre ai primi posti di gradimento dei fan, sinora e che ora dovrà passare alla prova delle giurie nazionali: per lei l’esame è giovedì sera, canterà per seconda. Ma anche “Gravity” di Zlata Ognevich (Ucraina) ha colpito molto pubblico ed addetti ai lavori e potrebbe inserirsi nella corsa per un posto al sole. Con merito.

 ITALIA QUI, ITALIA LA’- Oltre a Marco Mengoni (e a Valentina Monetta, il cui padre è calabrese), l’Italia è presente a sprazzi e in vari modi anche da altre parti: c’è chi è nato e vi ha vissuto a lungo (Sara Jovanovic delle serbe Moje 3), chi ha origini familiari (il belga Roberto Bellarosa), chi ci vive o vi ha vissuto (come  il rumeno Cezar, che in Italia si è anche diplomato al conservatorio o il lituano Andrius Pojavis, protagonista dell’incidentato ritorno in Italia con guasto aereo insieme a Mengoni dopo il concerto di anteprima ad Amsterdam), chi ha missato o registrato la canzone da noi (Pojavis e i croati Klapa S Mora) e chi ha cantato in gara a Sanremo (Raquel del Rosario degli spagnoli El sueño de Morfeo). Senza contare che ha origini italiane anche Toni Iommi, il chitarrista dei Black Sabbath autore della musica di “Lonely Planet”, degli armeni Dorians e che Mauro Balestri, il paroliere di “Crisalide” è spezzino.

BIG IN CAMPO…E DIETRO LE QUINTE– Sarà una edizione grandi firme, anche quest’anno. Oltre ai citati  Cascada (30 milioni di dischi venduti) Marco Mengoni e Anouk, non passa certo inosservata Bonnie Tyler, che rappresenterà il Regno Unito a caccia di rilancio dopo una carriera che l’ha vista dominare le classifiche fra gli anni 70 ed 80. “Believe in me”, scritta dagli autori di Christina Aguilera e Katy Perry (Chris Braide, Lauren Christy e Desmond Child) regala un tuffo nel passato, ma anche una voce forse meno graffiante rispetto al passato ma sempre magnetica. Per lei sarà determinante il live, punto dolente negli ultimi due anni per Blue e Humperdinck:  se lo fa bene, potrebbe essere una sorpresa, se lo sbaglia, finirà probabilmente nelle retrovie.

 El sueño de Morfeo, la band che sarà in gara per la Spagna, ha il difficile compito di fare meglio del decimo posto di Pastora Soler dell’anno scorso, miglior risultato dal 2001: “Contigo hasta el final“, tuttavia, non è stato mai promosso, in nessun evento estero (esattamente come “Birds” di Anouk), fra lo sconcerto dei fan spagnoli, che non vogliono vedere i loro beniamini penalizzati. Il loro album esce nei giorni del festival, ma la canzone sin qui non sta dando il riscontro sperato. La Macedonia schiera nel duo Esma & Lozano Esma Redzepova, la regina della musica gitana, che ha iniziato a cantare quando è nato l’ESC e ha all’attivo 9000 concerti nel mondo.

 Fra gli autori, detto di Toni Iommi e delle firme del brano inglese, ce n’è per tutti i gusti. Il compositore campione in carica, Thomas G:Son firma “Waterfall” di Nodi & Sophie (Georgia) mentre Iain Fairquharson, che nel 2011 vinse con “Running scared” quest’anno mette la firma su “Love kills” di Roberto Bellarosa (Belgio). Il greco Dimitris Kontopoulos, già autore di “Shady lady” (Ani Lorak, Ucraina 2008) e “This is our night” (Sakis Rouvas, Grecia 2009) firma “Hold me” dell’azero Farid Mammadov, mentre la Francia punta per Amandine Bourgeois e “L’enfer et moi” su un’accoppiata trasversale nei tempi: Boris Bergman (autore dei brani monegaschi per l’ESC 1973 e 1975, nonchè  paroliere per Dalida, France Gall, Juliette Gréco e Mireille Mathieu) e David Salkin, autore di tanti artisti della scena pop francofona contemporanea). Persino nell’inno dei Takasa “You and me” c’è una firma doc, quella di Roman Camenzind, autore e produttore di quasi tutti i big del panorama svizzero contemporaneo. E poi naturalmente Ralph Siegel, compositore e produttore del brano sammarinese, 21 canzoni eurovisive all’attivo e una vittoria nel 1982.

 

 

 

Martedì scatta l’Eurovision Song Contest 2013: curiosità svedesi, italiane e non solo…

E’ormai tutto pronto per l’evento musicale dell’anno. Tecnicamente l’Eurovision Song Contest 2013 è già partito, con le prove ufficiali alla Malmo Arena, e la prima conferenza stampa dell’organizzazione (ma anche le prime polemiche, col team moldavo che seccato per gli inconvenienti tecnici che a loro dire avrebbero danneggiato Aliona Moon in prova hanno disertato la conferenza stampa obbligatoria, violando il regolamento). In realtà la gara vera e propria comincia martedì 14 quando (ore 21, diretta Rai 5),  si svolgerà la prima semifinale. Giovedì  16 la seconda (niente Rai, solo SMtv San Marino, ore 21 520 Sky e 73Tivùsat) e Sabato 18 la finale (diretta Rai 2 ore 21).

Ripetizioni non scontate, visto che si è assistito in questo periodo ad una promozione Rai dell’evento in stile “Oggi le comiche”. Prima la mancata “nomina” dell’evento con Mengoni ospite a “Quelli che”, poi giovedì scorso con lo stesso ospite a The Voice, l’evento è diventato “Eurosong“, alla maniera svizzera e poco dopo la trasmissione, su twitter, Rai 2 comunica l’hashtag “per seguire Mengoni giovedì all’Eurovision” (ovvero nell’unico giorno in cui in Rai non va in onda, pensando di parlare in realtà della finale che invece c’è sabato…).   Sopra trovate lo spot ufficiale Rai, passato per la prima volta alle ore 23.57 di giovedì scorso. Meglio tardi che mai. Demenziale, surreale, quasi grottesco, che l’evento venga trattato in questo modo dall’emittente che deve mandarlo in onda…

PRECEDENTI – Per la quinta volta si va in Svezia, per la seconda a Malmö, ma nel 1992 la sede era il Palazzetto dello Sport (e per l’Italia c’era Mia Martini, che chiuse quarta con “Rapsodia”). L’ultima volta da queste parti, nel 2000 a Stoccolma, vinse la Danimarca con gli Olsen Brothers e “Fly on the wings of love”, brano che polverizzò ogni record di vendita in patria e la Russia chiuse seconda con “Solo” di Alsou: un risultato che potrebbe clamorosamente ripetersi. E per una coincidenza, Alsou sarà ancora protagonista, come spokesperson russa.

La prima volta svedese, al Centro Fieristico di Stoccolma nel 1975 (con gli Abba vincenti l’anno prima), vide imporsi “Dinge a dong” delle Teach In, per l’ultimo successo olandese, con l’Italia terza grazie a Wess e Dori Ghezzi con “Era” e per la prima volta fu introdotto l’attuale sistema di voto. Nel 1985 era toccato invece a Goteborg dove allo Scandinavium vinsero le norvegesi Bobbysocks con “La det swinge” (ma una delle due componenti era svedese!).

TALENT EUROFESTIVAL– Sarà un’edizione dell’ESC particolarmente ricca di giovani usciti dai talent show. Hanno partecipato a The Voice Roberto Bellarosa (Belgio, vincitore); Natàlia Kelly (vincitrice), Krista Siegfrids (Finlandia), Dina Garipova (vincitrice), (Russia, le Moje 3 (Serbia, ci sono prima e seconda, più una finalista). Escono invece da Pop Idol Margaret Berger (Norvegia), Birgit (Estonia, vincitrice), Amandine Bourgeois (Francia, vincitrice), Nodi & Sophie (stessa edizione ma singolarmente, Georgia), Robin Stjernberg (Svezia).  I PeR (Lettonia) escono da Latvia’s Got Talent, Marco Mengoni viene da X Factor (vincitore), Aliona Moon (Moldavia) da Operazione Trionfo mentre Moran Mazor ha vinto il talent israeliano al femminile “Eyud Golan call you“, Vlatko Lozanoski (Macedonia) da Mak Zvezdi. L’albanese Adrian Lugjuraj a The Voice ha fatto l’assistant coach.

CIFRE VARIE– Emil Ramsauer, dei Takasa (Svizzera), con i suoi 95 anni è il più anziano in gara e anche in assoluto l’artista più anziano che abbia mai calcato il palco dell’Eurovision Song Contest. La solista più anziana è invece  Bonnie Tyler (62 anni, Regno Unito). Roberto Bellarosa, nato in Belgio nel 1995 è il più giovane. Valentina Monetta (San Marino), è alla seconda partecipazione consecutiva. Sono alla seconda, ma non di fila Elitsa e Stoyan (Bulgaria, anche nel 2007). Aliona Moon (Moldavia), l’anno scorso era corista di Pasha Parfeny, autore della sua canzone. Farid Mammadov è il primo solista maschio a rappresentare l’Azerbaigian nella storia eurovisiva, i Dorians la prima band armena. Come al solito e  come ogni anno, oltre che su questo blog, aggiornamenti in tempo reale su Eurofestival NEWS.

Eurovision Song Contest 2013: ecco come seguire l’evento in tv e sul web

fotoA otto giorni dal via, la macchina dell’Eurovision Song Contest è ormai pronta anche se come al solito, la promozione sulla Rai è scarsa, se non assente. Non se n’è parlato su Rai Due in occasione dell’ospitata di Marco Mengoni a “Quelli che” e ancora non sono partiti gli spot in occasione della diretta di sabato 18, sera della finale, quando, è bene ricordarlo, ci si scontrerà con il serale di Amici. (Ma la Rai manderà in onda anche la prima semifinale su Rai 5, martedì 14)

Allora l’occasione è buona per fare il punto della situazione, rimandandovi poi, per aggiornamenti quasi in tempo reale, al nostro blog partner Eurofestival News, che seguirà nel dettaglio la rassegna con la presenza di cronisti e “talpe” sul posto.

 ITALIA RIDOTTA- Come previsto dal regolamento, la canzone di Marco Mengoni, “L’essenziale” sarà più breve di quella portata in concorso a Sanremo. Qui sotto trovate quella tagliata a 3’11” che compare nella compilation ufficiale (in vendita qui): il taglio è nell’ultimo ritornello e nel finale che non è sfumato ma secco. Ma alla Malmo Arena Mengoni comincerà a cantare subito dopo la prima pennata, così da ridurre a 3’03” il brano. Venerdì 17, dopo la prova ufficiale (quella che sarà in pratica la versione di backup dello show, che sarà usata dalle giurie per votare), sarà sorteggiata in quale metà finale canterà l’Italia, poi sulla base di quello, sarà deciso l’ordine di uscita.Vale ricordare che non si può votare l’Italia dall’Italia a meno che non possediate una sim di uno degli altri 37 paesi televotanti (San Marino ha in massima parte i prefissi italiani e dunque vota con la giuria e basta, non essendo possibile distinguere i loro voti dai nostri e la loro compagnia nazionale “Prima” ha troppi pochi utenti). Quella che trovate cliccando qui è la versione che trovate sulla compilation ufficiale.

SAN MARINO PIACE AI FAN – Sul fronte sammarinese, il sogno di Valentina Monetta e della sua “Crisalide” di approdare per la prima volta in finale è alimentato dai fan eurovisivi, che mettono il brano ai primissimi posti della loro classifica di gradimento. San Marino non potrà contare in semifinale sull’apporto italiano, perchè si esibirà giovedì 16, quando non voterà l’Italia, ma se supererà anche la prova giurie (e se il trend fans sarà confermato) l’impresa non è fuori portata. Per uno storico derby di lingua e cultura italiana, inedito per la storia eurovisiva.  Intanto, si parla di San Marino anche perchè ad annunciare i voti è stato chiamato John Kennedy O’Connor, il giornalista inglese storico ufficiale della rassegna, che in questi giorni sta commentando su SmTv le pillole eurovisive. Nel dettaglio, ecco come seguire l’Eurovision 2013 con commento in italiano.

PRIMA SEMIFINALE – MARTEDÌ 14 MAGGIO ORE 21

Diretta RAI5 (commento di Federica Gentile), Diretta SmTV (canale 520 sky, 73 Tivùsat, 73 DTT solo emilia romagna e veneto – commento di Lia Fiorio e Gigi Restivo) Le canzoni della prima semifinale le potete ascoltare qui

SECONDA SEMIFINALE – GIOVEDÌ 16 MAGGIO ORE 21

Diretta SmTV (commento Lia Fiorio e Gigi Restivo), nelle zone di confine con la Svizzera e in Alto Adige (RAS), diretta RSI La2 (commento Alessandro Bertoglio) Le canzoni della seconda semifinale le potete ascoltare qui

FINALE – SABATO 18 MAGGIO ORE 21

Diretta RAI2 (commento Marco Ardemagni, Filippo Solibello e Natascha Lusenti – Annuncio dei voti: Federica Gentile), diretta SmTV (commento Lia Fiorio e Gigi Restivo, annuncio dei voti John Kennedy O’Connor), nelle zone di confine con la Svizzera e in Alto Adige (RAS), diretta RSI La1 commento Alessandro Bertoglio). Le canzoni già ammesse alla finale le potete ascoltare qui

Tutto lo show va anche in diretta, senza commento fuori campo, ma solo con la conduzione in inglese originale, sul sito ufficiale della rassegna (www.eurovision.tv): per vederlo è necessario scaricare un plugin non invasivo.

Ancora Senit: ecco “Follow me”

Soltanto poche settimane fa avevamo segnalato il ritorno di Senit con “One shop stop“. Ora torniamo a parlare della cantante bolognese di origine eritrea perchè il suo nuovo progetto continua a prendere forma con una campagna mediatica.  Dalla sua pagina ufficiale è stato lanciato l’altro giorno “Follow me”, un altro nuovo brano sempre in inglese sospeso fra il pop attuale e la new wave.

Gli appassionati ricorderanno Senit in gara nel 2011 all’Eurovision Song Contest sotto le insegne della Repubblica di San Marino con il brano “Stand by“, che le aveva garantito grande visibilità internazionale. La partecipazione eurovisiva tuttavia le aveva fruttato un sedicesimo posto in semifinale, non sufficiente per il passaggio del turno. Qualificazione mancata di poco: se avessero votato solo le giurie, ce l’avrebbe fatta.

“One stop shop”, la nuova sfida di Senit

Senit era salita agli onori delle cronache per la sua partecipazione, all‘Eurovision Song Contest 2011, sotto le insegne di San Marino. Poi ne avevamo riparlato in occasione dell’uscita del singolo “Through the rain”. Adesso per lei, dopo tanto lavoro in studio a Londra e  in giro per il mondo, ecco il ritorno sulle scene. La cantante bolognese di origine eritrea ha lanciato il nuovo sito ufficiale con alcune nuove canzoni, che fanno da preludio al nuovo album. “One stop shop” è la prima canzone, un singolo decisamente dal sapore elettropop.

Ritmi che si ritrovano anche nella seconda canzone proposta da questa nuova vita artistica di Senit, ovvero “AOK“. Poche informazioni per ora, ma sicuramente il segnale di una buona ripartenza per l’artista, che continua  a coltivare la sua dimensione internazionale, visto che nel suo sito si rivolge al pubblico in lingua inglese. La partecipazione eurovisiva col brano “Stand by” le aveva fruttato un sedicesimo posto in semifinale, non sufficiente per il passaggio del turno.