Suoni d’Europa: Estonia, Lettonia, Lituania

Il nostro viaggio all’interno del pianeta della musica europea scrive la sua penultima pagina. Ci fermiamo sul Batico: Estonia, Lettonia, Lituania. Sotto, la copertina, poi come al solito cliccate dove serve.

Partiamo dal capitolo Eurofestival che è quello che con più frequenza consente di gustare la musica di questi paesi. Gli occhi magnetici in alto sono di Gerli Padar, 23enne estone che nel 2007 rappresentò il suo paese con “Partners in crime“.

E’una delle canzoni migliori degli estoni, che nel 2006 si affidarono ad una svedese, vale a dire Sandra Oxenryd e la sua bella “Through my windows”. I comici radiofonici Kreisiraadio sono stati protagonisti nel 2008 con la terribile “Leto svet“. Grande ritmo per le studentesse  Suntribe e “Let’s get loud” del 2005.

Sono in qualche modo legate all’Eurofestival anche le Vanilla Ninja che però cantarono per la Svizzera nel 2005 “Cool Vibes“, “Though enough” è il successo che le ha lanciate. Tanel Padar, che l’Eurofestival lo vinse nel 2000 ha da poco lanciato il nuovo album: qui c’è “Fly Higher“.

Chi ama il rap apprezzerà G-Enka, qui in coppia con i Metsakutsu in “Mikse mitte tana“.  Pop e rock invece con i Nexus e “Tormituuled“, suoni più soft invece con la bella voce di Koit Toome e “Mere Lapsed“.

Parlando della Lettonia non si può invece non partire da….Ardara, in Sardegna. Località che ha dato i natali a Roberto Meloni, tenore sardo arrivato là per insegnare italiano e diventato una star della musica e della tv baltica. Di recente è stato ospite a Carramba che fortuna di Raffaella Carrà.

Per lui due Euroestival: nel 2007 fece cantare con lui in italiano altro 4 tenori lettoni: il brano si intitolava “Questa notte” (Meloni è l’ultimo che esce) e il gruppo si chiamava Bonaparti.LV; nel 2008 insieme ai Pirates of the Sea ha cantato “Wolves of the sea”.

Notevolissima l’esibizione acappella dei Vocal Group Cosmos nel 2006 con “I hear your heart”. Curiosità: il gruppo ha cantato anche a Sanremo 2007, accompagnando Al Bano in “Nel perdono” nella serata duetti,Nel 2005 toccò invece a Walter & Kazha con “The war is not over“.

Una lanciata dell’Eurofestival è stata Marie N, che vinse nel 2002: qui c’è il nuovo (in francese!) “Ecris moi”. Se amate i suoni dolci apprezzerete anche “If I only knew” di Sabine Berezina, ritmi più rock con i Prata Vetra e “And I lie”.

Musica lituana di buonissimo livello. Cominciamo dalla dolce voce di Violeta Tarasoviene e “Kol tu ne cia“. Sempre al femminile ma più fa fischiettare, il pop delle Mini Me dal titolo “Yes” .Ma a proposito di grandi voci non si può dimenticare la soprano Ayste Pylvelyte e la focosa “Troy on fire“. Leggerissimi, possiamo lasciarci coccolare anche da “Do somethin’” degli Auguste. Interessante anche “If I ever make you cry” di Ruta Sciogolevaite.

Capitolo Eurofestival, per chiudere. Esperienza negativa nel 2008 con la lagnosissima “Nomads in the Night” dell’ex metallaro Jeronimas Milius. Nel 2005 si ballava con Little by little” di Laura & The lovers, mentre nel 2006 fu la presunzione degli LT United a restare punita: cantavano “We are the winners” e finirono solo quinti.

Ma la cosa più bella, che vi proponiamo in basso, arrivò nel 2007: tre musicisti, una cantante, ma sul palco si vedeva solo quest’ultima, con i tre nascosti da un telo, dei quali si percepiva solo l’ombra. “Love or leave” dei 4Fun è bellissima e di atmosfera, ma è arrivata solo ventunesima. E’un’ingiustizia.

Suoni d’Europa: Serbia, Montenegro, Macedonia

Il nostro viaggio nel pianeta della musica europea riprende dopo un pò di pausa. Ci spostiamo negli ultimi tre paesi della ex Jugoslavia, vale a dire Serbia, Montenegro e Macedonia. Sotto, la copertina, poi come al solito cliccate sui titoli…

Probabilmente è diventata in un colpo solo la cantante più famosa di Serbia e la più famosa del suo paese nel mondo. Marija Serifovic ha un record clamoroso: ha vinto l’Eurofestival (con “Molitva“, la canzone che sentite in alto) la prima volta che il suo paese si presentava da solo in gara.

Era il 2007 e la Serbia si era appena separata dal Montenegro. Della canzoni sono nate versioni in tantissime lingue: inglese, greco ma anche russo e finlandese. E una versione dance. In questo 2008 invece a rappresentare la Serbia all’Eurofestival, in casa, c’era Jelena Tomasevic con “Oro”. Assente nel 2006, la Serbia, come Servia Montenegro, portò invece sul palco i montenegrini No Name, con “Zauvijek Moja“.

Buona musica anche fuori dalla rassegna festivaliera. Chi ama il folk apprezzerà Slavica Cutkeras e la sua “Vodka” (qui c’è anche il nuovo “Ja te samo potesam na nju“) chi invece ha un animo pop si butti sulla 18 enne Milica Todorovic e “Zasto cura sedi sama“.

E mentre non possiamo non citare l’ormai italiano Goran Kuzminac, protagonista assoluto di alcune delle più belle canzoni degli anni’70 ed ’80 ed ancora in voga (qui c’è la bellissima “Al centro di niente“), va alla grande anche il polistrumentista (suona 11 strumenti!) Zeljko Joksimovic (qui c’è “Devojka sa polja zelenih“). A tutto reggae invece con Hornsman Coyote e “Can I live my life please“.

Capitolo Montenegro. Detto della divisione con i fratelli serbi, l’esordio in solitario all’Eurofestival è stato nel 2007 con l’anglo-montenegrino Stevan Faddy ed il rock di “Ajde kroci“. Nel 2008 è toccato invece a Stefan Filipovic e “Zauvijek volim te“.

Vanno assolutamente visti ed ascoltati The books of knijge, gruppo rock folk assolutamente fuori dagli schemi. Qui trovate “Ljubo”. Chi ama i suoi più pop si butti invece su Dado Polumenta e “Kafè espresso”. “Oblak od ljubavi” è invece il nuovo di Andrea Demirovic, che di recente si è segnalata anche per “Queen of the night” cover di “Reina de la noche”, della spagnola Mirela. E poi c’è Goran Vukosic (qui “Mala bez morala“).

Ottime cose dalla Macedonia, altro paese musicalmente assai allegro. Kaliopi è una delle voci più belle di questo paese. Qui vi propongo “Probudi me“. Ma vi invito a sentire anche la grande voce ed il sound di Yova Radevska nella bellissima “Here and gone“. Notevolissima – in tutti i sensi – Eva Nedinkovska che qui vi facciamo ascoltare in”Enigma“. Poi c’è il pop di Elvir Mekic e “Armija”.

Le cose migliori però come al solito stanno sul palco dell’Eurofestival. Anno 2005, tocca a Martin Vucic e alla sua “Make my day”. Karolina Goceva ed il suo metro e mezzo di gambe hanno rappresentato il Paese nel 2007 con la nazionalpopolare e ruffianissima “Mojot svet”. Quest’anno c’era un trio formato da Tamara Todevska, Adrian Gaxha e Vrcak con la bella “Let me love you“. Ma la migliore in assoluto, con la quale chiudiamo è del 2006: l’affascinante Elena Risteska canta “Ninanajna“. Buon ascolto.

Suoni d’Europa: Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina

Il nostro viaggio nel panorama musicale europeo prosegue, spostandosi nella ex Jugoslavia. Alla scoperta di bellissime contaminazioni e tante novità. Sotto, la copertina. Per il resto, al solito, cliccate sui titoli.

Quella che vedete sopra si chiama Rebeka Dremelj ed è stata miss Slovenia nel 2001, prima di darsi (purtroppo per le nostre orecchie) alla canzone. “Hevay weather” è la versione inglese del brano che ha portato all’Eurofestival in rappresentanza del suo paese quest’anno. Quella originale sta qui ma ne esite anche una in spagnolo, ed una in croato. In ogni caso motivetto carino ma sul fatto che lei non sappia cantare non ci sono dubbi.

Cose migliori negli anni passati. Di Alenka Gotar, protagonista nel 2007 abbiamo già parlato, nel 2006 invece si è presentato Anzej Dezan con “Mr Nobody”, tra i pochi a scegliere la lingua inglese. Gradevole anche “Stop” di Omar Naber del 2005.

Fuori dal panorama festivaliero, proprio di recente abbiamo dedicato un post a parte alla migliore del lotto, vale a dire la cantautrice e pianista Neisha, ma vale la pena di segnalare anche Nina Osenar e i suoni pop-rock della sua “Moments like this” e quelli decisamente più rock di Alya (qui c’è “Zvezda vecera“). Cose buone anche dalle band: qui potete ascoltare i Select con “U La la (que sera sera)” mentre se amate la dance ed i personaggi curiosi, allora non potete perdervi Salome, prorompente transessuale ed il suo disco d’esordio “Igra grame“.

Molto più legata al folk la Croazia, che tende a privilegiare artisti che cantano nella ligua locale. Ma quello che passano sulla scena internazionale è straordinario. Ascoltate per esempio il tango scratchato dei Kraljevi Ulice ft 75 Cent, una street band che quest’anno era sul palco dell’Eurofestival: “Romanca” mette un sacco di allegria. Nel 2006 si ballava una sorta di saltarello balcanico con Severina e la sua “Moja Stikla” (Tacchi alti). Qui c’è invece il nuovo “Gas gas“. Suoni più rock nel 2007 con Dragonfly ft Dado Topic e “Vjerujem u ljubav” e più pop nel 2005 per la ballata “Vukovi umiro sani” di Boris Novkovic ft Lado Members.

Fuori dall’Eurofestival, la Croazia sa anche essere molto rock come testimoniano Ivana Banfic con la sua “I bio je red” o Antonja Sola con “Nebu pod oblak“; oppure anche di qualità come la musica dei Prijavo Kazaliste (qui c’è “Moj bjeli labude“) o di Arsen Dedic, di cui in questi giorni è uscito il nuovo singolo, intitolato “Pedra”.

Grande protagonista sul palco dell’Eurofestival anche la Bosnia Erzegovina. Quest’anno c’era la sofisticatissima “Pokusaj” di Laka, della quale esiste anche una versione in inglese. Molto bella la ballata del 2007 di Marija SesticRijeka bez imena” (in serbo e croato) che in inglese diventa “Never wake me up”. Nel 2006 gli Hari Mata Hari cantavano “Lejla” mentre nel 2005 il trio femminile Femminem, creato per l’occasione cantava “Call me”.

Se vi piace l’hip hop, sappiate che si può fare anche in lingue strane come il bosniaco. Ascoltate “Firma ilegal” degli Ekipa. E mentre non è possibile dimenticare il grandissimo Goran Bregovic, maestro di tutto il folk balcanico (abbiamo scelto un brano per tutti “Karmen with a happy end“) meritano una citazione anche gli Indexi (qui c’è “Balada”). Chiusura in bellezza. Per la cantante e per i suoni: musica folk e da ballo, in salsa pop. Chissà perchè a Seka Aleksic è venuta in mente di dedicare una canzone all’Asprina. La trovate qui sotto.

Suoni d’Europa: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia

Nuovo spazio dedicato al viaggio al centro della musica dei vari paesi euopei. La zona dell’est tocca questa volta la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Qui sotto, la copertina, per il resto cliccate sui titoli…

Sembra Mariah Carey, nello stile e nell’aspetto. Ma si chiama Tamara Diane Wimer, in arte Isis Gee. Americana di nascita e di passaporto, risiede da tempo in Polonia per matrimonio e qui è fiorita la sua carriera musicale. “For life” (che ascoltate in alto) era la proposta polacca all‘Eurofestival 2008, franata miseramente all’utimo posto dopo aver conquistato l’accesso in finale.

Polonia a fasi alterne sul palco dell’Eurofestival. Benissimo con la già citata “Follow my heart” degli Ich Troje del 2006,malissimo (ultima, stavolta in semifinale) con i Jet Set, proposta russo-britannica (“TIme to party”, 2007). Un pò meglio Ivan & Delfin nel 2005 con “Czarna dzwyecsina“.

Il resto della musica polacca viaggia su due filoni. Primo filone: bellone senza talento. E’il caso di Doda (1ui trovate l’ultima usicta “Nje daj sle“) o di Virgin (oddio, dal video proprio non sembrerebbe), con l’energetica “Dzaga”.

Secondo filone: tutti gli altri. Fa piacere ascoltare bei talenti come Gosja Andrzejewicz (qui c’è l’ultimo “Magia swat“) oppure come Mandaryna (la dolcissima “Stay together” del 2007 faceva parte di un progetti benefico, invece “Heaven” è appena uscita). Chi ama il rock in stile americano può buttarsi sui non originalissimi ma energetici The car is on fire (qui c’è “Miniskirt”).

Repubblica Ceca in ascesa. C’è una cantante bravissima, lanciata dal locale Pop Idol che è partita a razzo nelle classifiche: si chiama Aneta Langerova. La sua “Desetina” è molto gradevole. Sul filone pop si staglia anche Marek Zstraceny con “Zstracis ze”.

Chi invece preferisce un sound più alla Carla Bruni, può scegliere Iva Fruhlingova, ex modella che canta in francese. Qui trovate “Ou tu veux quand tu veux”. Molto curioso anche il sound della band Miou Miou, anche loro in lingua francese: qui troviamo “A l’étè de Saint Martin 68“. Merita invece un plauso Lucie Bila, una delle voci più belle della Repubblica Ceca: qui vi faccio ascoltare “Miluj te” e “Es Semes“.

Capitolo Eurofestival. La Czechia è entrata solo nel 2007. I Kabat, rock band di capelloni che hanno aperto la strada sono arrivati ultimi con un solo punto. Però “Mala Dama” non è poi così male. Quest’anno c’era invece l’improponibile performance di Tereza Kerndlova e delle sue veline con “Have some fun” (eliminata in semifinale).

Quanto alla Slovacchia, tornerà all’Eurofestival nel 2009 dopo 11 anni, ma la sua produzione musicale è ottima. Tanti giri di chitarra e pop di gran fattura. Ascoltate “Spoved” di Petra Kepenova, merita. “Birds of Paradise” di Martina Schindlerova è struggente, perchè dedicata a soldati slovacchi morti in un incidente In realtà è una cover di un brano del trio svizzero Peter, Sue e Marc). Della stessa srtista ecco anche “Najkrajsia ska“.

Il pubblico femminile apprezzerà invece Tomas Bezdeda (qui c’è “Unos”), mentre per gli amanti del rock ecco l’energia dei Good Fancy con la loro “Len za tebou”. Chiusura forse con la migliore del lotto slovacco, vale a dire Zuzana Smatanova. Qui c’è “Tam kde sa neumiera” ma sotto, in chiusura vi proponfgo la fischiettabile “Necracaj predo mnou”. Chiosa finale. Ma ste ragazze dell’est sono tutte così belle??

Suoni d’Europa: Ungheria, Bulgaria, Romania, Moldavia

Il nostro viaggio nell’universo musicale europeo si sposta verso est. Quattro paesi molto diversi, anche a livello musicale, nei quali però non mancano prodotti di qualità. Sotto, la copertina. Per il resto, come sempre, cliccate dove è previsto.

La biondina intrigante di questo video si chiama Linda Kiraly. Figlia d’arte (suo padre è un noto musicista ungherese), è americana per nascita e formazione, ma resta ungherese come radice. E’ con lei che apriamo la rassegna, visto che fra l’altro canta sia in inglese che in magiaro. In alto “Can’t let go”, mentre qui potete ascoltare “Játszom, ahogyan lélegzem, in duetto con Charlie.

Musica ungherese in grande crescita. C’è del rock molto particolare nelle canzoni di Adriya: sul suo myspace trovate brani vecchi e nuovi ma vi segnalo “Eyes of a stranger“. Restando al pop, buone cose arrivano anche da Akos (“Meg Kozzeleb”) mentre gli amanti del metal apprezzeranno i Pokolgep (qui c’è “A jel”).

Ma le cose migliori sono arrivate in Ungheria dall’Eurofestival. Nel 2007 i magiari, rientrati dopo un anno di stop, hanno chiuso decimi con il delicatissimo “Unsubstantial blues” di Magdi Ruzsa già vincitrice del Pop Idol locale (qui potete ascoltarla anche in “Hip hop“). Quest’anno c’era un altro brano molto delicato, “Candlelight” di Csezy, che potete ascoltare anche nella versione in lingua orginale. Nel 2005 invece spazio al folk con “Forogj vilag“, al suono del piffero e dello scacciapensieri dei Nox.

Suoni di vario tipo in Bulgaria. Partiamo con Georgi Hristov, del quale vi avevo già proposto il duetto in “Sogno” con Gianni Fiorellino. Il nuovo singolo si chiama “Nikoga“. Dance, pop e belle donne, soprattutto, per il resto. Non ci credete? Guardate Gergana e la sua “Sini ochi“, l’altrettanto prorompente Galena e la sua “Chupkata” dai suoni folk e Tanya Boeva con “Nech te obicham“. Del musicista Baychev avevamo già parlato in occasione del duetto con l’olandese Jody Bernal in “Shiki boom boom”. Molto energetico invece il rock di Monika Kirovska “Bring me back to freedom“.

Capitolo Eurofestival. La Bulgaria è entrata in gara solo nel 2005 e non è che sia andata benissimo, anche se ha proposto buone cose. La cosa migliore c’era quest’anno anche se è stata eliminata in finale. Sentite la dance ipnotica di Deep zone project &Dj BalthazarDj take me away” (gli amanti del tunz tunz gradiranno anche “Welcome to the loop“). Ottimo quinto posto nel 2007 per l’energia delle percussioni di “Water” di Elitsa Todorova & Stojan Yankoulov. Meno belle “Let me cry” di Mariana Popova del 2006 e “Lorraine” dei Kaffe del 2005.

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Suoni d’Europa: Israele ed Albania

Altro capitolo della nostra rubrica dedicata a cantanti e canzoni dei paesi europei. La zona occidentale del Continente si chiude con due paesi di confine, l’Albania e Israele, quest’ultimo ormi europeo di adozione anche se geograficamente in Asia. Poi si aprirà il grande filone dell’est. La copertina, ora. Cliccate sempre sui titoli.

Non potevamo non cominciare con la principessa del pop israeliano, la straordinaria Noa. la cantante israelo-yemenita ha da poco inciso un nuovo disco, “Genes and jeans” e quella in alto è la canzone che dà il titolo all’album. Noa partecipò anche a Sanremo nel 2006, insieme a Carlo Fava e Solis String Quartet con “Un discorso in generale” (pelle d’oca vera…) , vincendo il premio della Critica. Molti però la ricordano per la sua versione di “La vita è bella“, dal film premio Oscar di Benigni.

Grandi voci, grandi anime. Come quella di Yael Naim, la franco-israeliana la cui dolcissima e freschissima “New soul” è stata il tromentone dello scorso autunno. Chi ama invece il pop e il rock può godere di Dana International, prima (e unica) transessuale a vincere l’Eurofestival (nel 1998, con “Diva”): qui c’è il nuovo “Love boy“. Transessuale è pure la sua rivale Aderet (qui c’è “Say no more“).

Suoni popo mescolati a suoni etnici. E’il caso di Ishtar, che canta in francese ed in arabo (qui c’è “C’est la vie“) oppure dell’ottima Shira Ilan & Shabat Baboke Music Band che troviamo in “Atz lo ratz” o ancora della bella Din Din Aviv, che da poco ha dato alle stampe un nuovo album dal quale vi propongo la dolce “My secrets”. Chi prefrisce il rock, invece, apprezzerà Dana Berger (“Chamimut Cholefet“).

Il rock ci consente di aprire il capitolo Eurofestival, perchè nel 2007 Israele portò i Teapacks: 7 dischi di platino in patria, canzoni impegnate e tanta energia. La trilingue “Push the button” parlava di guerra e dell’arsenale nucleare dell’Iran. Hanno rischiato la squalifica (qui c’è il testo e la traduzione), ma alla fine sono rimasti, strappando applausi (notare il bersaglio dietro la schiena del cantante Amos Oz). Ma vi invito a sentire dal loro myspace anche i tanti cambi di ritmo in “Croque madame“.

Quest’anno c’era il più tranquillo Bo’Az Mauda, direttamente da Pop Idol, con “The fire in your eyes“, nel 2006, Eddie Butler con “Toghether we are one“, nel 2005 la bella Shiry Maimon (“Hasheket shenishar“, che il Libano, allora in gra, si rifiutò di tramettere perchè non riconosce lo stato israeliano, venendo squalificato per tre anni).

La musica albanese non trova grandissimi sbocchi al di fuori dell’Eurofestival, ma qualcosa di diverso si trova, in positivo ed in negativo. Alcuni per esempio ricorderanno Elsa Lila, passata due volte a Sanremo, entrambe le volte con canzoni inascoltabili, vale a dire “Valeria” e “Il senso della vita”.

Migliori senz’altro i ritmi della albanese di origine montenegrina Gyiste Vulaj (qui c’è “Ndoshta dhe gaboj“) e ancora di più quelli di Arta Bajrami, che mescola pop a rhytm and blues e ad hip hop ed ha collaborato anche col rapper americano 50 Cent: il nuovo si chiama Ahnsje Millimeter. Inglese ed albanese invece per Gentjana Ismaili: qui c’è un estratto di “Choose“.

All’Eurofestival, l’Albania ha quasi sempre ben figurato. Nel 2004 andò benissimo “The image of you” della allora 17enne Anjeza Shanini, r’n’ b in salsa pop votatissimo dalla rete. Bellissima anche “Tomorrow I go” di Ledina Celo del 2005 (ma la versione in lingua natìa è meglio), meno belle “ZJarr e Ftothe” di Luiz Ejlli del 2006 e “Hear my plea” di Aida & Frederik Ndoci del 2007.

Ma siccome abbiamo cominciato con la pelle d’oca di Noa, chiudiamo con altrettanta emozione. Quest’anno a Belgrado, in pieno caos Kosovo, l’Albania era il paese “nemico”. Eppure la 16enne Olta Boka, oltre ad aver colpito tutti con la sua leggiadra bellezza, ha regalato emozioni e strappato applausi a scena aperta (e la finale) con “Zemren e lame peng”. Qui trovate la versione proposta sul palco (con sottotitoli in inglese), con una diversa base ritmica. Ma a me piace di più – e ve la propongo sotto – la versione “studio”, con la quale ha vinto le selezioni albanesi. Da commuoversi.

Suoni d’Europa: Gibilterra, Andorra, San Marino

Tre piccoli paesi dell’Europa, grandi storie musicali. La nostra rubrica va oggi in cerca di straordinarie perle. E le trova. Sotto con la copertina, e per il resto cliccate sui titoli

I Taxi, band che arriva da Gibilterra, sono praticamente sconosciuti al di fuori dei confini spagnoli, eppure sono fra le realtà migliori del panorama pop europeo. Quella in alto, in versione live, è la bellissima “Hoy (Ganas de vivir)“, Ma se avete la costanza di seguirci, eccovi anche “Aquì estoy”, sempre tratta dall’album “MIl historias”.

Ma il piccolo stato sulle colonne d’Ercole propone anche suoni diverissimi. Chi ama il gothic metal può buttarsi sui Breed 77 (“Quiero vivir“), mentre chi ama le atmosfere jazz può andare in cerca del bravissimo Adrian Pisarello, Sul suo myspace vi accoglie “Nunca jamas” ma vi invito a sentire anche “Bajate en la proxima“. Se invece amate il punk rock allora eccovi The return of punk zombies. Sul myspace trovate “According to plan“.

La musica di Andorra, piccolo stato pirenaico, è strettamente legata all’Eurofestival. Cinque partecipazioni, non tutte con artisti del Principato. Quest’anno infatti a rappresentare il Paese c’era la catalana Gisela con la pessima “Casanova”. Il catalano è una delle due lingue del paese (l’altro è il francese) così gli artisti che cantano in quella lingua trovano spazio.

Nel 2006 c’era l’asturiana Jenny, con “Sense tu“. Marian Van de Wal, che rappresentò Andorra nel 2005, vive invece da anni nel Principato pur essendo olandese. E’ anche un personaggio tv. Qui ascoltiamo la bellissima “La mirada interior“. E’invece andorrana doc, Marta Rourè, che cantò nel 2004 “Jugarem a estimar nos”. Il nuovo bellissimo brano si chiama invece “Sentir girar el mon“. Sempre nativi del Principato sono gli Anonymous che nel 2007 cantarono “Salvem el mon” ed ora propongono il nuovo “Self belief”.

San Marino è piccolo ma grande a livello musicale. Dei MiOdio, abbiamo già parlato, la loro “Complice” (ultima all’Eurofestival 2008, esordio per il Titano) è bellissima. Qualtià altissima anche per i Musamelica, già apripista di diversi artisti internazionali, con la loro “Nova“. Qui invece il live di “Tentazioni“.

Il cantautore Piermatteo Carattoni, in stile Alberto Fortis, gioca con le parole. Ascoltatelo in un medley dei suoi tre brani “Romanza“, “H6più” e “Sempre felici”. Se invece  volete ascoltarli per intero andare sul suo myspace. Chiusutra a tempo di rock con la band italosammarinese Clamidia, recenti vincitori del concorso “Geometrie sonore”. Sotto, potete ascoltare “Nora”.

 

 

Suoni d’Europa: Grecia, Cipro, Turchia

Prosegue il nostro spazio dedicato alla musica di tutto il continente europeo. Andiamo a conoscere gli artisti e le canzoni più in voga in Grecia e nell’Isola di Cipro e poi facciamo un salto in Turchia, legata ai due paesi per tanti motivi non solo musicali. Vai con la copertina. Cliccate sui titoli

Da quando nel 2005 ha vinto l’Eurofestival – prima greca della storia – con la canzone che avete ascoltato sopra, “My number one“, Helena Paparizou è diventata la regina del pop greco. E dire che prima, questa cantante nata e cresciuta in Svezia da genitori greci, era solo una delle tante. Intanto, si è evoluta al rock ed ha cominciato a ricantare in greco. “Porta gia tan ourano” è il nuovo singolo. Di Kalomira, terza nel 2008, abbiamo già parlato. Di recente, sul palco festivaliero, sono saliti anche l’anglo-cipriota Sarbel (“Yassou Maria” nel 2007) e Anna Vissi (con la bellissima “Everything“, 2006). Nel 2009 tornerà Sakis Rouvas, già sul palco nel 2004: qui c’è il nuovo Kai Se Thelo.

Fuori dal palco festivaliero, meritano attenzione anche gli occhi magnetici di Irini Merkouri (“Aneta”), Despina Vandi (“Opa Opa”) e Yanna Terzi (“Apitefto“). Chi ama il rock può concentrarsi su Christos Dantis con l’energetica “No Madonna” o sui C:Real (“Epikindina se Thelw“). Per la serie “Un disco non si nega a nessuno”, sta invece scalando le classifiche la playmate  Natali Thanou con “Why not?”.

Cipro non sta a guardare. Quest’anno all’Eurofestival c’era il poco digeribile sirtaki di Evdokia Kadi (“Femme fatale”), l’anno scorso andò meglio col pezzo in francese di Evridiki (“Comme çi ça“) in stile minimalista anni ’80. Nel 2006 toccò alla greca Annet Artani (“Why do the angels cry“), nel 2005 a “Ela Ela” di Constantonos Christophorou, nel 2004 alla dolcissima “Stronger every minute” dell’anglo-cipriota Lisa Andreas, allora sedicenne. 

Fuori dal festival, segnalazione per “Pes to dinata” di Despyna Olympiou. La rassegna cipriota ci lega alla Turchia con due artisti nativi di Cipro ma turcofoni e facenti parte della zona nord, autoproclamata “Repubblica Turca di Cipro Nord”. Ecco “Aman Kuzum”, il coinvolgente brano dance di Zyinet Sali e “Masum Masum” di Eynet.

Rassegna turca con apertura d’obbligo per il rock potentissimo dei  Mor Ve Otesi, sul palco ad Eurofestival 2008 con “Deli”. “Shake it up Sekerim” di Kenan Dugulu era sul palco nel 2007, la franco-turca Gulseren (che canta in tre lingue) nel 2005 con “Rimi rimi Ley” e Sibel Tuzun con “Superstar” nel 2006.

Dopo la vittoria all’Eurofestival del 2003, è cresciuta in maniera esponenziale anche la fama di Sertab Erener, artista di grande livello: “Hayat Beklemez” è il singolo 2008. Gli amanti della dance apprezzeranno invece “Hipnoz” degli Hande Yener. Sempre in questo settore, bisogna poi ricordare che uno dei massimi esponenti mondiali, il dj Mousse T, che lavorato anche con Zucchero, ha passaporto tedesco ma è di orgine turca. Chiusura, in fondo, con il re del pop turco, Tarkan: “Arada bir” è uno dei singoli 2008.

Suoni d’Europa: cose nuove da Gran Bretagna ed Irlanda

Cosa si può proporre che ancora non si conosce da Gran Bretagna ed Irlanda, paesi dai quali siamo continuamente inondati musicalmente? Qualcosa c’è….Seguitemi (e cliccate sui titoli).

Quello che vedete nel video si chiama Andy Abraham, ha 42 anni ed è un ex spazzino reso famoso dalla versione inglese di X -factor, cui ha pertecipato nel 2006. Quest’anno ha rappresentato il Regno Unito all’Eurofestival con questo bel brano r’n’b dal sound un pò anni’70, dal titolo Even If. proprio sul palco della manifestazione, gli inglesi hanno spesso portato belle novità. Come l’ex dj Daz Sampson che nel 2006 portò la bella Teenage life. Lo stesso anno, fu lanciato da “The woah song“, che campiona  “Tarzan boy” del nordirlandese Baltimora. Molto meno belle le festivaliere “Flying the flag” degli Scooch (ultimi nel 2007) e “Tocuh my fire” di Javine (2005).

Gli altri britannici non vanno male. Su questo blog avevamo già segnalato le scozzesi Sandy Thom con “Saturday night” e Amy Mc Donald, della quale va benissimo in tutta Europa “This is the life“. Ma c’è da segnalare anche il dj Calvin Harris, che ha spopolato con “The girls“, nella quale ripete ossessivamente il proprio gradimento per qualsivoglia tipologia di donna, Darius Danesh, anche lui reduce da X-Factor, con “Girl in the moon” , il giovane di nonni italiani Paolo Nutini, lanciato dal tormentone “New shoes” e naturalmente KT Tunstall (qui “Saving my face“). Dalle Isole Shetlands ecco invece Astrid Williamson (“I am the boy for you“).

Sul fronte Inghilterra, i suoni alternativi vanno alla grande. Il più alternativo di tutti – perchè è un tenore – è Paul Potts, vincitore di “Britain got’s talent”. L’album “One chance” è stato a lungo in testa ed ora va forte in Germania. Sentitelo cantare “Nessun dorma”. “Who’d of known” è il nuovo singolo di Lily Allen, disponibile su Myspace, mentre la sua amichetta del cuore Kate Nash, spopola con la sua zuppa di zucca (“Pumpkin soup”).

Senza dimenticare Adele Adkins (le bellissime “Chasing pavements” e “Hometown glory“). Chi ama invece i gruppi innovativi, apprezzerà i da noi già citati Ting Tings (qui c’è la nuova “Shut up and let me go”), i Last Shadow Puppets (“The age of understatement“) o The Kooks (“Shine on”).

Galles ed Irlanda del Nord. Su tutti ovviamente, la voce soul di Duffy con la nuova “Warwick avenue“, ma è assolutamente da apprezzare anche Donna Lewis con “Shout”. Ma il Galles è terra di lingua gaelica. Ascoltatevi le canzoni di Alun Tan Lan sul suo myspace. Interessanti le voce dei nordirlandesi Cara Dillon (“Craigie Hill”) e Foy Vance (“Homebird“). E’ nordirlandese anche Brian Kennedy, che nel 2006 rappresentò l’Eire all’Eurofestival con la dolcissima “Every song is a cry for love“.

Capitolo Irlanda. Cose così così dall’Eurofestival recente. Quest’anno c’erano i rutti del tacchino di pezza Dustin, noto pupazzo della tv dell’Eire. Terribile la sua “Irlande 12 points“. Apprezzabili invece, i suoni celtici del 2007 con i Dervish e la loro canzone di pace “They can’t stop the spring” (ma quanto è bella la voce di Cathy Jordan). Buone cose anche dall’ex Westlife Mickey Harte, qui ascoltiamo “We’ve got the world tonight” e Damien Dempsey (“Your pretty smile“).

Più pop invece, quello delle Ladyface, due dragqueen incredibilmente femminili: ascoltate “Finally”. In chiusura, vi proponiamo “Falling slowly”, che Glen Hansard canta con la popstar ceca Marketa Irglova: ha vinto l’Oscar 2008 come miglior canzone: era nel film “Once”. Ascoltate e sognate.

Suoni d’Europa: Danimarca, Isole Far Ǿer, Islanda

Nuovo appuntamento con la nostra esplorazione della musica in circolazione attualmente in Europa. Sempre al Nord, ci spostiamo in Danimarca, Islanda e nelle piccole Isole Far Øer. Paesi vicini sia geograficamente che a livello musicale. Soprattutto, paesi vivacissimi da questo punto di vista. E molto all’avanguardia. Come al solito, cliccate sui titoli.

Quelli che avete sentito sopra, sono gli Infernal e sono uno dei gruppi dance più in voga attualmente. “Downtown boys” fa già ballare mezza Europa, come due anni fa successe con “From paris to Berlin“. Danimarca, dove musica vuol dire allegria. Ida Corr, di origine africana, fa scatenare tutti con “Ride my tempo” e “Let me think about you“, ma anche quando i suoni sono diversi, si batte sempre il tempo coi piedi.

E’il caso di Simon Mathew, che con il suo simil-jazz ha rappresentato il Paese all’ultimo Eurofestival con “All night long”. Negli anni precedenti, sullo stesso filone avevamo trovato la drag queen  Peter Andersen, alias DQ con “Drama queen” (guardate il personaggio, merita), la 20enne di nonni algerini Sidsel Ben Semmane col travolgente “Twist of love” (guardate pure lei, merita tantissimo, per altri motivi) e Jacob Sveistrup con “Talking to you“.

I campionissimi delle classifiche però sono la bionda Sjs Bjerre, da tempo in testa nei singoli con “Malene”   e  Martin, vincitore dello X Factor danese,  che andato fortissimo con “Show the world”, mentre sulla scena internazionale si sono affacciati gli Alphabeat, di cui avevamo già parlato e The Raveonettes, protagonisti della musica rock alternativa con “Candy”.

Sembra incredibile crederlo, ma anche le piccole Far Øer, dominio danese con autonomia, hanno cose straordinarie. Ascoltate per esempio, la soave melodia di Eivor Palsdøttir. Sul suo myspace, trovate “Trees in the wind”, cliccando potete invece ascoltare “Nu brennur tu I maer“. Di lei riparleremo. Piuttosto famosi al Nord sono anche Lena Anderssen (qui “Stones in my pocket”) e Teitur, il cui album “The singer” è andato benissimo. Ascoltate “The girl I don’t know“. Più rock i suoni dei Boys in a band, qui in “Secrets to conceal“.

Energia e calore dalla terra dei geyser, l’Islanda. Sembra strano ma non è così. Non solo Bjork, i cui suoni sono talmente particolari da non essere sempre “commestibili” da tutti (a me per esempio non piacciono). Ci sono anche i Sigur Ros, di cui abbiamo già parlato, il cui album Með suð í eyrum við spilum endalaust  (con un bip nelle orecchie noi suoniamo senza sosta) è entrato in classifica anche da noi.

Ma qualcuno di orecchie più raffinate, magari conosce ed apprezza Emiliana Torrini. Nome italiano come il padre ma nata e cresciuta in Islanda. “Me and armini” è l’ultimo lavoro di questa cantautrice dai suoni molto particolari. Dall’album “Fisherman’s woman” ecco “Heartstopper”. Per chi ama le canzoni d’amore c’è Magni con la dolcissima “If I promised you the world“, chi ama la house apprezzerà invece i Gus Gus. Qui c’è “Need in me“.

Capitolo Eurofestival, infine, anche per l’Islanda(la tv delle Far Øer non è membro Ebu perchè dipende da quella danese). C’è grande varietà. Si va dalla Cindy Lauper islandese Silvia Night (“Congratulations” del 2006) al rock di Erikur Hauksson (“Valentine’s lost” del 2007) al pop di “If I had your love” di Selma del 2005. E nel 2008? La canzone la trovate qui sotto. E’ “This is my life” del  duo Euroband. Buon Tunz Tunz. E alla prossima.