“Ayo technology”: dal Belgio due cover contemporanee della stessa canzone

Quando diciamo che la musica prende giri strani non scherziamo. Può capitare anche questo: due cover della stessa identica canzone che girano contemporaneamente nelle radio d’Europa e finiscono in classifica. Non solo. Due cover che partono dallo stesso paese. Scherzi della musica. Il brano in questione, del quale cliccando qui trovate la versione originale è “Ayo technology”, premiatissimo motivo che il rapper americano 50 Cent ha cantato in coppia con Justin Timberlake e Timbaland.

Ebbene. Un paio di mesi fa, ha cominciato a girare nelle classifiche, prima partendo dal Belgio, la versione eseguita dal cantante fiammingo – dunque belga – Milow. Che è quella che trovate in alto. Decisamente più soft, più pop, molto più cantabile. Dal Belgio, dove è uscito a fine 2008, è passato immediatamente in Olanda e in tutto il Nord Europa ed ora si trova nella zona germanofona – Svizzera, Austria, Germania.  L’album che lo contiene, “Milow”, è invece appena uscito.

Poi, come una specie di incredibile processo inverso, è uscito – a fine 2008 – “Overdrive“, il secondo album di una giovanissima cantante pure lei belga, sia pur di origine greca, Katerine Avgoustakis. Meglio nota solo come Katerine, la ragazza ha vinto nel 2005 Star Academy, la versione locale di Pop Idol. In un lavoro di tutti inediti, c’è una sola cover, appunto “Ayo tecnhnology“.

Il cui singolo- che trovate nel paragrafo sopra –  in una sorta di perversa catena che si chiude, è appena uscito in Belgio, in Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Romania. Molto più dance della prima ma anche questo molto più cantabile dell’originale. Tre versioni dello stesso motivo, tre successi di vendita. Soprattutto la versione di Milow va alla grande.

Eurofestival 2009, domani si parte: dopo “Believe”, “Believe again”?

Tutto pronto per l’edizione numero 54 dell’Eurofestival che si svolgerà da domani a sabato a Mosca. Sarà una edizione particolarmente ricca. Non sfarzosa, anche se i russi hanno fatto le cose in grande, ma sicuramente di livello importante per quanto concerne i partecipanti, gli autori e le canzoni. 42 paesi in gara, per altrettante canzoni.

Manca l’Italia. Non sarà facile scegliere il sostituto di Dima Bilan, il 26enne prodotto da Timbaland, che l’anno scorso era entrato a Belgrado già con la vittoria in tasca. La sua “Believeha fatto il giro del mondo (Italia compresa), è stata incisa in cinque lingue ed ha avuto un buon successo radiofonico. Quest’anno le attenzioni sembrano concentrarsi su un altro figlio dell’Urss, quell’ Alexander Rybak (in alto il video) nato in Bielorussia ma in campo sotto la bandiera della Norvegia.

I bookmakers lo danno in vantaggio su Grecia e Turchia. Il tam tam della rete però sembra gradire i gorgheggi di Malena Ernman (Svezia), il rock degli svizzeri e della girl band irlandese e la Spagna finalmente competititiva con quella Soraya che in patria è già una stella. Ma chissà che alla fine non possa bagnare il naso a tutti Niels Brinck, titolare della canzone più radiofonica di tutte, quella “Believe again” (sopra) che se non altro per il titolo, è la naturale continuazione del brano di Bilan dell’anno scorso.

GLI AUTORI FAMOSI – Anche perché “Believe again” porta la firma di Ronan Keating. L’ex leader dei Boyzone è oggi uno dei protagonisti più apprezzati del panorama pop europeo ed è solo l’ultima firma di lusso in calce a brani eurofestivalieri. Quest’anno però l’accoppiata più forte è quella della Gran Bretagna, con Andrew Lloyd Webber, il re del musical (“Jesus Christ Superstar” e “Chorus” i più noti) che ha musicato i versi di Diane Warren (ha lavorato con Cher, Celine Dion, Toni Braxton, Faith Hill, Aerosmith, sei nomination per i Golden Globe). E dietro le quinte c’è Linda Perry, ex 4 Non Blondes, già produttrice di Pink. il brano (in alto) è “My time” di Jade Ewen

L’Azerbaigian l’anno scorso spese 800mila dollari per l’ottavo posto del debutto. Quest’anno punta altissimo affidandosi ai tormentoni dell’iraniano Arash, che ha all’attivo due singoli di successo radiofonico (“Suddenly” e “Pure love”) in tutto il Nord ed Est europa. Lui che è uno specialista dei duetti sarà sul palco con la bella Aysel. L’italiano Daniele Moretti è invece fra gli autori di “Et Cetera”, il brano delle irlandesi Sinead Mulvey & Black Daisy: è l’unico pezzo di Italia in questa edizione.

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Suoni d’Europa: Russia, Bielorussia, Ucraina

L’est europeo è la nuova frontiera anche della musica. I risultati di questi ultimi anni lo stanno dimostrando. Il nostro viaggio al centro della musica ci porta oggi in tre paesi strettamente collegati musicalmente: Russia, Bielorussia, Ucraina. Sotto, la copertina, poi al solito cliccate dove è previsto.

La copertina non poteva che essere per lui, vale a dire Dima Bilan. Il 26enne che ha portato per la prima volta l’Eurofestival in Russia stravincendo l’edizione 2008 col brano “Believe“. del quale sono uscite anche la versione in spagnolo e quella in russo, contenute in album tutti in quelle lingue. Un vero trampolino per il giovane prodotto da Timbaland, che era presente anche nel 2006, quando giunse secondo con “Never let you go“. Qui invece c’è il nuovissimo singolo “Lonely“.

Sempre sul fronte festivaliero, molto meno gradevole il brano russo del 2007 con le ammiccanti Serebro e l’inascoltabile “Song#1“. Nel 2005 toccò alla bielorussa Natalya Podolskaya con “Nobody hurts no one“, mentre nel 2004 si presentò la giovanissima Julia Savicheva, da uno dei tanti talent show locali, con la bella “I believe“.

Sempre da quel palco partirono (con un clamoroso fiasco) le mitiche Tatu, delle quali abbiamo già parlato proponendo il nuovo album, ma la Russia propone anche altri ottimi artisti. A cominciare dall’icona della musica russa (e prima del suo paese all’Eurofestival) Alla Pugacheva. Di recente è uscita la versione 2008 di “Primadonna” (se siete nostalgici,  eccovi la versione originale, anno 1997), ma qui trovate anche il nuovo “Serdce Ledyanoe“.

Chi ama l’hip hop gradirà senz’altro Lika Mc (qui trovate “Bi Bi Taxi“), mentre sul fronte dei giovani alla ribalta abbiamo, direttamente da “Fabrica Zvezd” (praticamente il Pop Idol locale) Anastasia Prihodko (“Vera”: domanda: ma perchè TUTTE le cantanti giovani russe sono sensuali e prorompenti?) e gli Yin Yang (stessa domanda di prima, qui trovate il singolo d’esordio “Save me“).

Sono invece in fase di ricostruzione le Tema, che hanno avuto in “Hit or run” il loro successo maggiore: qui c’è la versione russa. Se preferite infine la dolcezza e il pop più internazionale allora vi consiglio di virare sulle note di Alsou: a voi “Winter” e “He loves me”. Tra l’altro questa artista ha duettato anche con il rapper Nelly. Artista interessantissima questa Alsou.

Russia e Bielorussia unite, si diceva. Sempre da Fabrica Zvezd (sempre quello russo) è uscito infatti Dmitry Koldun: ne fu il vincitore nel 2007 e nello stesso anno fu spedito a rappresentare la Bielorussia all’Eurofestival con l’interessante “Work your magic“.  Canzocina che si infila nelle orecchie in dieci secondi è infatti è arrivata sesta.

Nel 2008 c’era invece la molto meno bella “Hasta la vista” di Ruslan Alehno. Anno 2006, fu il turno di Polina Smolova e “Mum”, l’anno prima toccò alla bella Angelica Agurbash e la dolce “Love me tonight“. Fuori dal contesto festivaliero vi invito ad ascoltare i Litesound (qui c’è la bella “Do you believe“) e il rapper Seryoga (qui c’è “Gangsta no more“).

Su questo filone, cioè sugli artisti spuntati da altri circuiti, ci agganciamo all’Ucraina. Il passo è d’obbligo per la regina musicale di questo paese, vale a dire Sofia Rotaru della quale vi propongo “Unexpectedly” (ma è solo la traduzione, la canzone è nella sua lingua). L’omologo maschile è Aleksander Ponomarev (qui trovate “Serce“).

Sul filone giovane, invece, la migliore è la rocker Mika Newton, della quale ascoltiamo l’energetica “I’m sorry“. Oppure se preferite suoni pop, eccovi “Dva Vikna” e “Shaleny” di Haytana (direte voi? Ma come? E’ di colore…Certo, il padre è del Congo) o il duo Potap e Nastya Kameskih con “Bez lyubvi“.

Le cose migliori come al solito stanno però sul palco dell’Eurofestival. L’Ucraina l’ha vinto nel 2004 con “Wild Dances” di Ruslana Lyzichko. L’anno dopo a casa loro cantarono i Green Jolly con “Razom nas bahato“. Nel 2007 toccoò alla drag queen Verka Serducka, seconda con “Danzing“. Risultato bissato quest’anno da Any Lorak e “Shady Lady” (qui la performance dalla Carrà). Ma la migliore di tutti è Tina Karol, che nel 2006 arrivò terza. Qui sotto vi proponiamo la sua bellissima “Show me your love”.

Dima Bilan, dopo l’Eurofestival tre album in tre lingue (grazie a Timbaland)

Dopo quasi due mesi dalla partenza di questo blog è arrivato il momento di parlare di questo bellimbusto che vedete nella foto. Si chiama Viktor Nikolaevic Bilan, detto Dima Bilan. Ha 27 anni ed è il vincitore dell’edizione 2008 dell’Eurofestival o Eurovision Song Contest.

Primo russo nella storia della manifestazione, che dunque l’anno prossimo si trasferirà al freddo della Russia. Una vittoria, quella di Bilan, pronosticata alla vigilia (e voluta dalla tv russa che per selezionarlo ha “barato” sul televoto).

Adesso Bilan, prodotto da Timbaland, sbarca sul mercato occidentale con tre cd in tre diverse lingue (inglese, russo e spagnolo). In uno di questi canta anche Nelly Furtado. Le  canzoni prodotte anche da Ryan Tender degli One Republic. Ovviamente ci sono anche le versioni in lingua russa e spagnola della sua “Believe”, brano con il quale ha vinto l’Eurofestival. E’la sua consacrazione, dopo aver vinto in tempi non sospetti molti premi agli MTV Music Awards.

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Le classifiche di vendita (22/6/2008)

Settimana di vendita dei dischi in Europa nel segno dei Coldplay. Il gruppo americano è in testa in diversi paesi con l’album “Viva la vida or death & all his friends“. Probabile che come accaduto in precedenza per Timbaland, Rihanna e Madonna, presto la colonizzazione del Vecchio Continente si completa. Resistono in Austria i Monaci cistercensi, mentre sempre sulla scia dei campionati Europei di calcio ecco l’inno non ufficiale di Shaggy primo in Germania e la canzone di sostegno all’olanda (e non è che anche in questo caso abbia portato bene) in testa in terra orange. Sempre primo anche l’inno di sostegno alla Svizzera. Ecco i primatisti nel dettaglio.

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