“I like it”, Sirusho torna sul mercato internazionale

E’una delle giovani artiste più apprezzate in Europa eppure al grande pubblico è ancora poco nota. Siranush Harutunyan, in arte Sirusho, a soli 25 anni, già girato mezzo Continente e anche diversi stati extraeuropei portando in giro la sua musica ed i suoni del pop dell’Armenia, suo paese natale. E dopo il quarto posto all’Eurovision Song Contest 2008 con “Qele Qele” ci riprova sul mercato internazionale.

Nel 2012 è annunciato il suo nuovo album europeo e intanto è uscito “I like it”, un pezzo dance pop di cui lei è autrice di parole e musica.  Un’artista poliglotta, la giovane armena, che oltre all’armeno ed al russo, si esibisce anche in greco (qui “Erotas”, del 2009) e appunto in inglese (dello stesso 2009 “Time to pray”, con l’israeliano  Boaz Mauda e la serba Jelena Tomasevic). Davvero molto brava, se vi piace il genere è da non perdere.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Pasyklides Zmogus” di Sasha Son (Lituania) e “nor Par” di Inga & Anush (Armenia). Per la Repubblica Ceca Hip Hop in lingua Rom!

Sempre attiva la macchina dell’Eurofestival, con altri due paesi che completano le selezioni. Sarà Dima Sharkov, in arte Sasha Son, a rappresentare la Lituania.

Giovanissimo, è già una istituzione nel suo paese perchè canta da quando aveva 13 anni. Il brano sarà Pasyliklides Zmogus (lo trovate sopra). Adesso bisognerà vedere se la canzone resterà in lingua lituana o se il brano verrà tradotto in inglese. Buona atmosfera ma il brano non fa presa. Non sembra in grado di lottare per la vittoria, ma vista la crisi che attraversano le tv baltiche, nessuno si strapperà i capelli.

REPUBBLICA CECA, TOCCA AI GISPY.CZ – Scelta clamorosa per la terza partecipazione per la Repubblica Ceca, che dopo i fiaschi delle prime due partecipazioni ha optato per i Gipsy.Cz. Si tratta di un gruppo che fa musica hip hop piuttosto conosciuto in Europa. La curiosità è che cantano in lingua Rom, mescolata ad inglese e ceco.

L’Armenia manderà un duo formato dalle sorelle Inga & Anush Arshakyanner, con in brano (è sopra)  “Nor Par”. L’obiettivo è migliorare il quarto posto di Sirusho dell’anno scorso ma a sentire la canzone, sin troppo etnica con qualche concessione al pop alternativo, sarà molto difficile bissare l’impresa della bella cantante.

DUETTO AZERO – Sempre a proposito di paesi caucasici, arriva una piacevole notizia dall’Azerbaigian: infatti insieme alla cantante Aysel, selezionata per l‘Eurofestival, canterà Arash, il cantautore persiano di origini azere ormai trapiantato in Svezia autore della sua canzone (ancora non è stato reso noto il titolo) e che ha spopolato in mezza Europa quest’estate con la sua “Suddenly“, brano di cui avevamo parlato.

SPAGNA, I PRIMI TRE FINALISTI – Ieri sera nella trasmissione apposita, la tv spagnola ha selezionato i primi tre finalisti per il Galà che assegnerà il posto di successo di Rodolfo Chikilicuatre. Prima selezione, come è noto, su myspace, in trenta stanno partecipando alle semifinali, dove sono giudicati da un mix di guiria e televoto. Sabato la seconda semifinale, il 7 marzo la finalissima. 

Ammessi alla finale (cliccate sui titoli) Melody y Los Vivancos (“Amante de la luna“), La La Love you (“Dame un beso“), Noelia Cano “(Cruza los dedos”). I quarti, Gran Baobab potranno accedere ad un ripescaggio.

 

 

Suoni d’Europa: Georgia, Armenia, Azerbaigian

Il nostro viaggio all’interno della musica dei vari paesi europei si chiude sul Caucaso, con Georgia, Armenia e Azerbaigian. Sotto, la copertina, poi cliccate dove previsto per ascoltare i brani.

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Copertina d’obbligo per la più bella voce georgiana. Lei si chiama Katie Melua e da tempo vive in Gran Bretagna anche se non rinnega le sue origini georgiane: “If you were a sailboat” accompagna l’album “Pictures” che ha avuto grande successo in tutta Europa. Vi invito a sentire anche la bellissima “Nine million bycicles“.

Ma il vero fenomeno potrebbe diventare in breve Tusia Beridze, faccia d’angelo e grande atmosfera: ascoltate qui “Wound” e “Size and tears“, Se amate invece il rock vi invito ad andare sul myspace dei Post Industrial Boys ed a sentire “Think”. La voce di Leila Tsurtsumia è invece famosa anche negli States (qui “Mimd Gimgero Isev“).

Capitolo Eurofestival. La Georgia è entrata in gara solo nel 2007, quando debutto con la sofisticatissima “Visionary dream” di Sopho Kalvashi. L’anno scorso invece toccò le corde dell’emozione con il canto di pace di Diana Gurtskaya, non vedente e la sua “Peace will comes” (qui trovate invece una sua versione di “Solo noi in duetto conToto Cutugno).

Il punto di contatto fra Azerbaigian e Georgia è Manana, nata in Georgia ma divenuta azera. La sua “Senden Ayri” è molto interessante.  Fra le stelle del pop azero va senz’altro annoverata Roya (qui “Ayrilq Olmayaidy“), ma ha buon successo anche Brilliant Dadashova (qui l’ultima “Aklin sende Kaldi“). E occhio all’attrice e modella Aygun Kazimova (qui “Yene tek“)

Quanto all’Eurofestival, la tv azera ha debuttato nel 2008 con uno scoppiettante numero, costato parecchi soldi, che ha fruttato un ottavo posto. Elnur e Samir, cantavano “Day after day”, del quale potete ammirare la performance a Belgrado.

La musica armena prende invece varie strade. Contestatissimi sono i System of a down, band armeno-americana di alternative metal, che sono impegnati nella lotta per far riconoscere il genocidio armeno da parte del Governo Usa e di quello turco. Qui c’è il brano “Hypnotize“.

Ancora più impegnato il solista del gruppo Serj Tankian che nel video di “Empty walls“, che accompagnava l’album “Elect the dead” si vedono bambini che giocando ricostruiscono le scene della caduta delle Torri Gemelle, delle torture di Abu Grahib e il video si chiude con il passaggio di un feretro coperto da una bandiera americana. Ne riparleremo.

Molto più leggera la musica di Sofi Mkheian (qui “Vortex Gntem“), di Silva Hakobyan con la bella “I like” (premiata agli armenian awards), di Christine Pepelyan., della quale ascoltiamo “Kes Hamar” e degli Armenchik (qui “Havatem te che“)

L’Armenia è legata all’Azerbaigian dal fatto che l’artista che rappresentò la repubblica caucasica nella prima apparizione all’Eurofestival, datata 2006 era proprio azero. Si chiamava Andrè e portò “Without your love“. Visti i rapporti fra armeni ed azeri, anche per la vicenda del Nagorno Karabakh, non fu facile da digerire.

Nel 2007 toccò alla ballata di Hayko, “Anytime you need“. L’anno scorso invece, sfiorò il podio, che avrebbe meritato, con la bella Sirusho che cantava la multietnica “Qele qele“, che trovate sotto e con la quale vi lascio.

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Una canzone per l’estate: “Qele qele” di Sirusho

Eccole, le nuove frontiere della musica. Sirusho Haroutunyan ha 21 anni ed è nata a Yerevan, capitale dell’Armenia. Questa bella canzone che unisce in un colpo solo il pop, il folk, i ritmi balcanici e quelli della sua terra, è stata una delle sorprese dell’ultimo Eurofestival.

La canzone, banalissima nel testo (che trovate qui : Qele qele vuol dire Muoviti Muoviti), è un concentrato di ritmi al cospetto dei quali è impossibile stare fermi. Il pubblico europeo stava per spedirla sul podio: non ce l’ha fatta per pochissimo, visto che è arrivata quarta, ma ancora adesso, a tre mesi di distanza, è rimasta nelle orecchie di tanti.

Lei poi è bellissima, ma questo è un altro discorso. Conta invece che in patria ha già una lunga lista di premi vinti. I suoi album per due volte sono stati nominati “album dell’anno” nella repubblica caucasica. Questo, per inciso, è uno dei suoi rari brani nei quali canta anche in inglese.