“Gli artisti”, lo swing cantautorale di Luca Pirozzi & Musica da Ripostiglio

Un testo che riassume al meglio al vita dell’artista. Sopratutto di quelli emergenti, di talento che magari non hanno una major dietro, vorrebbero vivere di musica ma non ce la fanno.  Nasce così “Gli artisti”, il primo singolo di Luca Pirozzi & Musica da Ripostiglio, che anticipa l’uscita del loro primo album che porta lo stesso titolo del  singolo.

Lo swing che si fa pop, senza piegarsi più di tanto al crossover. Ne esce una miscela interessante, un pò antica e un pò no, che fa riscoprire sonorità un pò messe da parte. Dicono nelle loro note: “L’aspirazione iniziale del gruppo era quella di affrontare il repertorio di Luca Pirozzi in chiave cameristica..Ma, aimhè, visti i tempi che corrono e le magre che girano, la loro musica è diventata…da ripostiglio. Il gruppo sul palco diverte, improvvisa, emoziona, ma soprattutto suona e lo fa con molta freschezza e semplicità. Le atmosfere, decisamente retrò, cavalcano lo swing dei primi anni del secolo scorso con influenze gitane e francesi, passando per sirtaki, walzer, tango e bolero”.

Per loro ci sono già state una tournée in Brasile, per l’associazione Cuore del Mondo,  e concerti nel Mali, al Festival Tuareg e all’istituto di cultura italiana di Londra  e Cambridge ma è soprattutto in Italia che si sono fatti conoscere, in rassegne come Umbria Folk festival, Sarteano Jazz Festival e alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2000. Ora arriva il primo album, con la speranza che possa far breccia nel pubblico.


Zaz, quando in Francia il jazz è donna (e strizza l’occhio al pop)

Ne avevamo parlato qualche giorno fa in relazione al nostro post su “Le tube de l’étè“. Ma di Isabelle Geoffroy, in arte Zaz, è bene tornare a parlare perchè il suo album omonimo è una vera perla. Jazz e swing incastrati nel pop, suonati e cantati con la giusta leggerezza, quella che sta in testi come “Je veux”, il singolo che sta spopolando in Francia in queste settimane e del quale sopra vi proponiamo la versione live.

Delizia per le orecchie, non senza originalità: la tromba con la sordina da noi l’aveva rilanciata Arisa in Malamorenò ma qui siamo su altissimi livelli. L’album, si diceva. Se amate anche solo un pò le sfumature swing, non potete fare a meno di averlo con voi. “La Fée”, un pò canzonetta retrò un pò canzone d’autore, oppure “Les passants“, sicuramente di nicchia. Tanto per cominciare.

La leggerezza pervade tutto il lavoro, uno straordinario senso di libertà. “J’aime à nouveau” ne è un esempio. Ancora dall’album, ecco “Trop sensible”, “Port coton”, oppure, per andare sullo swing più netto “Prend garde à ta langue” o anche “Ni oui ni non“, che strizza l’occhio anche a suoni più d’antan. O ancora “Eblouie par la nuit”. Fino a “Dans ma rue”, lamento di una prostituta, omaggio alla grande Edith Piaf che la cantò per prima. Un esordio davvero da applausi. Come da applausi sono Germano e Mister T, i suoi musicisti.

Paolo Belli, lo swing dell’anima: “Trasmettiamo vibrazioni”

Questo articolo è un estratto dall’intervista che il sottoscritto ha effettuato a Paolo Belli al termine del concerto tenuto la sera di Ferragosto a Lugnano in Teverina, pubblicata sul quotidiano “Il Giornale dell’Umbria”.

Paolo Belli e la sua big band. Lo swing nell’anima ed una missione. Anzi due. Far conoscere questo tipo di musica a chi è poco avvezzo ad essa e allo stesso tempo tenere sempre vivo il ricordo dei successi italiani ed internazionali.

Perchè durante lo spettacolo le canzoni – i suoi successi con i Ladri di biciclette, i tanti jingle per tv e pubblicità, i grandi classici dello swing internazionale rifatti in chiave italiana, Modugno e Buscaglione “jazzizzati”, si alternano con un continuo coinvolgimento del pubblico con gag improvvisate o situazioni ben studiate a tavolino per “scaldare” l’ambiente.

La musica però è sempre al centro, Suonata da un’orchestra superba nella quale spiccano cinque musicisti umbri (su dodici: Enzo Proietti, Daniele Bocchini, Paolo Costantini, Peppe Stefanelli, Pierluigi Bastioli). “E’stata una scelta meditata – spiega l’artista emiliano – perchè in Umbria c’è una grande scuola per questo genere di musica.  Io ho voluto con me i migliori sulla piazza, questi cinque e tutti gli lo sono. Anche per questo durante i concerti  faccio esibire tutti i componenti dell’orchestra con degli assoli. Dicono che sia una cosa provinciale, ma non mi importa: la mia Big Band è il mio orgoglio”.

La gente ha risposto alla grande alle sue sollecitazioni: “Anche stavolta è successo quello che ci capita ogni sera in giro per il mondo – spiega – cioè che la nostra musica ha portato comunione di vibrazioni ed emozioni. E’questa la cosa che mi interessa, che il pubblico partecipi ed apprezzi. Pazienza se questo tipo di musica non passa nelle radio. E’un problema loro, non mio”.

Anche le canzoni in scaletta sono frutto di una scelta precisa: “La mia è una sorta di operazione recupero – conclude  Belli – ci sono brani che fanno parte del patrimonio del jazz e dello swing internazionale e non è bello che vadano persi. Riproponendoli in italiano la gente riesce non solo a farli rimanere nella loro testa ma anche a farli un pò propri. Quanto a Buscaglione e Modugno, beh non hanno certo bisogno di presentazioni”. Sotto, dieci minuti con Paolo Belli e un momento da un suo spettacolo.