Fresche cover “eurovisive”: Morgan canta Endrigo, Dana Angi rifà Patricia Kaas

Tempo fa avevamo messo in evidenza la cover che gli Scooter avevano realizzato de “L’amour est bleu” di Vicky Leandros, coninvolgendo l’artista greca che ha ricantato il ritornello. E il nostro blog partner Eurofestival News aveva sottolineato la versione italo-partenopea di “Always” realizzata da Luca De Vivo e Teresa Langella ex Uomini e Donne. Torniamo a parlare di cover di brani dell’Eurovision Song Contest perchè sono uscite altre due produzioni interessanti.

In questi giorni è infatti in uscita “Italian Songbook II”, il nuovo lavoro di Morgan, il secondo di cover, che completa il progetto dell’anno scorso. Nuove versioni di vecchi successi italiani con cui l’artista brianzolo omaggia i grandi cantautori e musicisti del nostro paese. E il primo singolo è nientemeno che “Marianne”, brano poco noto di Sergio Endrigo, con cui l’istriano rappresentò l’Italia al concorso europeo alla Royal Festival Hall di Londra nel 1968, chiudendo al decimo posto. Una bella versione che riporta alla memoria un pezzo meraviglioso in parte un pò perso nella memoria. Ma non è finita qui.

L’annuncio della sua partecipazione a Sanremo fra i giovani  con “Incognita poesia” ha infatti portato alla ribalta Giordana “Dana” Angi, classe 1994, nata in Francia ma residente ad Aprilia in provincia di Latina. La sua passione per la musica francese l’ha portata a realizzare una sua versione di un pezzo pienamente inserito in questo genere come “Et’ s’il fallait le faire“, che Patricia Kaas portò in concorso nel 2009 sul palco di Mosca. La canzone per ora non è incisa in alcun  lavoro, c’è un demo sul suo canale youtube. Ma tanto basta per farci apprezzare la sua vocalità. Diversa da quella della francese ma ugualmente  molto bella.

“C’est bleu”, gli Scooter rilanciano (e fanno ricantare) Vicky Leandros

Uno dei pezzi rimasti nella storia della musica, trasformato in chiave rock. Forse pochi sanno che “L’amour est bleu“, più noto in Italia nella sua versione inglese “Love is blue”, che è stato anche jingle di alcune pubblicità è un brano dell’Eurofestival. Lo portò in concorso per il Lussemburgo la allora giovanissima Vicky Leandros, cantante greca poliglotta che poi diventerà, a partire da questo brano l’artista greca più ricca e famosa nel mondo, una delle icone della musica ellenica nel mondo.

Ebbene, è di questi giorni l’uscita di una particolarissima cover in chiave rock realizzata dagli Scooter, un gruppo tedesco piuttosto specializzato in queste trasformazioni. Tecnicamente è un mashup, che mescola cioè la melodia di un brano con le  parole  di un altro. La canzone è diventata il terzo singolo dell’album “The big mashup” che appunto contiene tutta una serie di canzoni riarrangiate a loro modo dagli Scooter. E la cosa più bella è che hanno coinvolto nella registrazione Vicky Leandros, chiamandola a ricantare il ritornello della canzone invece di usare dei campionamento. E lei si è divertita molto.

 

“Jump that rock (Whatever you want)”, gli Scooter riscoprono gli Status Quo

I patiti degli anni’80 ricorderanno “Whatever you want”, un brano che a suo modo ha segnato un’epoca nel panorama rock di quel decennio. Il brano fu inciso nel 1979 dagli inglesi Status Quo e divenne ben presto un successo planetario.

Trent’anni dopo il brano è ancora attualissimo e forse anche per questo gli Scooter, una techno band tedesca, ha deciso di riprenderlo e reinciderlo, insieme proprio alla band che lo suono per la prima volta. Il brano, riarrangiato si chiama ora “Jump that rock Whaterver you want” ed è incluso nell’ultimo album degli Scooter.

Non sono un’amante dei suoni della band tedesca, ma la riscoperta di questo energetico motivo merita una menzione. Per l’occasione, gli Status Quo hanno risuonato le basi strumentali ed inciso i cori, il resto, con l’aggiunta dei suoni tecnho lo hanno fatto gli Scooter. L’idea è buona e merita un ascolto.

“Summer wine”, la doppia cover di Ville Valo e Natalia Avelon

Ci sono canzoni che le apprezzi molto tempo dopo la loro uscita. Oppure che svaniscono col tempo, nonostante la loro bellezza, fino a che qualcuno non le riporta in vita. E magari finiscono in un film, diventando anche canzoni di successo.

Summer wine”, per quelli della mia generazione e per quelli più giovani, è un brano recente, che fa parte della colonna sonora del film “Das Wilde Leben” (La vita selvaggia), che racconta la storia di Uschi Obermaier, sex symbol tedesco degli anni’60.

La cantano uno dei più popolari artisti del panorama rock scandinavo, vale a dire Ville Valo, frontman degli Him e l’attrice tedesco-polacca Natalia Avelon, che è anche nel cast del film. Canzone dolcissima, che la voce tenebrosa di Valo rende ancora più bella. E naturalmente successo di vendite in Finlandia e tutto in  Nord Europa per il singolo.

Eppure la canzone risale nientemeno che al 1966. La sua versione più famosa fu incisa nel 1967 da Nancy Sinatra e Lee Hazelwood ma in realtà lo stesso Hazlewood la cantà con Suzi Jane Hokom l’anno precedente. Quello del film dunque è un singolare caso di doppia cover.

Anche se in questi anni, in varie versioni, l’abbiamo sentita ricantare tra gli altri da Bono & The Corrs, Demis Roussos & Petula Clark e dal gruppo tedesco degli Scooter. Il fatto che a 42 anni di distanza sia ancora un successo, la dice lunga sulla bellezza e sulla modernità del brano. Cliccando dove possibile, trovate le versioni suindicate.