Umbria Jazz 2009 con i Simply Red, Gino Paoli, Paolo Conte e Burt Bacharach

umbriajaz2009r375_020409Dieci giorni intensi di concerti ad alto tasso di spettacolo e qualità. L’edizione 2009 di Umbria Jazz si conferma sul livello delle precedenti e mette insieme, sotto la direzione artistica di Carlo Pagnotta, i protagonisti del grande jazz a quelli del rock e del Pop. Periodo previsto, dal 10 al 17 luglio prossimi.

E se l’anno scorso i grandi protagonisti furono i R.E.M., quest’anno tocca a Mick Hucknall ed i suoi Simply Red animare il pubblico dell’Arena Santa Giuliana, lo spazio ricavato all’interno del vecchio stadio di Perugia, una delle due location della manifestazione (l’altra è il Teatro Morlacchi, sempre nel capoluogo umbro). Questo il programma.

ARENA SANTA GIULIANA – Si apre la sera del 10 luglio con il concerto di Paolo Conte, dunque avvio di gran classe. Il giorno seguente tocca agli americani Steely Dan, poi il 12 luglio l’appuntamento con il concerto dei Simply Red. I puristi del jazz aspetteranno il giorno 13 quando andrà in scena l’inedito duo formato dal pianista Stefano Bollani e da Chick Corea.

Il 14 sarà sul palco il giovanissimo sassofonista Francesco Cafiso, che insieme a Winston Marsalis replicherà il concerto suonato per l’insediamento di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti. Ma le suggestioni non sono finite visto che il 16 luglio ci sarà da applaudire il premio Oscar Burt Bacharach, di recente visto anche a Sanremo.

Finale tutto americano con l’omaggio a Nat King Cole che George Benson realizzerà il 17 luglio e con i suoni neri di un altro mostro sacro, vale a dire B.B.King, ufficialmente il concerto di chiusura della manifestazione in terra umbra.

TEATRO MORLACCHI – Due diversi orari. Gli spettacoli della notte, che seguiranno quelli dell’Arena Santa Giuliana saranno la tromba di Enrico Rava (10 Luglio), Gianluca Petrella e Paolo Fresu (12 Luglio), la fisarmonica del francese Richard Galliano (13 luglio) e un Gino Paoli in versione inedita jazz (18 luglio, unico concerto del giorno)

A mezzogiorno invece si esibiranno i Quintorigo,  che con la nuova cantante Luisa Cottifogli (ha preso il posto di John De Leo) renderanno omaggio a Charlie Mingus, come nel loro ultimo cd (11 luglio) e ancora Francesco Cafiso con il suo quatertto (il 17 luglio).

X factor 2 , quinta puntata: escono le Sister of Soul. I nostri giudizi

482f6df31efec_normal1Quinta puntata di X Factor, escono (finalmente!) le Sisters of Soul, con quattro puntate di ritardo ed è curioso che dopo aver vinto ballottaggi con artisti nettamente migliori abbiano perso quello con i Farias, che cantano sicuramente meglio ma non è che siano così eccezionali. Hanno pagato la loro fragilità e se n’è avvantaggiato Giops, che finora il talento (ammesso ce l’abbia) l’ha tenuto ben nascosto.

Depurata di chi non ha proprio talento né personalità, adesso la trasmissione dovrebbe prendere -o almeno si spera – il binario giusto. Anche se le nostre due preferite sono già uscite. Entra Yuri Malgiolo, artista molto particolare (il nostro giudizio sta sotto). Lo meritava? Forse. O forse ha ragione Simona Ventura, doveva entrare prima. Perché eliminare gli altri due “aspiranti” era un delitto, stavolta.

ASPIRANTI CONCORRENTI

CLAUDIA MACORI- “Pensiero stupendo” di Patty Pravo
Interprete originalissima per una canzone classica. Poteva cantarla alla Patty Pravo e invece l’ha fatta a modo suo. Eterea, sicuramente non convenzionale. Probabilmente era la peggiore dei tre ma se la confrontiamo con qualcuna che sta dentro….

YURI MALGIOLO – “Drops of Jupiter” dei Train
Canta benissimo una canzone bellissima, però Morgan fa un’affermazione giusta: “Abbiamo già sentito cantare così”. Ecco, non è originale. Questo si. Adesso che è entrato dovrà lavorare su tale aspetto. Però è bravo, ha un bell’appeal e tutte le carte in regola per ben figurare all’interno della trasmissione.

MISS SUNSHINE – “I kissed a girl” di Katy Perry
Erano le migliori fra I tre aspiranti. Prendano esempio le S.O.S: loro hanno armonia vocale, sicurezza sul palco, belle voci, non sbagliano una virgola. Sono belle ma non ammiccano ogni cinque secondi allo schermo, sono sexy senza per forza doverlo usare come arma. Pagano il fatto di essere uguali alle Sisters of Soul nell’aspetto: “Non avevo subodorato la esclusione delle S.O.S, è un caso che ci siano loro qua adesso”, ha commentato Mara Maionchi. Si, come no. Ci crediamo…

OVER 25

ENRICO NORDIO – “Grace Kelly” di Mika
Ormai la sfida di Morgan è chiara: dare ai cantanti brani che non conoscono o che non apprezzano per vedere come se la cavano. Il brano in questione è difficilissimo perché Mika arriva sulla luna con la sua voce. Nordio ha dimostrato che nel suo piccolo, un po’ ci arriva anche lui. Poi fategli cantare altro, perché le sue potenzialità sono diverse, ma si è impegnato, ha studiato bene la prova ed ha dimostrato di saper fare anche canzoni del genere. Oltretutto dà l’impressione di arrivarci senza sforzo. Dà l’impressione, nel senso che forse ci arriva bene e forse no. Ma anche qui sta la bravura di un artista. Di non far accorgere il pubblico se va in difficoltà.

GIOPS – “Voglio vederti danzare” di Franco Battiato
Ribadiamo il concetto della scorsa settimana: non c’è niente di male a somigliare musicalmente ad Alberto Camerini. Purchè di Camerini si prendano anche gli aspetti positivi, non solo quelli da saltimbanco. Camerini è stato il primo grande innovatore del pop italiano. Giops deve ancora lavorarci su parecchio. Esibizione terribile, fuori tempo (ha sbagliato dall’inizio e non s’è più ripreso), sguaiata, piena di stonature (non dissonanze, quelle sarebbero state gradite, proprio stonature e pure belle grosse), tutto un bel contorno di coreografia, ma brano cantato malissimo. Inascoltabile davvero, la scorsa settimana c’aveva quasi convinto, s’è giocato il bonus. E’nettamente il peggiore, canta peggio delle Sisters of Soul ed è tutto dire. Giusto metterlo alla prova con canzoni diverse dal suo genere: così abbiamo capito che non c’è storia. “Piero cantava solo la musica reggae”, cantava Venditti. Anche Giops. Ma solo quello (e poi vorremmo sentirlo anche lì, non ne siamo così sicuri) Scandaloso che non sia andato nemmeno al ballottaggio: se bisogna votare solo per compassione o perché fa spettacolo allora quello è un altro programma. Per ora Giops è un non cantante.

NOEMI- “Amandoti” dei Cccp
Confronto duro perché nella versione originale c’era la voce di Ginevra Di Marco (mica brustolini) e in quella completamente azzerata e rifatta in modo minimalistico quella di Gianna Nannini. E’finita tutto sommato in pareggio, perché Noemi ha una voce molto potente, il brano non era semplice perché l’arrangiamento con spolverata d’archi serviva a mettere in evidenza l’artista e se la voce non ce l’hai affoghi. Magari la Nannini ci strillava un po’ di più sopra, ma mica bisogna sempre imitare qualcun altro. Bella esecuzione, forse ci stiamo avvicinando al suo stile canoro.

MATTEO BECUCCI – “Stars” dei Simply Red
La settimana scorsa Morgan lo aveva shakerato in diretta, quindi doveva farsi perdonare. Voleva addirittura fargli scegliere il brano, finisce che gli fa cantare un pezzo del suo gruppo preferito, una sorta di regalo a compensazione del casino della volta passata. Risultato? Interpretazione ottima, si vede che il brano gli piaceva. Canta proprio bene e quello è precisamente il suo genere, come dire: “ti piace vincere facile”. Si è giocato bene il bonus, un’occasione del genere non gli capiterà mai più dentro X factor.

GRUPPI VOCALI

THE BASTARD SONS OF DIONISO – “Wild world” di Cat Stevens
Era un pò la loro sfida perchè finora avevano mescolato musica a casino coreografico, superando con la grinta alcune situazioni e mostrando un lato sbarazzino che ha evidenziato la loro genuinità. Ora hanno dimostrato di saper anche cantare. Magari non hanno voci strabilianti (infatti hanno anche stonicchiato in un paio di passi), però nel complesso hanno affrontato l’ostacolo bene. L’idea che abbiamo di loro è quella dei Take That. Quelli attuali, senza Robbie Williams. Talento misto a spettacolo, potenziale melodico misto a movimento. Romantici eventuali, con preferenza per il rock. In questo momento sono quelli che hanno maggiori margini di crescita.

SISTERS OF SOUL – “Splendido splendente” di Rettore e “All around the world” di Lisa Stansfield.
Con l’uscita di testa della bionda è chiaro che le tre non hanno alcun futuro, non sono mai state un gruppo ma tre soliste, anche piuttosto modeste. La cosa era stata evidente sin dalle prime esecuzioni, dove oltre a cantare malissimo, giocavano a rincorrersi. Eppure sono riuscite a mandarle avanti a dispetto di chi canta bene, con una sorta di masochismo durato cinque puntate. Per inciso, l’esecuzione del brano di Rettore non è stata nemmeno male, rispetto alle altre quattro era forse la migliore e forse stavolta, se fosse stato per l’aspetto tecnico, stavolta non avrebbero nemmeno meritato il ballottaggio. Il brano è scivolato via lieve, l’hanno cantato bene, senza sbavature, senza ammiccamenti allo schermo. Ma questa scenata terribile delle tre che si chiedono chi sia la leader fra loro dimostra la loro assoluta mancanza di personalità. Che unita alla mancanza di talento dovrebbe far pensare. Avevano una chance, la potevano sfruttare e invece si sono fatte male da sole. Bimbette capricciose, proprio nelle stile delle girl band cui si ispirano. Benino nel pezzo della Stansfield, vicino al loro stile. Nell’esecuzione acappella hanno cantato “Quello che voglio” di Alex Baroni, che probabilmente s’è rivoltato nella tomba.

FARIAS – “La camisa negra” di Juanes e “Que grande es esto amor” versione spagnola di “How deep is your love” dei Bee Gees.
Come gettare alle ortiche un jolly. Viene loro assegnata una canzone in spagnolo, quindi la loro lingua, una motivetto che parla di cose tristi cantata in modo allegro da Juanes. Sono riusciti a renderla piatta come non c’era riuscito mai nessuno. Non hanno cantato male, hanno belle voci e sanno modularle benissimo, ma davvero continuano a non emozionare, a trasmettere zero. L’idea è che loro si sentano a disagio senza strumenti, siamo certi che se l’avessero cantata senza base e suonandola magari solo con la chitarra sarebbero andati molto meglio, sarebbero riusciti a far passare quell’emozione che invece c’è rimasta dentro . Meglio nella canzone del ballottaggio, che avevano già eseguito molto bene in passato, ottimi a cappella, perché loro sanno cantare. Giudizio complessivo: questi ragazzi hanno belle voci ed un buon talento, ma sono inadatti ad un programma del genere. Però sono tra i pochi che in questo programma hanno saputo mettersi in gioco cantando di tutto. Avranno un’altra chance, perché in fondo sono bravi.
16-24 ANNI
AMBRAMARIE FACCHETTI – “Run baby, run” di Sheryl Crow

Una ballata rock dal sapore velatamente malinconico che lei canta molto bene, come ha fatto quasi sempre. Molto intensa. Avevamo detto che è quella che per voce, grinta e presenza scenica è quella più pronta fra quelli rimasti in gara. L’unico neo: canta sempre allo stesso modo e quando le danno cose meno rock va un po’ in tilt (lo ha fatto anche ieri, a tratti sul ritornello). Se questo è un programma che deve tirare fuori i cantanti pop lei non merita di vincere perché è poco malleabile su altri suoni. Non è un caso che non le abbiano mai dato sinora una “canzonetta”. Però ha un futuro discografico assicurato nel panorama rock, questo è certo.

DANIELE MAGRO “All the way” di Craig David
Difficile dire ancora altro. Probabilmente a livello generale è il migliore e la sensazione che abbiamo è che gli vestano i brani addosso come non fanno con gli altri. L’arrangiamento era assolutamente perfetto (notevole l’inserimento della colonna sonora di “Momenti di gloria” di Vangelis), lui ci ha pennellato attorno la canzone con il solito stile e la solita voce potente. E’una macchina quasi perfetta, se non s’inceppa è difficile che esca prima della finale.

Una canzone per l’estate: “Figlio dei Manga” di Io, Carlo

Se come chi scrive siete nati negli anni’70, allora preparate i fazzoletti. “Figlio dei manga”, di Io, Carlo vi farà piangere di malinconia, riconrdando i tempi in cui si era ragazzi spensierati. Quello che trovate sopra è il terzo singolo di Carlo Fath, alias Io, Carlo, dj e produttore discografico tedesco (tra l’altro ha lavorato con i Simply Red) trapiantato a Milano.

Dopo il successo dei primi due singoli, “L”ego” e “Danziamo”, ora ecco il nuovo tormentone sempre tratto dall’album, ormai vecchio di un annetto, “In perenne riserva”. Il video non è quello ufficiale, ma rende bene l’idea di un motov che racconta di tutta la tv degli anni’80, dei cartoni animati (c’è pefino citato il mitico “Nano Nano” di Mork e Mindy) e di come erano belli quei tempi. Tutto molto bello. Tre singoli uno migliore dell’altro, da canticchiare e fischiettare. E con testi che fanno pensare.

Operazione nostalgia? Sicuramente. Anche se i protagonisti sono i Manga, i fumetti giapponesi che esplodevano in quegli anni ma che hanno trovato maggior diffusione qualche tempo dopo. E allora pronti con i fazzoletti…