E’uscita la compilation di X Factor 4 (senza tre artisti)

E’uscita anche quest’anno la compilation di  X Factor. Ci è voluto un pò  di tempo m alla fine il disco è uscito dopo che quest’anno  la produzione ha  rinunciato a mettere su I Tunes direttamente le performance live dei cantante. Il disco contiene 11 tracce finemente riarrangiate (e le relative 11 basi musicali) con i brani più intensi e meglio intepretati dai concorrenti della quarta edizione del talent show di Raidue. E’disponibile sul portale I Tunes ed anche sul mercato fisico.

Ancora una volta però si fa una scelta penalizzante, soprattutto dato che il disco esce  a metà  trasmissione, dopo che diversi artisti si sono esibiti: mancano infatti alcuni artisti, alcuni dei quali avrebbero meritato la presenza sul disco viste le qualità canore e che invece non potranno godere di questa visibilità.

Sono assenti infatti Alessandra Falconieri, Sofia  Buconi e Damiano Sardi. Sarebbe bastato poco, uno sforzo in più, per includerli tutti e dare a tutti la possibilità di essere riascoltati.La speranza è che magari esca un secondo disco, con la presenza di questi ragazzi e di chi è entrato ieri. Ad ogni modo, ecco le undici tracce della compilation, quest’anno in una delicata cover verde.

La luce dell’Est – Davide
Quanto t’ho amato – Stefano
Pugni chiusi – Nevruz
Polvere – Kymera
La spada nel cuore – Manuela
A me me piace o’ blues – Ruggero
Piccolo uomo – Nathalie
E’ la pioggia che va – Effetto Doppler
Un’emozione da poco – Dorina
Città vuota – Cassandra
Piazza grande – Borghi Bros

X Factor 4, seconda puntata: esce Sofia Buconi

Seconda puntata di X Factor 4, seconda artista di Anna Tatangelo che va fuori, stavolta tocca a Sofia Buconi, che si era salvata la settimana scorsa da un ballottaggio che pareva inevitabile. Due artisti su due fuori. E dentro quella con cui va meno d’accordo.

Su, che forse magari alla Tatangelo il dubbio che qualcosa non va le viene. Direbbe Marzullo: si faccia la domanda e si dia la risposta, quella giusta però. Dai che non è difficile. (In generale, puntata debole, molto più debole della prima).

DONNE UNDER 24

SOFIA BUCONI – Lately (Stevie Wonder) e Quando quando (Pino Daniele)

Le cambiano il pezzo la domenica e considerando il tempo fa un ottimo lavoro. Il brano è ancora una volta rischiosissimo e lontano dal mainstream, ma almeno serve a far capire che ha buone doti vocali, cosa che la volta scorsa non era emerso del tutto. Artista in crescita. Peccato non aver sentito “Unforgivable sinner”, era un gran pezzo. Al ballottaggio su Pino Daniele va via leggera, si sente che il tutto è nelle sue corde. Purtroppo però è tardi. VOTO: 7.5

DORINA LEKA – Secretly (Skunk Anansie) e Peace of my heart (Janice Joplin)

Paga il rapporto turbolento con la Tatangelo. Non deve esserci altra spiegazione al ballottaggio, perché non se lo meritava. Grande grinta, grande voce, ottima presenza scenica. Voleva un pezzo grintoso, la sua coach l’ha accontentata. Ottima scelta il pezoz del ballottaggio. Lei si che è brava, altro che Nevruz. VOTO: 8

UOMINI UNDER 24

DAVIDE MOGAVERO – La luce dell’est (Lucio Battisti)

No, Anna Tatangelo. Le canzoni di Battisti non emozionano, perché non è per quello che sono fatte. Le canzoni di Battisti sono fatte per essere cantate a squarciagola e basta, perché sono talmente senza tempo da essere sempre belle. La canzone è per lui, gli calza a pennello. E attenzione, è vero che le canzoni di Battisti sono semplici, fin troppo. Proprio per questo è semplice caderci dentro. Lui invece è andato liscio. Lineare e senza intoppi. Uno dei migliori. VOTO 9

RUGGERO PASQUARELLI – The great pretender (Freddy Mercury)

Meno bravo della prima volta, ma stavolta aveva un pezzo nuovo e difficile, poco adatto a lui. Però sempre molto bravo, per l’età che ha, onestamente, un fenomeno. A 16 anni ce ne sono pochi di talenti bravi come lui. Considerando che è ancora un talento grezzo, se ascolta Mara, quando esce sarà cresciuto parecchio. VOTO 7.5

STEFANO FILIPPONI – Quanto t’ho amato (Roberto Benigni)

Bravo è bravo, indubbiamente. Soprattutto, ed è questo che più colpisce, ha una voce limpida e cristallina. La gente apprezza e applaude, ma forse lo fa calcolando anche il suo problema di espressione. Però rilancio il problema: qui si cerca una popstar. Qual è la distanza fra uno che canta  bene e uno che canta bene e ha anche le caratteristiche da popstar? Ma voi ce lo vedete nel marasma di un festival, in mezzo a cantanti “scafati”?  Traduzione. Che canti bene è chiaro, se abbia talento no. Lo votano per il canto o per la sua storia (soprattutto dopo che l’esibizone è stata opportunamente fatta precedere da video stappalacrime) ? VOTO 6.5

OVER 25

NEVRUZ JOKU – Pugni chiusi (Ribelli)

Al di là del rischio di portare un pezzo molto bello ma di oltre quarant’anni fa (vinse il Festivalbar nel 1968), francamente non si capisce cosa trovi la gente in questo ragazzo. Tanto personaggio, tanto caso umano, ma lontano secoli luce dall’essere un cantante. Non sembrava né Demetrio Stratos (la voce della band) né Renato Zero (per gli abiti). Ha cantato male, era stonato. E la gente lo manda alla terza puntata. Vabbè che uno è disoccupato, ma ci sono tanti lavori, non è che devi per forza fare il cantante.  VOTO: 4

NATHALIE GIANNITRAPANI – Time in running out (The Muse)

Grinta e stile, conferma quanto di buono ha fatto vedere la prima sera. Anche lei ha dieci anni di esperienza alle spalle e si sente. Forse l’immagine “cattiva” è un po’ forzata rispetto a lei, ma questo non intacca la sua prestazione davvero eccellente, la migliore della sera. VOTO 9.5

MANUELA ZANIER – La spada nel cuore (Little Tony)

Non c’è storia. Per adesso, non c’è storia. Due spanne sopra gli altri, talmente superiore che persino le si perdona anche quell’essere forse un filo algida (perché lo è). Va detto che forse non emoziona ancora al massimo, ma per ora la sua bravura colpisce tanto da superare ogni cosa. Però se non si scioglie un po’, se non si mette in gioco, fra due puntate il voto scende. Ma per adesso… VOTO: 9

GRUPPI

BORGHI BROS- Pretty Woman (Roy Orbison nella versione di Van Halen)

Non è esattamente la canzone giusta per mettersi in mostra, soprattutto viste le loro caratteristiche, ma la interpretano con il giusto tono, senza prendersi sul serio. Non sono fenomeni, sono cantanti normali, sicuramente più boyband che altro.Ma sanno mettersi in gioco. VOTO 7

EFFETTO DOPPLER –  Ti vorrei sollevare (Elisa ft Giuliano Sangiorgi)

Il confronto con due voci forti e bellissime è molto difficile. Loro tengono botta, la canzone si presta e la sentono molto, forse anche perché c’è di mezzo un artista della loro terra. Non strafanno. E tanto basta per uscire indenni da questa sfida veramente difficile. VOTO: 8

KYMERA – Shock the monkey (Peter Gabriel)

Decisamente meglio dell’altra volta anche perchè questa canzone, del primo Peter Gabriel, è sicuramente più adatta a loro, per costruzione, tonalità e teatralità. Hanno belle voci, indubbiamente. Resta più di un dubbio sulla loro vesrstilità, elemento che ad X Factor è fondamentale. VOTO: 6.5

X Factor 4, prima puntata: fuori Alessandra Falconieri

Prima puntata di X Factor e prima vittima illustre. Esce Alessandra Falconieri, forse la voce migliore dopo quella di Emanuela Zanier, la più talentuosa fra coloro che hanno meno esperienza. Dentro Nevruz Joku, Kymera e Borghi Bros, nonostante interpretazioni poco convincenti. La categoria gruppi parte maluccio, ma è probabilmente quella che andando avanti sfornerà le cose più interessanti. Uomini under 24 sul velluto (diciamo che gli esami cominciano la prossima settimana), donne Under 24 penalizzate da assegnazioni imbarazzanti. Elio va come un treno coi suoi over. Ma ha la squadra con il maggior bagaglio di esperienza. Vedremo andando avanti…

DONNE UNDER 24

SOFIA BUCONI – Paparazzi (Lady Gaga)

Le fanno cantare una anticanzone di una anticantante, ma lei sa cantare e così il pezzo sembra quasi una cosa normale.  Nonostante questo, non sembra completamente a suo agio ( e te credo!) e in un paio di casi paga anche l’emozione. In un programma dove si cantano cose serie e non roba di plastica confezionata solo per far cassetta. scelte del genere sono sempre un rischio. Ma che diamine di canzone le hanno dato? Come si fa? VOTO: 6.5

DORINA LEKA – Heavy Cross (Gossip)

Il suo rapporto con la coach Tatangelo già scricchiola prima di partire. Pessimo segno. Soprattutto perché stavolta ha ragione la sua coach: la versatilità, ad X Factor, è fondamentale. Lei è brava, canta bene, ha una bella faccia. E il pezzo dei Gossip l’ha aiutata a metterci grinta. Ma la vera prova arriverà quando le daranno pezzi melodici. Due edizioni fa, nel tombino c’è finita dentro Ambramarie. Come andò a finire lo sappiamo. VOTO 7.5

ALESSANDRA FALCONIERI – Grazie dei fior (Nilla Pizzi) e “The scientist” dei Coldplay.

Lei se l’è cavata bene.  Ha stile, leggerezza, leggiadria, l’interprete perfetta per una certa canzone d’autore. Non ha caso ha vinto il festival principe del cantautorato italiano, Musicultura.  E poi ha una faccia che buca lo schermo. Siamo pur sempre in televisione e conta molto. Paga una scelta assurda,  quella di assegnarle un pezzo così datato e va al ballottaggio. Per quello che abbiamo sentito, era la migliore di tutti dopo Manuela Zanier. Mah. Ringrazi la Tatangelo per il pezzo che le ha dato. Con un altro brano, forse, sarebbe ancora dentro. VOTO: 8.5 ( 2 alla scelta del pezzo)

UOMINI UNDER 24

DAVIDE MOGAVERO – I don’t wanna miss a thing (Aerosmith)

Esordio tranquillo su un pezzo tranquillo. E’ bravo, ha una bella faccia, sa cantare anche meglio di come ha fatto (benissimo). Però ha dalla sua l’età e quindi grandi margini di miglioramento. Ottima l’idea di farlo cominciare, vista appunto la giovane età, su un pezzo che non crea grossi problemi. Ha grosso talento, l’abbiamo visto ai casting. Teniamolo d’occhio VOTO 8

RUGGERO PASQUARELLI – A me me piace ‘o blues (Pino Daniele)

Va sul velluto, perché Mara le assegna il suo cavallo di battaglia. Lui ovviamente lo interpreta da par suo, senza patire la minima emozione nonostante i 16 anni. La sensazione è che andrà lontano anche fuori dal talent show. Grosso fenomeno, ma anche lui lo aspettiamo con pezzi più lontani dalle sue corde. VOTO: 8.5

STEFANO FILIPPONI – Notturno (Mia Martini)

Bravo. Indubbiamente. Quando canta emoziona, soprattutto considerando il problema di espressione che evidenzia nel parlare. Questo poi era un pezzo difficile e poco noto (anzi, quasi nulla) al grande pubblico, di atmosfera ma ancora più difficile da far passare. Resta soltanto un dubbio, legittimamente evidenziato da Ruggeri: quanto reggerà al tritacarne? Non quello del talent show, quello che verrà dopo, comunque vada. Perché nonostante quello che dicano, questa è una scelta televisiva. VOTO: 8.5

OVER 25

NEVRUZ JOKU – Se telefonando (Mina)

L’allegro saltimbanco turco-slavo di Caserta è sicuramente un personaggio, ma onestamente, messo a paragone con chi ha uno studio alle spalle ed una vocalità importante, perde il confronto. Qua cerchiamo un cantante, non un comico, faccia meno le vocine e canti più seriamente. L’aspetto non c’entra niente. Va detto che non ha distrutto il pezzo di Mina ed ha mantenuto una certa misura, è già qualcosa. Pensate che se vincesse (e se la Rai mantiene le prEmesse) potrebbe rappresentarci in Europa, all’Eurofestival. Vorreste davvero che la musica italiana da esportiizone  sia rappresentata da lui? VOTO 5.

NATHALIE GIANNITRAPANI – America (Gianna Nannini) e Ti Sento (Matia Bazar)

Ha cantato per prima un pezzo difficilissimo, perché quando si ha per le mani una cosa della Nannini si rischia sempre di scivolare nell’imitazione. Lei ci mette la giusta grinta, voce potente, mestiere ed esperienza. Si sente che è forgiata da 10 anni di lavoro. Il ballottaggio è inspiegabile. Bene sui Matia Bazar. Si salva al televoto finale, ma francamente è tutto assurdo, vista anche l’avversaria con cui s’è dovuta scontrare. Un’altra che non meritava quella sorte. Tutt’altro. VOTO 8.5

MANUELA ZANIER – Una ragione di più (Iva Zanicchi)

Dei nostri dubbi su un regolamento che consente la partecipazione ad un talent show ad artisti già di professione in cerca di rilancio abbiamo già detto. Ma dato che qui diamo giudizi obiettivi, va detto che confrontata agli altri, è come vedere l’Inter che gioca in serie C. Nettamente la migliore, con una voce importante, padronanza del palco. Dieci anni di carriera si vedono tutti. Il rischio, come ha sottolineato bene Ruggeri, è che sconfini nella freddezza e sarebbe un male. VOTO: 9

GRUPPI

BORGHI BROS- Eppure soffia (Pierangelo Bertoli)

La canzone di Bertoli in un irritante arrangiamento ye-ye.  Irritante non nel senso che loro cantano male, nel senso che il pezzo non calza loro per niente. Abbiamo sentito le loro cose già incise, sono bravi. Però non tutti i pezzi possono andare bene sempre a tutti. Loro si sono messi in gioco con grande impegno, accettando la sfida di Ruggeri. Hanno capito lo spirito del talent. Ma complessivamente, l’esibizione è andata così così. VOTO: 6

EFFETTO DOPPLER –  It’s my life (Bon Jovi)

L’arrangiamento sgonfia parecchio un pezzo da chitarre distorte, ma consente di mettere in risalto la loro vocalità. Scelta buona perché è la prima puntata, loro sono bravi, nel senso che cantano bene, ci mettono faccia tosta, leggerezza e anche loro interpretano bene la sfida di cantare un brano distante dalla loro natura musicale. Ma la prossima volta che un arrangiamento distrugge un pezzo così…VOTO 7

KYMERA – Frozen (Madonna)

Giudizio controcorrente. L’esibizione non ha dato la stessa emozione che invece i provini avevano dato. L’alchimia vocale che li unisce non si è sentita più di tanto, forse anche per colpa di un arrangiamento non straordinario. Saranno anche bravi, ma per adesso non l’hanno dimostrato al massimo. Forse c’è solo da lavorarci su. E forse un ballottaggio sarebbe stato utile per scuoterli. VOTO 5.

X Factor 4, oggi si parte (su Rai Due).Ecco il quadro completo dei partecipanti. Il vincitore all’Eurofestival?

Ore 21.15, parte X Factor 4. E la Rai ancora una volta si dimostra lungimirante nella scelta del giorno di messa in onda. Il Martedì: praticamente SEMPRE contro la Champions League su Sky, stasera, che è la prima puntata, contro Italia-Far Oer trasmessa sull’ammiraglia Rai. Complimenti a chi fa i palinsesti! (l’ultima partita della Nazionale contro la piccola isola, con gli azzurri già qualificati fece 7 milioni, dunque…)

A parte questo, si parte con grandi novità. Confermato Francesco Facchinetti al timone, ma cambiati tre giudici su quattro. Mara Maionchi avrà infatti come partner di lavoro Elio (al secolo Stefano Belisari, di Elio e le storie tese), Enrico Ruggeri e Anna Tatangelo. Si preannuncia un’edizione scoppiettante, visto che in una recente intervista Elio ha già preso le distanze dalla Tatangelo e Ruggeri, più garbatamente, ha fatto lo stesso. I concorrenti saranno 12, divisi in 4 categorie: per uniformarsi alla versione inglese, infatti, la categoria Under 25 è stata sdoppiata in Uomini e Donne.

Ma la grande novità, annunciata ieri, è che il direttore di RaiDue Massimo Liofredi ha aperto una clamorosa per il ritorno dell’Italia all’Eurofestival. Come spiegato in questo post, Liofredi ha infatti detto che il vincitore di X Factor potrebbe partecipare proprio alla rassegna continentale. Come potrete leggere, sarà uno X Factor internazionale, con 4 artisti con origini straniere…

CATEGORIA UNDER DONNE UNDER 25 (caposquadra Anna Tatangelo)

Il vocal coach è Adriano Pennino, musicista, collaboratore di Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio, più volte direttore d’orchestra a Sanremo

SOFIA BUCONI – Bolognese, 20 anni, una sua canzone, “Dove sei stato”, scritta da Roberto Freak Antoni degli Skiantos, era in lizza a Sanremo Nuova Generazione, senza però riuscire a qualificarsi. Ed era uno dei brani in concorso alla selezione italiana per l’Ogae Song Contest (il concorso virtuale organizzato dai fanclub dell’Eurofestival).

DORINA LEKA – 24 anni,residente a Trieste ma di origine albanese. Fa la webdesigner di mestiere ma ha da sempre la passione per la musica. Sa infatti suonare il pianoforte avendolo studiato al conservatorio per ben 8 anni. E’ influenzata artisticamente da centinaia di cantanti e musicisti, dai Velvet Underground (ha chiamato la sua arpa Velvet in loro onore), ai Led Zeppelin, da Alice Cooper a Mozart, da Morricone a Ben Harper, da Eddie Vedder a Chris Cornell, da Nina Simone ai Black Sabbath, da Patti Smith a Demetrio Stratos.

ALESSANDRA FALCONIERI – Romana, 24 anni, ma di padre argentino e mamma svizzera.  Qui la scheda completa. Finalista a Musicultura 2010 con il brano “La rosa caduta alle 5” scritto da Bungaro. E’la quarta artista che esce da Musicultura dopo Elisa Rossi (Viola Selise), Chiarastella e Sofia (Francesca Xefteris, in gara alla rassegna maceratese con il gruppo dei Greenwich). A Musicultura ha poi partecipato DOPO X Factor anche Serena Abrami. Per quello che abbiamo sentito sinora, ci sembra la migliore.

UOMINI UNDER 25 (caposquadra Mara Maionchi)

La vocal coach non ha bisogno di presentazioni. Rossana Casale è forse la jazz woman più famosa in Italia. Già direttrice dell’accademia di Operazione Trionfo e terza a Sanremo nel 1993 con Grazia Di Michele. E una carriera lunga così e costellata di successi. Garanzia assoluta.

RUGGERO PASQUARELLI – Sedici anni, di Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara. E’ il leader è cantante dei 65013, band che fa cover di grandi successi e porta il Cap della cittadina abruzzese. Molto versatile, ma soprattutto grandi doti da potenziale crooner, canta diversi stili. Qui un video insieme alla sua band.

DAVIDE MOGAVERO – 17 anni di Salice Salentino (LE), vincitore di numerosi concorsi a livello locale, studia canto e chitarra, ha studiato tecnica vocale con Michele Fischetti, già coach della prima edizione di X Factor.

STEFANO FILIPPONI – Di Montefano (MC), 22 anni, studia canto lirico. Incredibilmente, si tratta di un ragazzo balbuziente. Nonostante questo, quando canta, il suo problema di espressione linguistica, scompare.

OVER 25 (capitano: Elio)

Il vocal coach sarà Adriano Tafuri, pianista e compositore, fra l’altro collaboratore dello stesso Elio e di Pacifico, Fabrizio De André, Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Fiorella Mannoia, Jovanotti

MANUELA ZANIER – Di lei abbiamo già parlato. Latinese, 33 anni. Ha partecipato al Festival di Sanremo (si, a Sanremo!) nel 2003, sezione Nuove proposte, da oltre 10 anni sulla scena. Protagonista anche nel musical campione di incassi “Tosca, amore disperato”. Qui il nostro lungo reportage su di lei, sapete come la pensiamo su un regolamento che consente a chi dopo tanta carriera di poter essere ammesso a questo tipo di programmi.  Gli artisti, invece,  fanno bene a sfruttare l’occasione.

NATHALIE GIANNITRAPANI – Romana di origine belga, 31 anni. Qui la nostra scheda. Numerosi premi vinti in carriera.  Nessun disco all’attivo ma una lunghissima carriera live, da oltre 10 anni. Ha aperto i concerti di Max Gazzè e Andrea Mirò, la sua musica si ispira in gran parte ad artisti anglosassoni, come Tori Amos, P.J. Harvey, Fiona Apple, Radiohead, Jeff Buckley,ma anche ad italiani come De André, De Gregori e agli chansonniers francofoni, come Serge Reggiani.

NEVRUZ JOKU– Casertano di origine turco-slava, 27 anni. Il provino è sopra, va visto, è un soggetto curioso. Un album all’attivo, dal titolo “Le ossa” (insieme ad un altro musicista, dando vita al duo eponimo). Dal suo profilo Myspace si apprende che suona la chitarra da 10 anni e la batteria da 5, oltre ad aver cantato sin da bambino cominciando a scrivere testi dall’età di 12 anni. Cosa ancora più interessante è che secondo sempre le sue dichiarazioni sul social network Nevruz Joku è ‘autodidatta in tutto’. A noi non è piaciuto per niente. Ci ricorda Giops, e non è un complimento.

GRUPPI (caposquadra Enrico Ruggeri)

Il vocal coach è Fabrizio Palermo, bassista dello stesso Ruggeri.

EFFETTO DOPPLER – Vocal band  formata da Alessandro Spedicati (19 anni, Lecce), Gabriele Papadia (26 anni, Nardò) ed Enrico Bergamo (26 anni, Lequile). Tre cantanti con esperienze diverse tra loro. Alessandro l’anima Pop, Gabriele quella Rock ed Enrico quella Leggera. Anche loro mescolano vari generi, dunque.

BORGHI BROS – I Borghi Bros, due fratelli che arrivano da Como e sono un duo emergente con parecchie cose all’attivo. E diversi singoli stile boyband raccolti in un Ep (qui la scheda completa). Stile molto pop, melodie cantabili, arrangiamento leggero, belle voci, bella presenza.  Destinati probabilmente ad un pubblico prevalentemente femminile.

KYMERA – I Chimera Vengono da Aosta e si chiamano Davide Dugros (1979) e Simone Giglio (1983). Le due diverse tonalità di voce permette loro di eseguire brani che coprono un’estensione vocale vastissima che, in genere, solo un uomo e una donna insieme riescono a coprire.  Le canzoni che stanno sul loro myspace promettono bene. Davide Dugros è curatore delle melodie e degli arrangiamenti vocali mentre Simone Giglio è l’autore dei testi e delle melodie, che sono attraversati anche da sonorità etniche. Sono un duo dichiaratamente omosessuale, coppia nella vita come nella musica. Lo diciamo solo perchè l’hanno sottolineato loro, questa variabile è ovviamente assolutamente non importante.

Ogae Song Contest: ecco le 22 canzoni della selezione italiana

L’Italia non partecipa all’Eurofestival, ma Ogae Italy, il fan club italiano, partecipa regolarmente all‘Ogae Song Contest. E’un concorso parallelo all’Esc, organizzato dall’associazione internazionale dei fan club della manifestazione. Ciascun fan club propone – attraverso un concorso o attraverso scelta autonoma – una canzone fra quelle uscite fra il 2009 ed il 2010 che la possa rappresentare nel concorso virtuale. A votare sono i membri dei fan club di tutta Europa, con lo stesso meccanismo dell’Eurofestival (dunque ovviamente ciascuno non può votare per il proprio paese).

L’Italia, che in passato ha vinto tre volte (1990 con “Vattene amore” di Amedeo Minghi e Mietta, 1993 con “La solitudine” di Laura Pausini e 2005 con “Da grande” di Alexia e che l’anno scorso è arrivata terza con “Non ti scordar di me” di Giusy Ferreri), ha scelto un concorso di selezione con 22 canzoni. Ci sono personaggi che arrivano da Sanremo (Big e Giovani, c’è qualche nome del nostro pop, molti brani delle selezioni di Sanremo e un personaggio “di peso” a livello commerciale). In questi giorni Ogae Italy voterà per scegliere la rappresentante italiana. Qui sotto le canzoni in gara selezionate sulla base delle segnalazioni degli associati: per ascoltarle, vi rimandiamo al sito di Ogae Italy. Nel 2009 trionfò “Viva la vida” dei Coldplay (qui l’albo d’oro).

  1. NINA ZILLI – L’uomo che amava le donne
  2. MALER – Mutamento
  3. SAM PAGLIA – Una donna scimmia
  4. MODA’- Sono già solo
  5. BAUSTELLE – Gli spietati
  6. SOFIA BUCONI – Dove sei stato
  7. B-MORA – I miei domani
  8. ALEXANDRE – Troppo mitico
  9. YLENIA LUCISANO – Ho fatto un sogno
  10. GLI ATROCI – Pennellen
  11. IRENE GRANDI – La cometa di Halley
  12. NICHOLAS BONAZZI – Dirsi che è normale
  13. PAOLO MENEGUZZI – Imprevedibile
  14. PAOLA E CHIARA – Emozioni
  15. PIERDAVIDE CARONE – Di notte
  16. MIODIO – Perdo contatto
  17. ARISA – Malamorenò
  18. ALIBIA – Fondamenti di immoralità
  19. JOVANOTTI – Baciami ancora
  20. NOEMI – Per tutta la vita
  21. MARCO MENGONI – Credimi ancora
  22. TONY MAIELLO – Il linguaggio della resa

Sanremo Nuova Generazione: “The best of esclusi”: Sofia Buconi, Francesco Nomi, G&G, Emily La Chatte

Proseguiamo il nostro giro d’orizzonte  con alcuni degli esclusi da Sanremo Nuova Generazione, il meglio di quello che abbiamo trovato in rete. L’invito è a tutti voi, artisti che avevate presentato un brano per la selezione: avete un video del pezzo o una traccia audio su youtube? Segnalatecela alla casella

e.lombardini@gmail.com

SOFIA BUCONI – Dove sei stato”

Figlia d’arte, bolognese, presenta questo pezzo molto soft, dall’aria  quasi retrò. Ci piace segnlarlo, sull’onda di quanto indicato dall’amico Eddy Anselmi, perchè il testo è di Roberto “Freak” Antoni, poeta e animatore degli Skiantos, che compare anche all’inizio del video,

FRANCESCO NOMI – “L’amore breve”

Benvenuti negli anni’70. Francesco Nomi canta un pezzo surreale, che fa il verso alla disco dance degli anni d’oro, mescolandola con i suoni moderni. Look finto emo punk,  melodia fuori dagli schemi del festival. Non è la cosa più bella in giro, ma almeno è originale.

G&G – “Apparecchiami la tavola”

G & G (o anche Doppiagy) è un rapper, fa un genere duro a digerire per Sanremo. Ma il testo è bello, di quelli che fann0 pensare. “Apparecchiami la tavola”, è il grido degli immigrati maltrattati e sfruttati quando arrivano da noi. Il pezzo va ascoltato, merita.

EMILY LA CHATTE – “Gita a Sanremo”

Cuneesi, cantano in italiano ma non disdegnano l’uso del dialetto. Alternano il rap allo ska, per riproporre perfino il surf che era di moda negli anni’60. Il pezzo ci ricorda, per ironia, “Abbiamo vinto il festival di Sanremo“, degli Statuto, anno 1992 (piemontesi pure loro, ma di Torino).