“Italian Songbook n.1”, Morgan ricanta la nobiltà italiana

Stavolta le cover le canta lui. E le cante bene. “Italian Songobook n.1” è il nuovo album da solista di Morgan, già frontman dei Bluvertigo. In coincidenza con il rush finale di X Factor è uscito questo lavoro in cui lui ricanta, magistralmente vecchi successi della nostra musica. In alto, per esempio, c’è “Il Mio mondo“, del grandissimo Umberto Bindi, primo singolo.

Molto d’atmosfera anche l’interpretazione di un superclassico come “Il cielo in una stanza di Gino Paoli, ma su “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” di Sergio Endrigo, poi ricantata da Demis Roussos, siamo su livelli eccelsi  visto che rende appieno tutta quell’aura di malinconia che fa da filo conduttore all’album.

Scorrendo le tracce qua e là segnaliamo anche “Resta con me” di Domenico Modugno. Un fulgido esempio di come si possa far tornare attuali grandissimi successi italiani senza per forza volerli modernizzare, salvaguardandone lo stile originale. Come in “Back home someday” che la coppia Bardotti-Endrigo scrisse nel 1968 per il film “Le colt cantarono a morte e fu tempo di massacro‘”.

Tredici tracce, cinque italiane (l’ultima è “Qualcuno tornerà” di Piero Ciampi) e le sue cinque versioni in inglese, il già citato brano in inglese di Endrigo più due “invenzioni per orchestra d’archi”. Geniale, solo lui avrebbe potuto pensare un album così.

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Fiorella Mannoia torna con “Il movimento del dare”: la dolcezza di una grande voce

Non c’è niente da fare. Fiorella Mannoia è come il vino: migliora col tempo. Anche per questo in un blog molto orientato sulle novità giovani, decidiamo di fermarci a parlare del nuovo lavoro di questa straordinaria artista, che dopo sette anni e due sessioni di cover torna con un disco di inediti. E che disco.

In alto trovate “Io posso dire la mia sugli uomini“, brano che scivola via lieve lieve e sta girando nelle radio come traino dell’album. E’una scelta come tante, la nostra, perchè dovunque si pesca va bene. Dieci tracce di grande intensità. E lei che è una interprete pura, ha valorizzato con la sua voce particolare e belissima brani scritti da Tiziano Ferro, Ivano Fossati, Jovanotti, Ligabue, Franco Battiato.

Tiziano Ferro duetta (ma non sta fermo mai, questo?) con lei in “Il re di chi ama troppo“. Un disco che insegna a tanti giovani come si fa dell’ottima musica. E sottoscriviamo in pieno le parole rilasciate dalla Mannoia ai cronisti: “La gente cerca di attaccarsi a ciò che conosce, soprattutto nel live che costa caro in un momento di recessione. Nell’appiattimento generale, noi “vecchi” siamo privilegiati perché rappresentiamo una certezza”.

Qui vi facciamo ascoltare ancora dell’altro, per esempio “La bella strada“. Chi invece volesse farsi un riassuntino per avere un’idea generale, può cliccare qui: c’è tutto l’album in sei minuti. Per la Mannoia, che era tornata a Sanremo 2008 come ospite con la sua versione di “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo, in occasione del quarantennale del brano (del quale è uscito il singolo), un altro successo.