“Mine and yours”, la cassiera Mary Byrne conquista l’Irlanda (cantando anche Umberto Bindi)

Ha 52 anni viene da un sobborgo di Dublino e fa (o meglio, faceva) la cassiera  in un supermercato. Mary Byrne l’hanno già soprannominata la nuova Susan Boyle, per la stazza e per la grande voce.  Ed è un fenomeno assoluto. E’ stata una delle finaliste (quinta classificata) dell’ultima edizione di X Factor Uk e sta girando il Regno Unito in tour con tutto il gruppo dei compagni d’avventura. E adesso si gode  un incredibile risultato, il primo posto nella classifica degli album.

“Mine and yours” di cui trovate qui il singolo “I just call you mine” è entrato in classifica direttamente al primo posto in Irlanda, scalzando Adele e promette di restarci a lungo, anche perchè la voce di questa donna, che tre anni fa aveva vinto un contest in lingua irlandese (Nollaing N.1) andato in onda sulla tv pubblica nella lingua gaelica, è davvero incredibile, particolarissima. Lontana dal pop ma nemmeno lirica. Forse un pò da “classici” ma veramente bella. E nel Regno Unito è al numero 6. Il cd contiene l’inedito e diverse cover, fra gli altri di Beatles, Dusty Springfield, James Brown, U2, Westlife, Umberto Bindi (la versione inglese de “Il mio mondo“).

“Italian Songbook n.1”, Morgan ricanta la nobiltà italiana

Stavolta le cover le canta lui. E le cante bene. “Italian Songobook n.1” è il nuovo album da solista di Morgan, già frontman dei Bluvertigo. In coincidenza con il rush finale di X Factor è uscito questo lavoro in cui lui ricanta, magistralmente vecchi successi della nostra musica. In alto, per esempio, c’è “Il Mio mondo“, del grandissimo Umberto Bindi, primo singolo.

Molto d’atmosfera anche l’interpretazione di un superclassico come “Il cielo in una stanza di Gino Paoli, ma su “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” di Sergio Endrigo, poi ricantata da Demis Roussos, siamo su livelli eccelsi  visto che rende appieno tutta quell’aura di malinconia che fa da filo conduttore all’album.

Scorrendo le tracce qua e là segnaliamo anche “Resta con me” di Domenico Modugno. Un fulgido esempio di come si possa far tornare attuali grandissimi successi italiani senza per forza volerli modernizzare, salvaguardandone lo stile originale. Come in “Back home someday” che la coppia Bardotti-Endrigo scrisse nel 1968 per il film “Le colt cantarono a morte e fu tempo di massacro‘”.

Tredici tracce, cinque italiane (l’ultima è “Qualcuno tornerà” di Piero Ciampi) e le sue cinque versioni in inglese, il già citato brano in inglese di Endrigo più due “invenzioni per orchestra d’archi”. Geniale, solo lui avrebbe potuto pensare un album così.