X Factor 2, ecco i finalisti. Riascoltiamo gli inediti

X Factor 2, tredicesima puntata. Esce Daniele Magro e forse alla fine è giusto così: vanno in finale i tre dei quattro che più lo hanno complessivamente. Fuori Daniele nonostante abbia il più immediato fra tutti e cinque gli inediti (compreso quello di Noemi, di cui parliamo qui sotto). Onestamente, far fuori Yuri sarebbe stato un delitto, è il più “moderno”, inteso come stile canoro.

Non il migliore per preparazione globale (quello è Matteo), ma senz’altro quello che si inserisce più nettamente nel concetto di pop attualmente inteso. Domenica su Rai Uno finale con Matteo, Yuri e i Bastard, con Matteo lanciatissimo verso la vittoria, perché sull’ammiraglia della Rai il pubblico è diverso. Sotto, i nostri giudizi.

Fuori gara: NOEMI con il suo inedito “Briciole” (Ciapelli) (lo trovate in alto)
Singolo ad anticipare il disco completo, che si intitola Noemi ed esce il 24 di questo mese. Voce molto valorizzata, suoni molto blues. Di presa non immediata, ma la qualità è alta. Però va riascoltato per essere metabolizzato. VOTO 7.5

DANIELE MAGRO
Cover: “Killing me softly” dei Fugees ed “Estate” dei Negramaro, poi “Stai fermo lì” di Giusy Ferreri

Il pezzo in inglese gli calza bene, soprattutto se la cava nella melodia leggera come non aveva fatto altre volte, riesce soprattutto a non restarci in mezzo ed a non farsi travolgere dalle fioriture. Perde invece la sfida sul pezzo dei Negramaro: interpretazione piatta, sulle parti in falsetto non c’è gara. Brano lontanissimo dalle sue corde, prova da karaoke, nemmeno di gran qualità. Al ballottaggio va bene, il finale a cappella è terribile con eterni ghirigori e verso in inglese su Cammariere. Ma perché?
Inedito: “No” (Nocera-  Magro) VOTO 8.5
Il nuovo invece piace molto. Si regge quasi esclusivamente sul ritornello e sulla melodia, ma il tutto entra in testa in cinque secondi netti, che poi è quello che serve per passare in radio e farsi acquistare.  Via al tormentone di primavera.

MATTEO BECUCCI
Cover: “Caruso” di Lucio Dalla e “Starway to heaven” dei Led Zeppelin

Notevolissima, molto magica, l’interepretazione sul brano dei Led Zeppelin. Usa benissimo la voce, aprendola in tutta la sua potenza ma senza strafare. Il pezzo gli piace e si sente. Di gran classe anche su Caruso, perché prima di lui c’erano state cover molto tenorili. Lui l’ha riportata sui toni di Dalla, regalando emozioni anche senza per forza dover salire di tono e la perla dell’orginale napoletano da cui Dalla trasse l’ispirazione.
Inedito: “Impossibile” (Becucci.- Chiaravalli-Bonomo- Fernande-Mechels) VOTO 8.5
Andrea Bonomo
è quello di “Anna”, infausto brano sulla mamma di Sanremo 2008: ha scritto la musica e parte del testo insieme con Matteo. Molto in stile Becucci, pop leggero, di ispirazione romantica. Tutto molto bello, funziona parecchio. Sublime l’interpretazione.

THE BASTARD SONS OF DIONISO
Cover: “About you” di Elvis Presley e “Tutta mia la città” della Equipe 84
Su Elvis the Pelvis è spettacolo vero, è un po’ la loro anima e si sente. Sulla cover della cover della cover (quella della Equipe 84, poi rifatta da Giuliano Palma era già la versione italiana di un brano dei Moog) invece l’effetto è quella dell’acqua minerale scialita. Non decollano, restano a terra.
Inedito: “L’amor carnale” (Vicentini-Sassudelli-Broseghini-Gaudi) VOTO 7
Nel loro stile. Hard rock puro con testo che parla di sesso (tanto per chiarire i tipi: il primo album, quello pubblicato prima di X Factor si chiama “Great Tits heats”, ovvero “Grandi tette scaldano”…). O li ami o li odi, non ci sono vie di mezzo. A noi piacciono un sacco per l’originalità del testo. Poi noi siamo per gusto lontani dal metallo pesante, ma loro sono bravissimi lo stesso.

YURI MAGLIOLO
Cover: “Qualcosa di grande” dei Lunapop e”My heartache” di Rod Stewart., poi “Cheriot” di Gavin de Graw

La cosa più bella è stata la faccia schifata che ha fatto nel daytime quando gliel’hanno assegnata: se l’è cavata, compito assolto con diligenza, arrangiamento un po’ più rock. Da applausi a scena aperta la cover di Rod Stewart, un mash-up (una sorta di mix sulla stessa melodia) con “I’m sailing”, dello stesso scozzese. Interpretazione da manuale. Nervoso anziché no, sbaglia anche tutte le parole del medley omaggio alla Nannini. Al ballottaggio nella norma, anche acappella.
Inedito: “Mi fai spaccare il mondo” (Magliolo-Cassani) VOTO 7.5
Sull’inciso del ritornello sembra di sentire Tony Dallara quando urla “Tu sei romanticaaaa”, però la canzone è buona. Più internazionale delle altre, forse di presa meno immediata, ma di ottima qualità. Il testo è da rileggere, ma che lui sia più a suo agio con l’inglese lo si sapeva già. Dovrà un pochino lavorare sulla dizione,  quello si, forse un pò più di un pochino.

X Factor 2, nona puntata. Alla fine uscirono i Farias!

482f6df31efec_normal2X Factor 2, nona puntata, stavolta niente danni. Escono i Farias. Verrebbe da dire finalmente, anche se come abbiamo detto, il giudizio su di loro è puramente emozionale e non tecnico: sono usciti quelli che sinora avevano convinto meno sotto questo aspetto.

Era da un po’ di tempo che viaggiavano sul filo, il ballottaggio con Enrico era una partita persa in partenza per loro. Adesso come hanno fatto per Ambramarie, meriterebbero una esibizione extra strumenti alla mano. Se non altro per premiare gli sforzi. Sotto, i nostri giudizi.

OVER 25

MATTEO BECUCCI
“Il cielo” di Renato Zero di e “Arthur’s theme” di Christopher Cross
Su Renato Zero tira fuori una versione molto d’atmosfera, ben cantata, su un brano dal testo non semplice. Arriva al cuore, è uno dei pochi che ci riesce quasi sempre. Soprattutto non si lega all’interpretazione di Zero ma riesce a renderla comunque bella, ed è un merito. L’altra è una canzone da inguaribili romantici scritta dal Maestro Burt Bacharach. Matteo conferma di saper cantare tutto al meglio. Ha ragione Morgan quando dice che il segreto del vero cantante è far ballare la gente. C’è riuscito. Se prosegue su questi livelli è tra i candidati alla vittoria finale

NOEMI
“Knock on wood” di Ike e Tina Turner e “Altrove” di Morgan

Sul brano blues viaggia facile perché è roba per le sue corde. Infatti la canta con la giusta leggerezza e si sente, perché scivola via senza fare fatica. Del resto la prova vera era quella dopo. Non è mica facile cantare una canzone di Morgan, perché lui non è uno da canzonette e nemmeno uno troppo commerciale. Bisognava dargli un tono, che smorzasse anche la seriosità del pezzo e rendesse digeribile il testo difficilissimo. Lei sdrammatizza ma allo stesso tempo dimostra di avere doti canore anche per interpretare brani molto più soft. Nettamente la migliore della serata, per i progressi che ha fatto merita la finale. Parentesi: lei è proprio bella

ENRICO NORDIO
“Tutti i miei sbagli” dei Subsonica e “Through the barricades” degli Spandau Ballet
Sul brano dei Subsonica è andato bene però va detta una cosa: i Subsonica sono quanto di meno commerciale esista. Quel brano a Sanremo fece un vero miracolo arrivando undicesimo e non ultimo come si prevedeva alla vigilia. Con un pezzo del genere era dura far presa sul pubblico perché sembri sempre disimpegnato (oltretutto nella versione originale la voce è distorta metallicamente e questo aiuta un po’). Va al ballottaggio e sceglie di affidarsi al cavallo di battaglia invece di cantare il secondo brano che era “Shout” dei Tears for Fears e poi “Questa lunga storia d’amore” di Gino Paoli. La Ventura lo salva, sarebbe stato terribile il contrario, davvero.

16-24 ANNI

DANIELE MAGRO
“Come foglie” di Malika Ayane e “Honesty” di Billy Joel

Operazione recupero, missione fallita. Gli resta solo il televoto. Troppo sicuro di sé e dei suoi mezzi, si prende troppo sul serio e invece dovrebbe ancora lavorare molto. Sul primo brano. Malika batte Daniele 100-0. Malika a Sanremo ci ha fatto sognare, l’interpretazione di Daniele era quella di uno davanti al “Canta tu”. E’la peggiore esibizione di tutte quelle di X Factor, proprio brutta. Sul brano di Joel. A noi non è piaciuto, per lo stesso concetto espresso su Enrico: con brani come questi dovresti poter fare ballare le coppie. Invece c’è sembrato voler fare il compitino senza grinta, perché non si sente di cantare brani del genere o perché si sente scosso dalle critiche. E’ bravissimo tecnicamente, ma è incredibile come non emozioni mai, ma proprio mai. Il vestito? Cameriere, una birra al tavolo cinque!

YURI MAGLIOLO
Sua versione italiana di “Beautiful” di Christina Aguilera e”Goodbye stranger” dei Supertramp

Il testo in italiano è un po’ così. Normalmente diremmo che è brutto e arruffato, ma siccome non è facile scriverlo in due giorni rispettando totalmente il senso del brano e rispettando la metrica, va apprezzato lo sforzo. Magari con più tempo andava meglio. L’interpretazione è straordinaria, di grande atmosfera. Il brano dei Supertramp è abbastanza nelle sue corde, nel suo modo di fare musica, quindi se la cava in maniera egregia. Nel complesso due brani americani, anche se uno tradotto in italiano. Aspettiamo ancora di sentirlo su qualche cosa di italiano doc. La musica sarà ben diversa e allora capiremo se merita il posto in finale che per adesso non dovrebbe toglierli nessuno, se non altro perché è uno dei pochi compositori e parolieri veri là dentro.

GRUPPI VOCALI

FARIAS
“Africa” dei Toto e “Samarcanda” di Roberto Vecchioni

Brano di una meraviglia senza pari che loro interpretano molto bene, forse sciorinando una delle migliori esibizioni da quando sono dentro, senz’altro la migliore in inglese. Purtroppo, vanno peggio sul brano dopo. Complessivamente, sulla loro linea. Ovvero. Bravi, bravissimi. Ma completamente svuotati senza l’ausilio degli strumenti (chitarre in mano danno decine di punti a tutti). Dunque assolutamente privi di X Factor, la loro interpretazione va via come l’acqua corrente. Vanno fuori. Inevitabile, sorry. Lo dicevamo da diverse puntate, prima o poi doveva succedere. Al ballottaggio cantano di nuovo “Quando nasce un amore” e poi un brano della Patagonia. E se la cavano, ma ormai è tardi.

THE BASTARD SONS OF DIONISO
“Ticket to ride” dei Beatles e”Contessa” dei Decibel

Superano agevolmente lo scoglio Beatles, semplici da cantare ma anche da sbagliare (e in quel caso l’errore pesa di più). Entrano bene nel brano e lo interpretano con la necessaria attenzione ma anche con la dovuta leggerezza. Il brano forse era sbagliato, quello si. La versione “emo” del brano punkrock di Ruggeri  e dei suoi Decibel invece non c’è piaciuta proprio: brutta, troppo punteggiata, ha perso parecchio del suo fascino (il testo secondo alcuni  avrebbe un doppio senso, quello letterale (la meretrice) e quello “nascosto” 1980: si dice che la “Contessa” con i suoi atteggiamenti da Diva fosse in realtà Renato Zero. Solo leggende metropolitane?) . Loro bravi, come al solito, ma stavolta l’arrangiamento non li ha aiutati (l’unica cosa originale era il triangolo), quindi bravi il doppio.

 

X Factor 2, ottava puntata, fuori Chiarastella. i nostri giudizi

482f6df31efec_normalX factor 2, ottava puntata. Più passa il tempo e più ci stiamo facendo l’idea che non vincerà il migliore. Il pubblico che vota è lo stesso che a Sanremo vota quelli più simpatici o più “scenici” e non quelli più bravi, che manda a casa Tricarico e Nicky Nicolai e tiene dentro Fausto Leali e Al Bano dunque c’è poco da stupirsi di alcuni verdetti. Esce Chiarastella, ma non è questo il punto.

Chiarastella, nonostante fosse lì solo da sette giorni era una delle più preparate, avendo una carriera alle spalle ma contro Daniele Magro era molto difficile passare il turno.Noi avremmo votato Chiarastella ed il perché lo spieghiamo nei giudizi più sotto. Ma non è nemmeno questo il punto. La questione è: perché continuano a stare dentro i Farias, gli unici che hanno dimostrato di non avere l’ X Factor? Solo perché si stanno impegnando? O solo per la loro storia umana?. Anche questo è un fattore che conta (Marco Carta insegna), ma qui si giudicano i cantanti e non le vite.

E i Bastard sons of Dioniso? L’effetto “bastard” è finito da un pezzo, sarebbe ora di cominciare a cantare. O Yuri. E’un altro (molto) bravo ma non sempre emoziona. Esce una di talento e probabilmente non sarà l’ultima. Sotto, i nostri giudizi. Nota non secondaria: tutti i cantanti hanno collaborato agli arrangiamenti o all’elaborazione dei testi. Questo vuol dire essere musicisti. Altro che gli “Amici” di Maria.

OVER 25

MATTEO BECUCCI – “Una giornata uggiosa” di Lucio Battisti
Confermiamo il giudizio delle ultime settimane: è uno dei pochi dentro “X Factor” che canta di tutto in modo eccezionale, in italiano ed in inglese. Nel corso della trasmissione lo hanno messo a confronto con vari generi e vari stili, non ha mai sbagliato un colpo. Anche con uno degli ultimi Battisti, sempre difficile da cantare, se la cava benissimo. Emoziona meno del solito, ma il brano è quello che è. Soprattutto ha il coraggio di metterci in gioco e un caposquadra che glielo fa fare.

CHIARASTELLA – “True colors” di Cindy Lauper e “Wuthering heights” di Kate Bush
Canzone di grande atmosfera di una delle più grandi interpreti del pop anni’80. Le calza a pennello e lei ha dei colori nella voce straordinaria. Arriva su dei toni altissimi, canta anche in falsetto in maniera superba ed è molto naturale, eppure probabilmente è “troppo” sofisticata per il pubblico che preferisce Bastard o Farias. Paga anche lei il fatto di essere poco personaggio televisivo, una eccessiva “normalità” (nonostante il trucco terribile): tutto questo è molto brutto, fa molto “Amici”. Dove il concetto di “migliore” è molto relativo. Al ballottaggio bissa la performance della settimana scorsa sul brano di Kate Bush. Acappella canta Bjork in maniera magistrale e l’islandese è una delle artiste meno cantabili del panorama mondiale. Ma una volta al ballottaggio con Daniele, purtroppo, la strada era già segnata.

NOEMI – “La costruzione di un amore” di Ivano Fossati
Canzone difficilissima, come quasi tutte quelle che Fossati ha scritto per sé e non per gli altri. Per Noemi era una prova vera, per dimostrare di saper emozionare anche su brani a tinte forti ma molto soft. Missione compiuta, la sua voce graffiata si adagia benissimo sulla melodia. Regala emozioni, è una dei pochi a riuscirci in questa puntata. E’nettamente quella che ha fatto più progressi e se vi andate a rileggere i nostri primi giudizi su di lei ve ne accorgete. Nota a margine, che non c’entra con X Factor come “programma musicale” ma c’entra col programma come “prodotto televisivo”: oggi passano modelli secondo i quali per essere sensuali bisogna essere “abbondanti” o “debordanti”, nel modo di essere e di fare e nel fisico. Lei è una ragazza semplice e completamente “piatta”, ma è veramente sexy.

ENRICO NORDIO – “One upon a long ago” di Paul Mc Cartney
Il solito concetto: quando non conosci una canzone non ti fai condizionare e la fai meglio di come canteresti un brano stranoto. Enrico non si sottrae a questa legge e Morgan fa ancora centro. Interpretazione al solito molto bella, su un brano veramente difficile, ma più di tecnica che di “pancia”. Anche lui infatti emoziona meno del solito, ma c’è da dire che su questi brani meno popolari (brano degli anni’80, ma non esattamente commerciale, nello stile del “Barone” inglese) non è semplice. E’un po’ come andare a Sanremo con un brano intimista e cantautorale, ma anche questa era una sfida.

16-24 ANNI

DANIELE MAGRO – “Another one bites the dust” dei Queen e “Crazy” degli Gnars Barkley
Ieri sera meritava il salvataggio solo perchè canta meglio dei Farias. In un certo senso ha ragione Morgan: adesso che abbiamo sentito che è bravo e quello che sa fare, sarebbe ora di metterlo a confronto con un brano leggero. Se si continua a dargli pezzi che valorizzano solo la sua tecnica si travisa il senso del gioco. Lui è un cantante soul, ma lì dentro deve mostrare di saper cantare anche le “canzonette”. Ma hanno paura che esca, perché probabilmente non è capace di farlo. E quindi vanno sul sicuro. Inoltre ha cantato sei canzoni straniere e una sola in italiano. Non è giusto. L’esibizione di ieri era forse la migliore da quando è dentro al programma, su un pezzo rock dei Queen rinnovato nell’arrangiamento. Solito brano al ballottaggio, bene acappella, ma lo sapevamo già.

YURI MAGLIOLO – “Wherever you will go” dei The Calling
Spieghiamo meglio quanto detto sopra, altrimenti sembriamo dei folli. Questo ragazzo probabilmente è l’unico che uscito da “X Factor” avrà una vita musicale autonoma, senza bisogno di autori: suona (almeno) tre strumenti (batteria, chitarra, pianoforte), compone, arrangia e adesso ha debuttato come paroliere scrivendo un pezzo della canzone in italiano. Proprio perché è il migliore ed il più completo, da lui ci si aspetta tanto ed invece a volte sembra svolgere il suo compito e basta, senza andare oltre, senza colpire al cuore. Anche il fatto che questa sia stata la prima volta in italiano è sintomatico: l’inglese aiuta molto a superare gli ostacoli. Se riesce a trovare una sua chiave anche nella nostra lingua, diremmo che ha la vittoria in tasca. Ma sarà fondamentale questo passo.

GRUPPI VOCALI

FARIAS -.”I’m not in love” dei  10CC
Operazione “c’è posta per te”. Video delle figlie che entrano nel loft e dei genitori che stanno in Argentina giusto prima dell’esibizione. Non abbiamo niente contro questi ragazzi, l’abbiamo detto più volte: sono bravissimi. Semplicemente, non hanno l’ “X Factor”. Tra l’esser bravi cantanti e avere una marcia in più c’è uno scatto di differenza. Loro hanno belle voci, sono bravi cantanti, ottimi strumentisti e meritano anche un avvio nel mondo discografico. Ma non emozionano per niente. L’esibizione di ieri era come al solito perfetta, ma è come sentire un piano bar. Senza strumenti sono penalizzati, siamo convinti renderebbero meglio. Il giochino di Morgan sui presunti cori li spinge al televoto.

THE BASTARD SONS OF DIONISO- “Ma che colpa abbiamo noi” dei Rokes
Nonostante l’arrangiamento moderno questa purtroppo resta una canzone fuori tempo. Ma qui si giudica l’esibizione e questa è stata come al solito interessante e ricca di energia. Loro sono bravi a dare una loro caratterizzazione a pezzi lontanissimi dalla loro vita, ma restiamo convinti che anche per capire quanto siano bravi vocalmente, meriterebbero anzitutto pezzi più contemporanei e magari anche più soft. E’un po’ come per Daniele Magro, solo pezzi che calzano a pennello al loro stile canoro: così non si migliora e non si cresce. Sono grintosi e moderni, sono i più “attuali” discograficamente ed andranno in finale. Ma non sapremo mai quanta bravura c’è sotto la grinta. Anche loro li vorremmo risentire con gli strumenti.

X factor 2, settima puntata, esce Andrea. I nostri giudizi

482f6df31efec_normal3X factor 2, settima puntata esce Andrea. Verrebbe da dire era ora. Stavolta il verdetto dei giudici, che fa seguito a quello del pubblico che lo aveva mandato in ballottaggio con Noemi. Impossibile mandare a casa quella ragazza dalla voce potente, soprattutto se messo a paragone col monotematico e stonatissimo amante di Bob Marley, così amante da esibirsi tre volte nella stessa puntata con brani del geniaccio giamaicano.

Nuova sfida fra tre esordienti, entra Chiarastella, se l’è decisamente meritato. Ne parliamo sotto. Nota a margine: per la prima volta gli autori di X Factor fanno ammenda per una eliminazione. Ambramarie, uscita la scorsa settimana canta con James Morrison il brano che solitamente lui esegue con Nelly Furtado. Non era mai successo prima, è probabilmente la consacrazione musicale della ragazza lombarda. Sotto, i nostri giudizi sulle esecuzioni.

OVER 25
MATTEO BECUCCI – “Broken wings” dei Mr Mister

E’magico, non c’è niente da dire. Viene da chiedersi dove fosse stato fino adesso visto che lo scopriamo soltanto a 38 anni. Diremmo che è la voce migliore di X factor, anche più di quella di Daniele perché la sua è molto più larga e modulabile. E’il nostro preferito, perché sinora ha cantato quasi sempre benissimo ogni cosa regalando grandi emozioni. Semplice, leggero, senza sbavature, completo anche come artista.

ANDREA – “I shot the sheriff” di Bob Marley e “Get up stand up” di Bob Marley
Versione funky. Lui storce la bocca, vuole cantare il reggae e solo quello. Andasse a farlo da un’altra parte. Qui si canta quello che ti danno. Possibilmente anche bene, ma lui non vuole capirlo. Esecuzione discreta, senza stonature stavolta. Sopperisce con la teatralità a doti canore modestissime, quasi nulle. Canta finalmente quello che gli pare al ballottaggio e poi Bob Marley pure acappella. Non se ne puo più. Per fortuna, non lo risentiremo, il programma ne guadagna senz’altro.

NOEMI – “Il Paradiso” di Patty Pravo e “I heard it into a grapewine” di Marvin Gaye.
Primo brano nella versione dei Lombroso, band con la quale collabora Morgan. Questa ragazza è brava davvero, pure col rock. Dicevamo agli inizi che non aveva ancora espresso il suo meglio, non ci aveva fatto capire la sua personalità. Adesso sta venendo fuori piano piano. Molta energia, molta grinta. Nelle ultime puntate è quella che è cresciuta maggiormente e dunque buttarla fuori sarebbe stato un delitto. Molto bene anche al ballottaggio sul brano di Marvin Gaye, Zucchero a cappella davvero sublime.

ENRICO NORDIO – “La cura” di Franco Battiato
Ormai non ci sono più parole per definirlo. Con Matteo Becucci è il migliore perché riesce sempre a dare atmosfera ad ogni brano. Dopo “Impressioni di settembre” aveva un’altra prova difficile, l’ha superata davvero alla grande. Un talento davvero.

16-24 ANNI
DANIELE MAGRO – “Black & Gold”di Sam Sparrow

Gli danno sempre gli stessi brani, inteso come lo stesso genere musicale. Non è giusto. Bravo è bravo, l’abbiamo detto. Tecnicamente è il migliore ed anche quello che ha più margini di crescita. Ma così continuano a non metterlo in gioco. Dargli una volta una canzonetta per vedere quello che sa fare no? Della serie: ti piace vincere facile…

YURI MALGIOLO – “Viva la vida” dei Coldplay
E’il più moderno e contemporaneo di quelli che sono dentro al programma, anche un po’ per formazione musicale.e un brano come quello che ha eseguito forse lo avrebbe potuto cantare solo lui. Vorremmo vederlo confrontarsi prima di tutto su un brano italiano e poi su un pezzo più impegnativo: su brani “leggeri” – anche se di spessore – come questo si trova benissimo.

GRUPPI VOCALI
FARIAS – “Diamante” di Zucchero

Molto corale, arricchita perché le quattro voci prendessero il posto dell’interpretazione solista originale. Hanno cantato molto bene perché questo genere di esecuzioni nelle quali le voci si sovrappongono anche in passato li ha valorizzati, facendo guadagnare loro punti rispetto alla media delle loro esibizioni. Però restiamo del nostro parere: sono più da piano bar di alto livello,  il cosiddetto X Factor non ce l’hanno.

THE BASTARD SONS OF DIONISO- “Shiny happy people” dei R.E.M.
Qui siamo all’opposto rispetto a Noemi. Loro sono quelli che sono migliorati di meno. Anzi, non sono migliorati per niente. E nemmeno peggiorati. Sono sempre gli stessi. Cantano bene, non si danno delle arie, sono sinceri, leggeri, umili, tengono bene la scena. Soprattutto non si prendono sul serio. Si impegnano tantissimo, ma probabilmente hanno raggiunto il loro limite. Possono anche restare dentro sino alla fine e in fondo non demeritano perché nonostante quanto detto sopra riescono a farsi piacere: questo è una dote rara.

ASPIRANTI

JOHN FROG – “Paradise City” dei Guns ‘n Roses
Bravi, non c’è che dire, ma la sensazione – della quale non avremo riscontro – è che fossero poco portati per cantare brani diversi dalla loro estrazione. Fanno un genere molto energetico e lo fanno con stile, senza “imitare” nessuno, anche se poi l’ispirarsi a qualcuno viene naturale. Hanno vent’anni e il tempo davanti per rifarsi.

CHIARASTELLA – “Wuthering heights” di Kate Bush
L’abbiamo già sentita a Musicultura nel 2005. E a Musicultura ci vanno quelli bravi. Cantava probabilmente il pezzo più difficile (e più bello) degli ultimi trent’anni nel mondo del pop. Arrivare lassù dove arrivava Kate Bush senza stonare e senza fare fatica è sintomo di talento. Punto.

GIULIA BOSCOLO – Mix fra “Rispetto” e “Fever” di Joe T. Vannelli
Si vabbè. Lodevole il tentativo di far passare in un programma del genere le vocalist della musica dance, ma oggettivamente è una carta complicata da giocarsi per una che deve entrare nel tempio del pop. Molto glamour, molto fashion.  Ma nulla di più.

X Factor 2, sesta puntata. Esce Ambramarie Facchetti. I nostri giudizi.

482f6df31efec_normal2Alla sesta puntata si è consumato il delitto perfetto: in ballottaggio due dei migliori in assoluto, Daniele Magro e Ambra Marie ed eliminazione di quest’ultima che forse ha pagato, alla fine la poca modulabilità sui brani meno rock. Certo però che fa molto pensare il fatto che Morgan abbia quattro cantanti, compreso l’inascoltabile Andrea/Giops e gli altri due giudici siano abbastanza in difficoltà.

Soprattutto, si è ormai capito che il pubblico è molto influenzabile dai giudizi che i tre capisquadra danno degli artisti (soprattutto quelli delle altre squadre): con questo gioco sono usciti strada facendo tutti i migliori, sinora. Che forse saranno condannati al dimenticatoio perché usciti troppo presto (il mercato dei dischi insegna). Ha ragione la Ventura: il programma sta prendendo una brutta piega. Sembra quasi “Amici“, dove vincono quelli che fanno presa sulla gente, non quelli che sanno cantare. Sotto, come al solito i nostri giudizi

16-24 ANNI

AMBRAMARIE FACCHETTI – “Amore disperato” di Nada e “Wish you were here” dei Pink Floyd
Va fuori nel giorno in cui ha superato a pieni voti l’esame affidatogli dalla Ventura e dal suo vocal coach: cimentarsi con una canzonetta. Non convenzionale, perchè la cantava una Nada già allora in fase sperimentale, ma pur sempre una canzonetta. Interpretazione sbarazzina, con parecchia grinta, tirando fuori la voce dove serviva. L’ha presa come un gioco però s’è impegnata e l’ha fatta bene, anzi si potrebbe dire che è l’interpretazione migliore dopo quelle di Enrico e Matteo. Come mai sia finita al ballottaggio non è dato di saperlo. Allo spareggio dà il massimo, sia nel suo cavallo di battaglia che acappella. Purtroppo per lei il destino era già segnato perchè dall’altra parte c’era la macchina perfetta Daniele, molto più modulabile con i vari generi.

DANIELE MAGRO- “Gocce di memoria” di Giorgia e “I wish” di Stevie Wonder
“Sai, la gente è strana”, cantava Mia Martini. In effetti non si capisce come abbia fatto a finire al battottaggio. Lui è tutto l’opposto di Noemi come interpretazione, perché infarcisce il canto di parecchi virtuosismi, che non sempre giovano. Però ancora una volta riesce a dimostrare di saper cantare di tutto, anche brani molto meno consoni alle sue corde. Lui sicuramente dà il massimo su altri brani, però la bravura di un artista sta nel fatto di sapersela cavare lungo i percorsi perigliosi. A volte, come in questo caso, fa più fatica e si appoggia sui giri di voce. Detto questo, non meritava il ballottaggio, soprattutto al cospetto di un Andrea che non si capisce cosa ci stia a fare là dentro. Allo spareggio canta il cavallo di battaglia e va come un treno, ottimo acappella, come da copione.

YURI MALGIOLO – “Virtual insanity” di Jamiroquai
All’ultima selezione prima del via era stato scartato e francamente non si capisce perchè. Ha portato oltrechè una ventata di allegria anche “il centro della musica” dentro il programma. Ha il ritmo dentro, trasmette gioia e si vede. Canta anche molto bene, ha una voce moderna, senza fronzoli e oltretutto si mette al servizio degli altri: durante le prove ha suonato per tutti i compagni di squadra. Aspettiamo però di sentirlo cantare in italiano. Per adesso è quello che sta guadagnando maggiormente consensi. L’anno scorso Giusy Ferreri vide partire il successo da un ingresso in corsa, lui ha le potenzialità per ripercorrere la stessa strada.

OVER 25

GIOPS – “Milano e Vincenzo” di Alberto Fortis
Piccoli passi avanti, ma piccoli piccoli. La scorsa settimana non s’era impegnato e ne era venuta fuori una esibizione pietosa. Stavolta, su un brano difficilissimo come quello del grandissimo Alberto Fortis se la cava abbastanza bene, superando agevolmente anche lo scoglio iniziale delle note alte, dove era andato molto in difficoltà nelle precedenti esibizioni. Tuttavia non merita di andare avanti, perché dopo la scorsa settimana non è più credibile ed inoltre l’intonazione resta appena sufficiente, l’interpretazione scenica supera quella vocale (circostanza che va bene per “Amici” e non per X Factor) e soprattutto, si impegna solo se ne ha voglia. Lievemente presuntuoso, come le Sisters of Soul: dopo aver ciccato l’esecuzione, invece di cospargersi il capo di cenere se la prende con chi gli ha assegnato un brano nelle sue corde. Ma la gente continua a votarlo. Andrea avanti, Ambramarie fuori: la musica ringrazia sentitamente.

MATTEO BECUCCI – “Stay” degli U2
Più passa il tempo e più ci piace. Ha fallito una sola esecuzione, tutte le altre sfiorano la perfezione. Insomma, si vede che è uno che sono anni che sta sul palco e suona in giro per locali. Ha una voce molto vellutata, una carezza che ti accompagna lungo tutto il corso del brano. Non avendo particolari picchi vocali, è notevole, soprattutto per un uomo. Sinora ha cantato quasi tutto con grande naturalezza. Ci dà dentro non solo di voce, è uno dei pochi che regala sempre emozioni (una sola volta non l’ha fatto ed è stato cazziato in diretta da Morgan). E’nettamente il nostro preferito, perchè è quello che riesce a fare le cose migliori con un timbro “normale”.

ENRICO NORDIO – “Impressioni di settembre” della Premiata Forneria Marconi
A parte che il pezzo a trentasette anni di distanza è ancora di una bellezza mozzafiato, Enrico merita una menzione in più perché ha collaborato all’arrangiamenti con uno dei mostri sacri della musica italiana, Lucio Fabbri, che era tra gli autori (ed intepreti) del brano. E’un pezzo difficilissimo da cantare per un solista, lui ha saputo creare una grande atmosfera, molto coinvolgente, quasi sussurrava invece di cantare, ma quello era esattamente il modo migliore per affrontare un brano del genere. Sublime davvero.

NOEMI – “Hello sunshine” di Syd Matters
Eccolo qua, il suo genere. Ci abbiamo messo sei puntate ma finalmente l’abbiamo trovato. La sua voce nera scivola via benissimo su questo classico del rhytm and blues, sia nella versione italiana che in quella inglese. Restiamo dell’idea che forse non abbia dato ancora il massimo di quanto delle sue possibilità, però l’interpretazione di ieri sera era davvero straordinaria, senza fioriture: nitida, pulita, piena di atmosfera. Il problema – come ha giustamente sottolineato la Ventura – e che poi fuori da X Factor dovrà trovare chi saprà scrivergli brani di questo tenore e non è facile.

GRUPPI VOCALI

FARIAS .- “Quando nasce un amore” di Anna Oxa
La migliore esibizione da quando sono in gara. Molto corale, diremmo “finalmente” corale, con le voci che si alternano e si sovrappongono con grande precisione creando una notevole armonia. Per la prima volta sono riusciti a non appiattire il brano che gli è stato assegnato ed anche a valorizzarlo in maniera notevole. Ci resta però la sensazione che abbiamo esternato nelle settimane: quello che si definisce “X factor” loro non ce l’hanno. Sono molto bravi e basta. Ma manca loro il “quid” per fare il salto di qualità.

THE BASTARD SONS OF DIONISO – “My Sharona” degli Knack
Della serie “Ti piace vincere facile”. E’il loro genere e loro lo onorano al meglio. Solita prestazione tutta grinta, meno gigiona e più cantata. Ma sempre al massimo. Adesso quale è il loro genere l’abbiamo capito. Speriamo che prima o poi vengano messi alla prova su qualcos’altro, per capire sino a dove può arrivare il loro modo di cantare. Aspettiamo ancora di sentirli cantare su un brano contemporaneo, finora non è mai successo.

X factor 2 , quinta puntata: escono le Sister of Soul. I nostri giudizi

482f6df31efec_normal1Quinta puntata di X Factor, escono (finalmente!) le Sisters of Soul, con quattro puntate di ritardo ed è curioso che dopo aver vinto ballottaggi con artisti nettamente migliori abbiano perso quello con i Farias, che cantano sicuramente meglio ma non è che siano così eccezionali. Hanno pagato la loro fragilità e se n’è avvantaggiato Giops, che finora il talento (ammesso ce l’abbia) l’ha tenuto ben nascosto.

Depurata di chi non ha proprio talento né personalità, adesso la trasmissione dovrebbe prendere -o almeno si spera – il binario giusto. Anche se le nostre due preferite sono già uscite. Entra Yuri Malgiolo, artista molto particolare (il nostro giudizio sta sotto). Lo meritava? Forse. O forse ha ragione Simona Ventura, doveva entrare prima. Perché eliminare gli altri due “aspiranti” era un delitto, stavolta.

ASPIRANTI CONCORRENTI

CLAUDIA MACORI- “Pensiero stupendo” di Patty Pravo
Interprete originalissima per una canzone classica. Poteva cantarla alla Patty Pravo e invece l’ha fatta a modo suo. Eterea, sicuramente non convenzionale. Probabilmente era la peggiore dei tre ma se la confrontiamo con qualcuna che sta dentro….

YURI MALGIOLO – “Drops of Jupiter” dei Train
Canta benissimo una canzone bellissima, però Morgan fa un’affermazione giusta: “Abbiamo già sentito cantare così”. Ecco, non è originale. Questo si. Adesso che è entrato dovrà lavorare su tale aspetto. Però è bravo, ha un bell’appeal e tutte le carte in regola per ben figurare all’interno della trasmissione.

MISS SUNSHINE – “I kissed a girl” di Katy Perry
Erano le migliori fra I tre aspiranti. Prendano esempio le S.O.S: loro hanno armonia vocale, sicurezza sul palco, belle voci, non sbagliano una virgola. Sono belle ma non ammiccano ogni cinque secondi allo schermo, sono sexy senza per forza doverlo usare come arma. Pagano il fatto di essere uguali alle Sisters of Soul nell’aspetto: “Non avevo subodorato la esclusione delle S.O.S, è un caso che ci siano loro qua adesso”, ha commentato Mara Maionchi. Si, come no. Ci crediamo…

OVER 25

ENRICO NORDIO – “Grace Kelly” di Mika
Ormai la sfida di Morgan è chiara: dare ai cantanti brani che non conoscono o che non apprezzano per vedere come se la cavano. Il brano in questione è difficilissimo perché Mika arriva sulla luna con la sua voce. Nordio ha dimostrato che nel suo piccolo, un po’ ci arriva anche lui. Poi fategli cantare altro, perché le sue potenzialità sono diverse, ma si è impegnato, ha studiato bene la prova ed ha dimostrato di saper fare anche canzoni del genere. Oltretutto dà l’impressione di arrivarci senza sforzo. Dà l’impressione, nel senso che forse ci arriva bene e forse no. Ma anche qui sta la bravura di un artista. Di non far accorgere il pubblico se va in difficoltà.

GIOPS – “Voglio vederti danzare” di Franco Battiato
Ribadiamo il concetto della scorsa settimana: non c’è niente di male a somigliare musicalmente ad Alberto Camerini. Purchè di Camerini si prendano anche gli aspetti positivi, non solo quelli da saltimbanco. Camerini è stato il primo grande innovatore del pop italiano. Giops deve ancora lavorarci su parecchio. Esibizione terribile, fuori tempo (ha sbagliato dall’inizio e non s’è più ripreso), sguaiata, piena di stonature (non dissonanze, quelle sarebbero state gradite, proprio stonature e pure belle grosse), tutto un bel contorno di coreografia, ma brano cantato malissimo. Inascoltabile davvero, la scorsa settimana c’aveva quasi convinto, s’è giocato il bonus. E’nettamente il peggiore, canta peggio delle Sisters of Soul ed è tutto dire. Giusto metterlo alla prova con canzoni diverse dal suo genere: così abbiamo capito che non c’è storia. “Piero cantava solo la musica reggae”, cantava Venditti. Anche Giops. Ma solo quello (e poi vorremmo sentirlo anche lì, non ne siamo così sicuri) Scandaloso che non sia andato nemmeno al ballottaggio: se bisogna votare solo per compassione o perché fa spettacolo allora quello è un altro programma. Per ora Giops è un non cantante.

NOEMI- “Amandoti” dei Cccp
Confronto duro perché nella versione originale c’era la voce di Ginevra Di Marco (mica brustolini) e in quella completamente azzerata e rifatta in modo minimalistico quella di Gianna Nannini. E’finita tutto sommato in pareggio, perché Noemi ha una voce molto potente, il brano non era semplice perché l’arrangiamento con spolverata d’archi serviva a mettere in evidenza l’artista e se la voce non ce l’hai affoghi. Magari la Nannini ci strillava un po’ di più sopra, ma mica bisogna sempre imitare qualcun altro. Bella esecuzione, forse ci stiamo avvicinando al suo stile canoro.

MATTEO BECUCCI – “Stars” dei Simply Red
La settimana scorsa Morgan lo aveva shakerato in diretta, quindi doveva farsi perdonare. Voleva addirittura fargli scegliere il brano, finisce che gli fa cantare un pezzo del suo gruppo preferito, una sorta di regalo a compensazione del casino della volta passata. Risultato? Interpretazione ottima, si vede che il brano gli piaceva. Canta proprio bene e quello è precisamente il suo genere, come dire: “ti piace vincere facile”. Si è giocato bene il bonus, un’occasione del genere non gli capiterà mai più dentro X factor.

GRUPPI VOCALI

THE BASTARD SONS OF DIONISO – “Wild world” di Cat Stevens
Era un pò la loro sfida perchè finora avevano mescolato musica a casino coreografico, superando con la grinta alcune situazioni e mostrando un lato sbarazzino che ha evidenziato la loro genuinità. Ora hanno dimostrato di saper anche cantare. Magari non hanno voci strabilianti (infatti hanno anche stonicchiato in un paio di passi), però nel complesso hanno affrontato l’ostacolo bene. L’idea che abbiamo di loro è quella dei Take That. Quelli attuali, senza Robbie Williams. Talento misto a spettacolo, potenziale melodico misto a movimento. Romantici eventuali, con preferenza per il rock. In questo momento sono quelli che hanno maggiori margini di crescita.

SISTERS OF SOUL – “Splendido splendente” di Rettore e “All around the world” di Lisa Stansfield.
Con l’uscita di testa della bionda è chiaro che le tre non hanno alcun futuro, non sono mai state un gruppo ma tre soliste, anche piuttosto modeste. La cosa era stata evidente sin dalle prime esecuzioni, dove oltre a cantare malissimo, giocavano a rincorrersi. Eppure sono riuscite a mandarle avanti a dispetto di chi canta bene, con una sorta di masochismo durato cinque puntate. Per inciso, l’esecuzione del brano di Rettore non è stata nemmeno male, rispetto alle altre quattro era forse la migliore e forse stavolta, se fosse stato per l’aspetto tecnico, stavolta non avrebbero nemmeno meritato il ballottaggio. Il brano è scivolato via lieve, l’hanno cantato bene, senza sbavature, senza ammiccamenti allo schermo. Ma questa scenata terribile delle tre che si chiedono chi sia la leader fra loro dimostra la loro assoluta mancanza di personalità. Che unita alla mancanza di talento dovrebbe far pensare. Avevano una chance, la potevano sfruttare e invece si sono fatte male da sole. Bimbette capricciose, proprio nelle stile delle girl band cui si ispirano. Benino nel pezzo della Stansfield, vicino al loro stile. Nell’esecuzione acappella hanno cantato “Quello che voglio” di Alex Baroni, che probabilmente s’è rivoltato nella tomba.

FARIAS – “La camisa negra” di Juanes e “Que grande es esto amor” versione spagnola di “How deep is your love” dei Bee Gees.
Come gettare alle ortiche un jolly. Viene loro assegnata una canzone in spagnolo, quindi la loro lingua, una motivetto che parla di cose tristi cantata in modo allegro da Juanes. Sono riusciti a renderla piatta come non c’era riuscito mai nessuno. Non hanno cantato male, hanno belle voci e sanno modularle benissimo, ma davvero continuano a non emozionare, a trasmettere zero. L’idea è che loro si sentano a disagio senza strumenti, siamo certi che se l’avessero cantata senza base e suonandola magari solo con la chitarra sarebbero andati molto meglio, sarebbero riusciti a far passare quell’emozione che invece c’è rimasta dentro . Meglio nella canzone del ballottaggio, che avevano già eseguito molto bene in passato, ottimi a cappella, perché loro sanno cantare. Giudizio complessivo: questi ragazzi hanno belle voci ed un buon talento, ma sono inadatti ad un programma del genere. Però sono tra i pochi che in questo programma hanno saputo mettersi in gioco cantando di tutto. Avranno un’altra chance, perché in fondo sono bravi.
16-24 ANNI
AMBRAMARIE FACCHETTI – “Run baby, run” di Sheryl Crow

Una ballata rock dal sapore velatamente malinconico che lei canta molto bene, come ha fatto quasi sempre. Molto intensa. Avevamo detto che è quella che per voce, grinta e presenza scenica è quella più pronta fra quelli rimasti in gara. L’unico neo: canta sempre allo stesso modo e quando le danno cose meno rock va un po’ in tilt (lo ha fatto anche ieri, a tratti sul ritornello). Se questo è un programma che deve tirare fuori i cantanti pop lei non merita di vincere perché è poco malleabile su altri suoni. Non è un caso che non le abbiano mai dato sinora una “canzonetta”. Però ha un futuro discografico assicurato nel panorama rock, questo è certo.

DANIELE MAGRO “All the way” di Craig David
Difficile dire ancora altro. Probabilmente a livello generale è il migliore e la sensazione che abbiamo è che gli vestano i brani addosso come non fanno con gli altri. L’arrangiamento era assolutamente perfetto (notevole l’inserimento della colonna sonora di “Momenti di gloria” di Vangelis), lui ci ha pennellato attorno la canzone con il solito stile e la solita voce potente. E’una macchina quasi perfetta, se non s’inceppa è difficile che esca prima della finale.